Starting from the 1970s, processes of globalisation, economic restructuring and deindustrialisation fatally undermined the Fordist-Keynesian development model that had hitherto sustained growth in the West. Traditional manufacturing cities, which had expanded greatly precisely by implementing the Fordist production process, were then then heavily hit by these transformations: high unemployment rates, underdeveloped tertiary sectors, population decline, and reduced wealth levels would affect many European and North American industrial centres. Some of these cities have, nonetheless, managed to embark on a reconstruction process focused on redefining the premises for local development; they would often be guided in this effort by the cooperation of political and private actors, that is, by a form of urban governance that emphasised informal cooperation and a wider involvement of actors in the political process. One of such cities is Turin, the former industrial powerhouse of Italy, which, after more than a decade of decline, would pursue a political economic programme focused on growth, involving strategies such as city refurbishment, investment attraction, promotion of cultural events, infrastructural investment, and urban marketing. Several authors have highlighted how this was possible, indeed, because of the emergence of a local governance network that, by redefining the rules of the political game, has succeeded in pooling dispersed resources, thus enhancing the city’s overall ‘governing capacity’. No systematic attempt, however, has been made at tracing the causal process that has led to the formation of Turin’s local governance network. Even when turning to the governance literature, very few works are found to have dealt with the theme of governance formation: general hypotheses point, alternatively, to the consequences of institutional reform and organisational fragmentation in driving institutional entities to devise novel coordination patterns; to the role of isomorphic pressures that push groups to reproduce other, successful organisational structures; or, finally, to that of agency and the influence of ideas and discourse. The aim of this work is to provide some insights as to the process of urban governance formation: the underlying idea is that urban governance is no simple phenomenon and only through an eclectic research design can one grasp the reality and complexity of its formation. The argument, then, is that all the above-mentioned hypotheses – institutional reform and fragmentation, isomorphism, and agency and ideas – play a key role and contribute to governance emergence.

A partire dagli anni ’70, processi di globalizzazione, di ristrutturazione economica e deindustrializzazione hanno messo in discussione il modello di sviluppo Fordista-Keynesiano che aveva fino ad allora sostenuto la crescita nell’Occidente. Le città a tradizione manifatturiera, la cui crescita si era basata proprio sul processo produttivo Fordista, furono pesantemente colpite da queste trasformazioni: alti tassi di disoccupazione, un settore terziario poco sviluppato, declino demografico and ridotti livelli di benessere segnarono profondamente i centri industriali europei e nord americani. Alcune di queste città, tuttavia, sono riuscite a far partire un processo di ricostruzione su nuove premesse; questo sforzo si è sovente fondato sulla cooperazione tra attori politici e privati o, in altri termini, su una forma di governance urbana incentrata sulla cooperazione informale e su un ampio coinvolgimento di attori entro il processo politico. Torino è una di queste città. Storicamente uno dei cuori industriali d’Italia che, dopo più di un decennio di declino, perseguì un programma politico-economico orientato alla crescita, articolato su strategie come la ristrutturazione urbana, l’attrazione d’investimenti, la promozione di eventi culturali, l’investimento infrastrutturale e il marketing urbano. Svariati autori hanno sottolineato come tutto ciò fu reso possibile grazie al formarsi di una coalizione di governance urbana che, ridefinendo le regole del gioco politico, ha permesso di riunire risorse disperse, rafforzando la “capacità di governo” locale. Non si registra, però, alcun tentativo di ricostruzione sistematica del processo causale che ha portato alla formazione del sistema di governance torinese. Entro il contesto della letteratura sulla governance, allo stesso modo, sono pochissimi i lavori che si sono occupati del processo di formazione della governance: alcune ipotesi generali sottolineano il ruolo, alternativamente, delle riforme istituzionali e della frammentazione organizzativa, che spingono entità organizzative a definire nuovi percorsi di coordinamento; il ruolo delle pressioni isomorfiche che portano gli attori a riprodurre altre strutture organizzative di successo; infine, il ruolo della agency e l’influenza di idee e discorso. L’obiettivo di questa ricerca è di far luce sul processo di formazione della governance: l’idea fondamentale è che la governance urbana, in quanto fenomeno complesso, non può che essere studiato tramite un approccio di ricerca eclettico. Analizzando il caso di Torino, è mio obiettivo dimostrare che tutte le ipotesi sopra-menzionate – riforma istituzionale e frammentazione, isomorfismo, agency e idee – abbiano un ruolo centrale nel processo di formazione della governance.

GOVERNANCE FORMATION IN A POST-INDUSTRIAL EUROPEAN CITY: THE CASE OF TURIN / G. Ferraresi ; discussant: F. Venturino, P. L. Le Galès ; supervisor: M. Ferrera. - : . Università degli Studi di Milano, 2021 Nov 24. ((33. ciclo, Anno Accademico 2020. [10.13130/ferraresi-giulio_phd2021-11-24].

