Il volume, della collana “I novellieri italiani”, comprende I diporti di Girolamo Parabosco e La fonte del diporto di Gherardo Borgogni. Il libro del Parabosco ha avuto una discreta fortuna editoriale: dopo la princeps, molto probabilmente del 1551, e una nuova edizione dell’anno successivo quando lo scrittore era ancora in vita, I diporti furono pubblicati integralmente altre sette volte tra Cinquecento e primo decennio del Seicento, e poi quattro volte tra fine Settecento e Ottocento, senza contare le novelle edite in raccolte miscellanee, come ad esempio quelle curate da Francesco Sansovino nel XVI secolo. L’edizione più recente è quella degli “Scrittori d’Italia” della Laterza (Bari, 1912) curata da Giuseppe Gigli, un’edizione accurata anche nell’impostazione filologica, ma non priva di errori testuali, senza commento, e soprattutto oggi difficilmente reperibile. La fonte del diporto è un libro quasi sconosciuto. Pubblicato due volte dal Borgogni nel 1598 e poi, ampliato, nel 1602, è stato rimesso in circolazione, probabilmente per smerciare le copie ancora invendute, con nuovo titolo nel 1608, ma in seguito è stato completamente dimenticato, se si esclude una pubblicazione delle dieci novelle scorporate dal dialogo (Bassano, Baseggio, 1809). I due libri nascono in due periodi e in due aree geografiche differenti: Parabosco, di origine piacentina, scrittore prolifico e anche famoso organista, fa riferimento all’ambiente culturale veneziano della metà del XVI secolo. Borgogni, nato ad Alba in Piemonte nel 1526, operò nella Milano di fine Cinquecento e inizio Seicento. Si tratta di due libri in cui la componente novellistica risulta non preponderante nell’insieme complessivo. I diporti contengono 17 novelle, La fonte del diporto 10, precedute, inframezzate o seguite, in entrambi i casi, da testi di varia natura. Essi costituiscono una testimonianza significativa dell’evoluzione del genere novella intorno alla metà del Cinquecento e alla fine del secolo, e documentano in forme diverse la crisi della novella di stampo decameroniano. Infatti, nel laboratorio sperimentale della novellistica cinquecentesca – perché di fatto negli anni centrali del secolo sembra quasi che il libro di novelle, se non la novella stessa di tradizione decameroniana, sia soggetto a manipolazioni, innovazioni, cambiamenti, trasformazioni, variazioni, difficilmente percepibili fino a quando si continuerà a leggere e a fondare il giudizio critico sui pochi testi oggi editi – i Diporti propongono una fortunata soluzione sperimentale, che verrà di lì a poco riprodotta, con le dovute differenze, dal Lando nei suoi Vari componimenti (Venezia, 1552). Molto particolare anche l’esperimento del Borgogni nella Fonte del diporto, nella cui struttura dialogica sono inserite poesie personali e novelle di altri autori. Non una vera e propria raccolta novellistica d’autore (tranne forse la prima novella), dunque, ma una piccola antologia costruita con pezzi di altri novellieri, composta secondo un criterio di selezione consueto al Borgogni. Come per le sue raccolte di lirica contemporanea, anche qui l’autore cerca di selezionare i testi offrendo un prodotto editoriale di moda, dove appare più che evidente il proposito di lanciare sul mercato italiano un prodotto novellistico inedito, l’Heptaméron di Margherita di Navarra.

DiportiEdizione commentata a cura di] D. Pirovano. - ITA : Salerno Editrice, 2005. - ISBN 9788884024770.

Diporti

D. Pirovano
2005

Abstract

Il volume, della collana “I novellieri italiani”, comprende I diporti di Girolamo Parabosco e La fonte del diporto di Gherardo Borgogni. Il libro del Parabosco ha avuto una discreta fortuna editoriale: dopo la princeps, molto probabilmente del 1551, e una nuova edizione dell’anno successivo quando lo scrittore era ancora in vita, I diporti furono pubblicati integralmente altre sette volte tra Cinquecento e primo decennio del Seicento, e poi quattro volte tra fine Settecento e Ottocento, senza contare le novelle edite in raccolte miscellanee, come ad esempio quelle curate da Francesco Sansovino nel XVI secolo. L’edizione più recente è quella degli “Scrittori d’Italia” della Laterza (Bari, 1912) curata da Giuseppe Gigli, un’edizione accurata anche nell’impostazione filologica, ma non priva di errori testuali, senza commento, e soprattutto oggi difficilmente reperibile. La fonte del diporto è un libro quasi sconosciuto. Pubblicato due volte dal Borgogni nel 1598 e poi, ampliato, nel 1602, è stato rimesso in circolazione, probabilmente per smerciare le copie ancora invendute, con nuovo titolo nel 1608, ma in seguito è stato completamente dimenticato, se si esclude una pubblicazione delle dieci novelle scorporate dal dialogo (Bassano, Baseggio, 1809). I due libri nascono in due periodi e in due aree geografiche differenti: Parabosco, di origine piacentina, scrittore prolifico e anche famoso organista, fa riferimento all’ambiente culturale veneziano della metà del XVI secolo. Borgogni, nato ad Alba in Piemonte nel 1526, operò nella Milano di fine Cinquecento e inizio Seicento. Si tratta di due libri in cui la componente novellistica risulta non preponderante nell’insieme complessivo. I diporti contengono 17 novelle, La fonte del diporto 10, precedute, inframezzate o seguite, in entrambi i casi, da testi di varia natura. Essi costituiscono una testimonianza significativa dell’evoluzione del genere novella intorno alla metà del Cinquecento e alla fine del secolo, e documentano in forme diverse la crisi della novella di stampo decameroniano. Infatti, nel laboratorio sperimentale della novellistica cinquecentesca – perché di fatto negli anni centrali del secolo sembra quasi che il libro di novelle, se non la novella stessa di tradizione decameroniana, sia soggetto a manipolazioni, innovazioni, cambiamenti, trasformazioni, variazioni, difficilmente percepibili fino a quando si continuerà a leggere e a fondare il giudizio critico sui pochi testi oggi editi – i Diporti propongono una fortunata soluzione sperimentale, che verrà di lì a poco riprodotta, con le dovute differenze, dal Lando nei suoi Vari componimenti (Venezia, 1552). Molto particolare anche l’esperimento del Borgogni nella Fonte del diporto, nella cui struttura dialogica sono inserite poesie personali e novelle di altri autori. Non una vera e propria raccolta novellistica d’autore (tranne forse la prima novella), dunque, ma una piccola antologia costruita con pezzi di altri novellieri, composta secondo un criterio di selezione consueto al Borgogni. Come per le sue raccolte di lirica contemporanea, anche qui l’autore cerca di selezionare i testi offrendo un prodotto editoriale di moda, dove appare più che evidente il proposito di lanciare sul mercato italiano un prodotto novellistico inedito, l’Heptaméron di Margherita di Navarra.
I diporti. La fonte del diporto
Novellistica; Cinquecento; Gherardo Borgogni; Bernardino Daniello;
Settore L-FIL-LET/13 - Filologia della Letteratura Italiana
Book (critical editor)
DiportiEdizione commentata a cura di] D. Pirovano. - ITA : Salerno Editrice, 2005. - ISBN 9788884024770.
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