Se poco prima Dante si era sentito accolto «sesto tra cotanto senno» (Inf., IV 102), pare che nel canto V dell’Inferno egli abbia la prima vera occasione di corrispondere a quell’onorevole privilegio. Dunque, davanti a Virgilio, giudice unico di questo certame letterario, il nuovo poeta entra nell’agone, consapevole di legittimare quell’epiteto se la sua poesia saprà trasformare una sconosciuta relazione tra un uomo e una donna in un nuovo mito d’amore e di morte. L’amore di Francesca e del suo compagno è un amore irresistibile, esclusivo, duraturo, così intenso che non si arresta nemmeno con la morte, caratteri che furono prerogative pure dell’amore di Dante per Beatrice. Non possono non stupire, allora, i fitti contatti tra Inf., V e Purg., XXX-XXXI, quando l’appena ritrovata Beatrice rimprovera l’agens per i suoi traviamenti. Per amore ci si perde e per amore ci si salva: il crinale è stretto. Il fedele consiglio della ragione può orientarlo, ma l’uomo è fragile. Se la Commedia è il poema dell’amore, Francesca – l’unica donna ad aver voce nell’inferno a parte (e non certo casualmente) Beatrice – ha un cómpito decisivo, cosicché l’episodio degli amanti menati dal vento come colombe si irradia in punti nevralgici dell’intera opera.

Lettura del canto V dell'Inferno / D. Pirovano. - In: LE FORME E LA STORIA. - ISSN 1121-2276. - 9:2(2016), pp. 209-227.

Lettura del canto V dell'Inferno

D. Pirovano
2016

Abstract

Se poco prima Dante si era sentito accolto «sesto tra cotanto senno» (Inf., IV 102), pare che nel canto V dell’Inferno egli abbia la prima vera occasione di corrispondere a quell’onorevole privilegio. Dunque, davanti a Virgilio, giudice unico di questo certame letterario, il nuovo poeta entra nell’agone, consapevole di legittimare quell’epiteto se la sua poesia saprà trasformare una sconosciuta relazione tra un uomo e una donna in un nuovo mito d’amore e di morte. L’amore di Francesca e del suo compagno è un amore irresistibile, esclusivo, duraturo, così intenso che non si arresta nemmeno con la morte, caratteri che furono prerogative pure dell’amore di Dante per Beatrice. Non possono non stupire, allora, i fitti contatti tra Inf., V e Purg., XXX-XXXI, quando l’appena ritrovata Beatrice rimprovera l’agens per i suoi traviamenti. Per amore ci si perde e per amore ci si salva: il crinale è stretto. Il fedele consiglio della ragione può orientarlo, ma l’uomo è fragile. Se la Commedia è il poema dell’amore, Francesca – l’unica donna ad aver voce nell’inferno a parte (e non certo casualmente) Beatrice – ha un cómpito decisivo, cosicché l’episodio degli amanti menati dal vento come colombe si irradia in punti nevralgici dell’intera opera.
Dante Alighieri, Inferno
Settore L-FIL-LET/13 - Filologia della Letteratura Italiana
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