GOVERNANCE FORMATION IN A POST-INDUSTRIAL EUROPEAN CITY: THE CASE OF TURIN

G. Ferraresi
2021-11-24

Abstract

A partire dagli anni ’70, processi di globalizzazione, di ristrutturazione economica e deindustrializzazione hanno messo in discussione il modello di sviluppo Fordista-Keynesiano che aveva fino ad allora sostenuto la crescita nell’Occidente. Le città a tradizione manifatturiera, la cui crescita si era basata proprio sul processo produttivo Fordista, furono pesantemente colpite da queste trasformazioni: alti tassi di disoccupazione, un settore terziario poco sviluppato, declino demografico and ridotti livelli di benessere segnarono profondamente i centri industriali europei e nord americani. Alcune di queste città, tuttavia, sono riuscite a far partire un processo di ricostruzione su nuove premesse; questo sforzo si è sovente fondato sulla cooperazione tra attori politici e privati o, in altri termini, su una forma di governance urbana incentrata sulla cooperazione informale e su un ampio coinvolgimento di attori entro il processo politico. Torino è una di queste città. Storicamente uno dei cuori industriali d’Italia che, dopo più di un decennio di declino, perseguì un programma politico-economico orientato alla crescita, articolato su strategie come la ristrutturazione urbana, l’attrazione d’investimenti, la promozione di eventi culturali, l’investimento infrastrutturale e il marketing urbano. Svariati autori hanno sottolineato come tutto ciò fu reso possibile grazie al formarsi di una coalizione di governance urbana che, ridefinendo le regole del gioco politico, ha permesso di riunire risorse disperse, rafforzando la “capacità di governo” locale. Non si registra, però, alcun tentativo di ricostruzione sistematica del processo causale che ha portato alla formazione del sistema di governance torinese. Entro il contesto della letteratura sulla governance, allo stesso modo, sono pochissimi i lavori che si sono occupati del processo di formazione della governance: alcune ipotesi generali sottolineano il ruolo, alternativamente, delle riforme istituzionali e della frammentazione organizzativa, che spingono entità organizzative a definire nuovi percorsi di coordinamento; il ruolo delle pressioni isomorfiche che portano gli attori a riprodurre altre strutture organizzative di successo; infine, il ruolo della agency e l’influenza di idee e discorso. L’obiettivo di questa ricerca è di far luce sul processo di formazione della governance: l’idea fondamentale è che la governance urbana, in quanto fenomeno complesso, non può che essere studiato tramite un approccio di ricerca eclettico. Analizzando il caso di Torino, è mio obiettivo dimostrare che tutte le ipotesi sopra-menzionate – riforma istituzionale e frammentazione, isomorfismo, agency e idee – abbiano un ruolo centrale nel processo di formazione della governance.
FERRERA, MAURIZIO
FERRERA, MAURIZIO
Starting from the 1970s, processes of globalisation, economic restructuring and deindustrialisation fatally undermined the Fordist-Keynesian development model that had hitherto sustained growth in the West. Traditional manufacturing cities, which had expanded greatly precisely by implementing the Fordist production process, were then then heavily hit by these transformations: high unemployment rates, underdeveloped tertiary sectors, population decline, and reduced wealth levels would affect many European and North American industrial centres. Some of these cities have, nonetheless, managed to embark on a reconstruction process focused on redefining the premises for local development; they would often be guided in this effort by the cooperation of political and private actors, that is, by a form of urban governance that emphasised informal cooperation and a wider involvement of actors in the political process. One of such cities is Turin, the former industrial powerhouse of Italy, which, after more than a decade of decline, would pursue a political economic programme focused on growth, involving strategies such as city refurbishment, investment attraction, promotion of cultural events, infrastructural investment, and urban marketing. Several authors have highlighted how this was possible, indeed, because of the emergence of a local governance network that, by redefining the rules of the political game, has succeeded in pooling dispersed resources, thus enhancing the city’s overall ‘governing capacity’. No systematic attempt, however, has been made at tracing the causal process that has led to the formation of Turin’s local governance network. Even when turning to the governance literature, very few works are found to have dealt with the theme of governance formation: general hypotheses point, alternatively, to the consequences of institutional reform and organisational fragmentation in driving institutional entities to devise novel coordination patterns; to the role of isomorphic pressures that push groups to reproduce other, successful organisational structures; or, finally, to that of agency and the influence of ideas and discourse. The aim of this work is to provide some insights as to the process of urban governance formation: the underlying idea is that urban governance is no simple phenomenon and only through an eclectic research design can one grasp the reality and complexity of its formation. The argument, then, is that all the above-mentioned hypotheses – institutional reform and fragmentation, isomorphism, and agency and ideas – play a key role and contribute to governance emergence.
Settore SPS/04 - Scienza Politica
GOVERNANCE FORMATION IN A POST-INDUSTRIAL EUROPEAN CITY: THE CASE OF TURIN / G. Ferraresi ; discussant: F. Venturino, P. L. Le Galès ; supervisor: M. Ferrera. - : . Università degli Studi di Milano, 2021 Nov 24. ((33. ciclo, Anno Accademico 2020. [10.13130/ferraresi-giulio_phd2021-11-24].
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