Pubblicato nel 1992 e diventato subito un bestseller mondiale, il thriller fantapolitico "Fatherland" di Robert Harris è stato definito la finora più riuscita Alternate History del Terzo Reich. Ambientato nel 1964, nella Berlino capitale di un impero che si estende dal Reno agli Urali ci si prepara a festeggiare il Führertag, il settantacinquesimo compleanno di Hitler, in onore del quale è stato invitato il presidente americano Joseph Kennedy affinché sigli un trattato di mutua cooperazione che ponga fine alla guerra fredda tra Stati Unito e Reich tedesco che imperversa da anni. Su questo sfondo controfattuale, Harris sviluppa un thriller di proporzioni storiche: le indagini sul ritrovamento del corpo di Josef Bühler, un nazista "della prima ora", porteranno lo Sturmbannführer Xavier March, l'investigatore protagonista del romanzo, nonché "nazista buono", profondamente deluso dal nazionalsocialismo e dalle sue numerose ombre, a smascherare un complotto della Gestapo volto a insabbiare le prove relative allo sterminio perpetrato dai nazisti nei confronti degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale, una macchia indelebile nel passato tedesco. Nel romanzo emerge gradualmente la verità sulla Shoah, sulla fine di quei milioni di Ebrei uccisi per la colpa di esser nati, che sembravano scomparsi nel nulla, e che invece sono state le vittime di un piano diabolico preparato a tavolino da altri esseri umani. Harris descrive nei minimi dettagli, con una precisione da storico che "distingue, disseziona, analizza, instilla dubbi" (Paolo Pezzino, Lo storico come consulente, in Giorgio Resta, Vincenzo Zeno-Zencovich, Riparare, risarcire, ricordare: un dialogo fra storici e giuristi, 107), il processo di deportazione e di sterminio degli Ebrei, presentando inoltre, all'interno del romanzo, estratti da documenti reali sulla Endlösung, la 'Soluzione Finale alla Questione Ebraica', stabilita durante la conferenza di Wannsee nel gennaio del 1942. Il mio intervento si propone perciò di analizzare la rappresentazione della Shoah "controfattuale" all'interno dell'ucronia: da "Fatherland", romanzo estremamente attuale, infatti emergono numerosi punti di contatto con i recenti episodi di razzismo e antisemitismo compiuti da nostalgici neofascisti e neonazisti che hanno sconvolto e che continuano a sconvolgere le coscienze dell'intera vecchia Europa.

La Shoah nella narrativa ucronica : "Fatherland" di Robert Harris / F. Prina. ((Intervento presentato al Università degli Studi di Milano. convegno I perpetratori della Shoah tenutosi a Milano nel 2022.

La Shoah nella narrativa ucronica : "Fatherland" di Robert Harris

prina
2022-02-04

Abstract

Pubblicato nel 1992 e diventato subito un bestseller mondiale, il thriller fantapolitico "Fatherland" di Robert Harris è stato definito la finora più riuscita Alternate History del Terzo Reich. Ambientato nel 1964, nella Berlino capitale di un impero che si estende dal Reno agli Urali ci si prepara a festeggiare il Führertag, il settantacinquesimo compleanno di Hitler, in onore del quale è stato invitato il presidente americano Joseph Kennedy affinché sigli un trattato di mutua cooperazione che ponga fine alla guerra fredda tra Stati Unito e Reich tedesco che imperversa da anni. Su questo sfondo controfattuale, Harris sviluppa un thriller di proporzioni storiche: le indagini sul ritrovamento del corpo di Josef Bühler, un nazista "della prima ora", porteranno lo Sturmbannführer Xavier March, l'investigatore protagonista del romanzo, nonché "nazista buono", profondamente deluso dal nazionalsocialismo e dalle sue numerose ombre, a smascherare un complotto della Gestapo volto a insabbiare le prove relative allo sterminio perpetrato dai nazisti nei confronti degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale, una macchia indelebile nel passato tedesco. Nel romanzo emerge gradualmente la verità sulla Shoah, sulla fine di quei milioni di Ebrei uccisi per la colpa di esser nati, che sembravano scomparsi nel nulla, e che invece sono state le vittime di un piano diabolico preparato a tavolino da altri esseri umani. Harris descrive nei minimi dettagli, con una precisione da storico che "distingue, disseziona, analizza, instilla dubbi" (Paolo Pezzino, Lo storico come consulente, in Giorgio Resta, Vincenzo Zeno-Zencovich, Riparare, risarcire, ricordare: un dialogo fra storici e giuristi, 107), il processo di deportazione e di sterminio degli Ebrei, presentando inoltre, all'interno del romanzo, estratti da documenti reali sulla Endlösung, la 'Soluzione Finale alla Questione Ebraica', stabilita durante la conferenza di Wannsee nel gennaio del 1942. Il mio intervento si propone perciò di analizzare la rappresentazione della Shoah "controfattuale" all'interno dell'ucronia: da "Fatherland", romanzo estremamente attuale, infatti emergono numerosi punti di contatto con i recenti episodi di razzismo e antisemitismo compiuti da nostalgici neofascisti e neonazisti che hanno sconvolto e che continuano a sconvolgere le coscienze dell'intera vecchia Europa.
Settore L-LIN/10 - Letteratura Inglese
La Shoah nella narrativa ucronica : "Fatherland" di Robert Harris / F. Prina. ((Intervento presentato al Università degli Studi di Milano. convegno I perpetratori della Shoah tenutosi a Milano nel 2022.
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