La varietà della specie Zea mays denominata Mais Nero Spinoso di Valle Camonica è tradizionalmente coltivata nei territori comunali di Esine, Piancogno e limitrofi (Val Camonica, BS). Testimonianze dirette da parte di alcuni agricoltori, riportano la coltivazione di questa varietà di mais tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo in località Annunciata del Comune di Piancogno. Essa può quindi essere considerata una varietà locale come indicato dalle linee guida nazionali per la conservazione della biodiversità vegetale (Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 6 luglio 2012). La granella prodotta, di colore bruno/nero, è caratterizzata da una evidente spinatura ed è stata (e lo è tuttora) utilizzata principalmente per la produzione di farina da polenta ad uso prevalentemente familiare. La varietà si presta particolarmente alla coltivazione in ambiente montano, anche a quote superiori ai 1000 metri, grazie alla sua rusticità e alla lunghezza media del ciclo vegetativo. Durante la seconda metà del XX secolo la coltivazione di questa varietà, che era in precedenza diffusa tra gli agricoltori della madia Val Camonica, è stata quasi del tutto abbandonata, complici l’avvento degli ibridi commerciali e la riduzione del consumo di polenta, alimento che è stato per secoli alla base dell’alimentazione della popolazione contadina. In seguito ai recenti studi condotti dall' "Università della Montagna" (Ge.S.Di.Mont.), la coltivazione del Mais Nero Spinoso di Valle Camonica ha trovato nuovo impulso, suscitando l’interesse di alcuni agricoltori locali. Ciononostante il rischio che tale varietà finisca per essere completamente abbandonata o possa ibridarsi rimane tuttora. La varietà presenta un’elevata rilevanza dal punto di vista fitogenetico in virtù delle sue peculiari caratteristiche morfologiche e fenotipiche, e in particolare per la sua granella dalla caratteristica forma rostrata e dalla pigmentazione bruna che, a differenza di altre varietà di mais, non è dovuta all’accumulo di antocianine ma alla presenza di flobafeni nel pericarpo. Tali pigmenti sono sintetizzati in mais attraverso la via dei flavonoidi mediante la polimerizzazione dei flavan-4-ols, guidata dalla presenza del gene regolatore P1 (pericarp color1). Varietà di mais recanti il gene P1 e capaci di accumulare elevate quantità di flobafeni nel pericarpo della granella, possono rappresentare una risorsa dal momento che i flobafeni possiedono proprietà antiossidanti capaci di prevenire malattie croniche (Casas et al., 2014). Inoltre sembrerebbe che le varietà portanti il gene P1 possano essere meno suscettibili all’accumulo di micotossine (Pilu et al., 2011). Al fine di tutelare tale varietà e quindi l'agrobiodiversità, l' "Università della Montagna" (congiuntamente ai comini di Esine e Piancogno) ad aprile 2015 ha avviato le pratiche per il suo inserimento nella sezione "varietà da conservazione" del Registro Nazionale di Specie Agrarie e Orticole (D.M. 17 dicembre 2010).

Caratterizzazione e tutela di un'antica varietà di montagna: il Mais Nero Spinoso di Valle Camonica / R. Pilu, L. Giupponi, A. Giorgi. ((Intervento presentato al convegno VISMONT : agricoltura, ambiente, territorio: una Visione innovativa per l’agricoltura di Montagna tenutosi a Bergamo nel 2015.

Caratterizzazione e tutela di un'antica varietà di montagna: il Mais Nero Spinoso di Valle Camonica

R. Pilu;L. Giupponi;A. Giorgi
2015-07-27

Abstract

La varietà della specie Zea mays denominata Mais Nero Spinoso di Valle Camonica è tradizionalmente coltivata nei territori comunali di Esine, Piancogno e limitrofi (Val Camonica, BS). Testimonianze dirette da parte di alcuni agricoltori, riportano la coltivazione di questa varietà di mais tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo in località Annunciata del Comune di Piancogno. Essa può quindi essere considerata una varietà locale come indicato dalle linee guida nazionali per la conservazione della biodiversità vegetale (Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 6 luglio 2012). La granella prodotta, di colore bruno/nero, è caratterizzata da una evidente spinatura ed è stata (e lo è tuttora) utilizzata principalmente per la produzione di farina da polenta ad uso prevalentemente familiare. La varietà si presta particolarmente alla coltivazione in ambiente montano, anche a quote superiori ai 1000 metri, grazie alla sua rusticità e alla lunghezza media del ciclo vegetativo. Durante la seconda metà del XX secolo la coltivazione di questa varietà, che era in precedenza diffusa tra gli agricoltori della madia Val Camonica, è stata quasi del tutto abbandonata, complici l’avvento degli ibridi commerciali e la riduzione del consumo di polenta, alimento che è stato per secoli alla base dell’alimentazione della popolazione contadina. In seguito ai recenti studi condotti dall' "Università della Montagna" (Ge.S.Di.Mont.), la coltivazione del Mais Nero Spinoso di Valle Camonica ha trovato nuovo impulso, suscitando l’interesse di alcuni agricoltori locali. Ciononostante il rischio che tale varietà finisca per essere completamente abbandonata o possa ibridarsi rimane tuttora. La varietà presenta un’elevata rilevanza dal punto di vista fitogenetico in virtù delle sue peculiari caratteristiche morfologiche e fenotipiche, e in particolare per la sua granella dalla caratteristica forma rostrata e dalla pigmentazione bruna che, a differenza di altre varietà di mais, non è dovuta all’accumulo di antocianine ma alla presenza di flobafeni nel pericarpo. Tali pigmenti sono sintetizzati in mais attraverso la via dei flavonoidi mediante la polimerizzazione dei flavan-4-ols, guidata dalla presenza del gene regolatore P1 (pericarp color1). Varietà di mais recanti il gene P1 e capaci di accumulare elevate quantità di flobafeni nel pericarpo della granella, possono rappresentare una risorsa dal momento che i flobafeni possiedono proprietà antiossidanti capaci di prevenire malattie croniche (Casas et al., 2014). Inoltre sembrerebbe che le varietà portanti il gene P1 possano essere meno suscettibili all’accumulo di micotossine (Pilu et al., 2011). Al fine di tutelare tale varietà e quindi l'agrobiodiversità, l' "Università della Montagna" (congiuntamente ai comini di Esine e Piancogno) ad aprile 2015 ha avviato le pratiche per il suo inserimento nella sezione "varietà da conservazione" del Registro Nazionale di Specie Agrarie e Orticole (D.M. 17 dicembre 2010).
Settore AGR/02 - Agronomia e Coltivazioni Erbacee
Caratterizzazione e tutela di un'antica varietà di montagna: il Mais Nero Spinoso di Valle Camonica / R. Pilu, L. Giupponi, A. Giorgi. ((Intervento presentato al convegno VISMONT : agricoltura, ambiente, territorio: una Visione innovativa per l’agricoltura di Montagna tenutosi a Bergamo nel 2015.
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