Patrimoni a rischio sono quegli archivi audiovisivi anni Ottanta (anche di natura tea-trale) non ancora censiti nella loro completezza e che in alcuni casi, necessitano di restauro a fini di conservazione e valorizzazione dei contenuti. dedicato tutta la sua vita alla produzione, all’archiviazione e restauro di materiali d’arte audiovisivi e infine, all’insegnamento; il suo laboratorio (un vero e proprio “museo storico del video”) ha ancora macchine antiche infunzione (116 videoregistratori, 90 proiettori, 74 registratori audio, 138 macchine fotografiche di tutte le epoche) grazie alla costante manutenzione, perfettamente in grado di leggere e duplicare formati oggi obsoleti, di dif-ficile reperibilità anche per Mediateche regionali. Interviene su VHS e Super VHS, video 8, Hi 8, U-Matic -BVU, Betamax, Betacam, Video 2000 per digitalizzarli e acquisire i contenuti prima che questi vadano irrimediabilmente perduti2. Si rivolgono al suo laboratorio Gallerie d’Arte e Musei nazionali non solo per il recupero dei nastri “offesi” dal tempo e dagli sbalzi di temperatura, ma anche per mettere in mostra audiovisivi originali degli anni Settanta e Ottanta che necessitano di lettori non più in uso. A lui dobbiamo anche laproduzione di alcune delle prime opere di video arte di Giacomo Verde con il quale aveva stretto una grande amicizia all’epoca della residenza veneta di Verde

Condividere il sapere creativo di Giacomo Verde. Dall’archivio documentale all’archivio empatico. Anna Maria Monteverdi intervista Gabriele Coassin / A.M. Monteverdi, G. Coassin. - In: CONNESSIONI REMOTE. - ISSN 2724-2722. - 2022:4(2022 Dec 31), pp. 144-165. [10.54103/connessioni/19539]

Condividere il sapere creativo di Giacomo Verde. Dall’archivio documentale all’archivio empatico. Anna Maria Monteverdi intervista Gabriele Coassin

A.M. Monteverdi;
2022

Abstract

Patrimoni a rischio sono quegli archivi audiovisivi anni Ottanta (anche di natura tea-trale) non ancora censiti nella loro completezza e che in alcuni casi, necessitano di restauro a fini di conservazione e valorizzazione dei contenuti. dedicato tutta la sua vita alla produzione, all’archiviazione e restauro di materiali d’arte audiovisivi e infine, all’insegnamento; il suo laboratorio (un vero e proprio “museo storico del video”) ha ancora macchine antiche infunzione (116 videoregistratori, 90 proiettori, 74 registratori audio, 138 macchine fotografiche di tutte le epoche) grazie alla costante manutenzione, perfettamente in grado di leggere e duplicare formati oggi obsoleti, di dif-ficile reperibilità anche per Mediateche regionali. Interviene su VHS e Super VHS, video 8, Hi 8, U-Matic -BVU, Betamax, Betacam, Video 2000 per digitalizzarli e acquisire i contenuti prima che questi vadano irrimediabilmente perduti2. Si rivolgono al suo laboratorio Gallerie d’Arte e Musei nazionali non solo per il recupero dei nastri “offesi” dal tempo e dagli sbalzi di temperatura, ma anche per mettere in mostra audiovisivi originali degli anni Settanta e Ottanta che necessitano di lettori non più in uso. A lui dobbiamo anche laproduzione di alcune delle prime opere di video arte di Giacomo Verde con il quale aveva stretto una grande amicizia all’epoca della residenza veneta di Verde
Gabriele Coassin; Archivi videoteatrali; restauro opere analogiche; Giacomo Verde
Settore L-ART/05 - Discipline Dello Spettacolo
Settore L-ART/06 - Cinema, Fotografia e Televisione
https://riviste.unimi.it/index.php/connessioniremote/article/view/19539/17417
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