Nonostante il crescente interesse per gli analoghi vegetali, questi alimenti spesso suscitano dubbi nei consumatori, che li percepiscono come ultra-processati e, quindi, meno naturali e salutari rispetto agli equivalenti di origine animale. Questa percezione rischia di compromettere il successo commerciale degli analoghi, rendendo fondamentale comprendere i meccanismi cognitivi che la alimentano. L’Essenzialismo alimentare (EA) è la tendenza a ritenere che i cibi abbiano una “essenza” intrinseca e immutabile, che ne definisce le proprietà. Si tratta di una credenza che è stata recentemente suggerita come potenziale fattore che modula il giudizio di prodotti analoghi, spingendo alcuni consumatori a considerarli comunque naturali e salutari, mentre porterebbe altri a rifiutarli perché “artefatti”. Lo studio, tuttora in corso, ha intervistato oltre 200 consumatori italiani (69% F; 18-65 anni) e oltre 200 consumatori olandesi (77% F; 18-61 anni) per indagare le differenze cross-nazionali nella percezione degli analoghi, in quanto il mercato olandese si posiziona tra i principali in Europa per questi prodotti. I consumatori sono stati poi divisi in base al loro livello di EA (alto vs. medio vs. basso). L’obiettivo è valutare come l’EA, insieme alle conoscenze su aspetti nutrizionali, ambientali e legati alla sostenibilità, influenzino il gradimento, la percezione delle caratteristiche sensoriali, del grado di processamento, la naturalezza e la volontà di consumo di diverse tipologie di analoghi vegetali e corrispettivi alimenti a base di proteine animali (carne, latte, pesce). I risultati preliminari indicano che non sono emerse differenze cross-nazionali nell’EA, che risulta in entrambi i paesi negativamente correlato con le conoscenze su aspetti nutrizionali, ambientali e legati alla sostenibilità, agendo come determinante nella valutazione degli alimenti ultra-processati da parte dei consumatori europei. Comprendere meglio queste dinamiche offrirebbe nuove opportunità per l'innovazione di prodotto e per strategie di comunicazione più efficaci nel favorire una transizione proteica più sostenibile.
Il ruolo dell’essenzialismo alimentare nella percezione del consumatore di alimenti ultra-processati / M. Appiani, C. Cattaneo, B. Cheon, C.G. Forde, M. Laureati. Convegno Nazionale di Scienze e Tecnologie Alimentari ‘Gli alimenti del futuro’ Bologna 2025.
Il ruolo dell’essenzialismo alimentare nella percezione del consumatore di alimenti ultra-processati
M. Appiani;C. Cattaneo;M. Laureati
2025
Abstract
Nonostante il crescente interesse per gli analoghi vegetali, questi alimenti spesso suscitano dubbi nei consumatori, che li percepiscono come ultra-processati e, quindi, meno naturali e salutari rispetto agli equivalenti di origine animale. Questa percezione rischia di compromettere il successo commerciale degli analoghi, rendendo fondamentale comprendere i meccanismi cognitivi che la alimentano. L’Essenzialismo alimentare (EA) è la tendenza a ritenere che i cibi abbiano una “essenza” intrinseca e immutabile, che ne definisce le proprietà. Si tratta di una credenza che è stata recentemente suggerita come potenziale fattore che modula il giudizio di prodotti analoghi, spingendo alcuni consumatori a considerarli comunque naturali e salutari, mentre porterebbe altri a rifiutarli perché “artefatti”. Lo studio, tuttora in corso, ha intervistato oltre 200 consumatori italiani (69% F; 18-65 anni) e oltre 200 consumatori olandesi (77% F; 18-61 anni) per indagare le differenze cross-nazionali nella percezione degli analoghi, in quanto il mercato olandese si posiziona tra i principali in Europa per questi prodotti. I consumatori sono stati poi divisi in base al loro livello di EA (alto vs. medio vs. basso). L’obiettivo è valutare come l’EA, insieme alle conoscenze su aspetti nutrizionali, ambientali e legati alla sostenibilità, influenzino il gradimento, la percezione delle caratteristiche sensoriali, del grado di processamento, la naturalezza e la volontà di consumo di diverse tipologie di analoghi vegetali e corrispettivi alimenti a base di proteine animali (carne, latte, pesce). I risultati preliminari indicano che non sono emerse differenze cross-nazionali nell’EA, che risulta in entrambi i paesi negativamente correlato con le conoscenze su aspetti nutrizionali, ambientali e legati alla sostenibilità, agendo come determinante nella valutazione degli alimenti ultra-processati da parte dei consumatori europei. Comprendere meglio queste dinamiche offrirebbe nuove opportunità per l'innovazione di prodotto e per strategie di comunicazione più efficaci nel favorire una transizione proteica più sostenibile.Pubblicazioni consigliate
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