The present contribution reflects upon the exhortation of the poet Durs Grünbein to all of us, heirs and posterity of the disasters and massacres that we call shoah and that it is impossible to forget, to equate with other concerted human tragedies. The case discussed here was triggered by a debate of compelling contemporaneity, since militants of Alternative fur Deutschland put forward a parliamentary question on Marina Weisband, a political representative of the Alliance 90 / The Greens who lives in Berlin. According to AfD Weisband has no right to speak because of her history of militancy in the ANTIFA movement, acronym for Antifaschistische Aktion. Weisband was born in 1987 in Kiev, not far from the ravine of Babji Jar, where one of the most ferocious massacres of eastern Jews took place. This very young, naturalised German Jewish woman wishes, on the day dedicated to the memory of the Shoah, to speak in the German parliament. The poet’s reflection, which goes back to his own origins and to how his mother escaped the bombing of Dresden thanks to a female friend of his grandmother's, develops around a circumstantial, motivated and participatory consideration upon the presence of women in human history and upon the strength and meaning of the “Feminine” that takes care of others and supports them in their time of need, so that the poet was born thanks to this virtuous chain of mutual aid. The essay ends with a homage, a tribute to Shlomo Venezia, his kindness, his willingness to recount the horror he went through at the hands of the nazis without any resentment towards the Germans he served in his tie shop near the Trevi Fountain. Durs Grünbein met him in the streets of Rome without knowing anything about him or his history. The poet came across that face, that presence, that physicality that had passed through the non-significance of horror perpetrated by human beings on other human beings, without recognising Shlomo Venezia. With this writing emerges the ethics of literature that Durs Grünbein cultivates from his first steps as a poet, a writer, an intellectual of cosmopolitan stature.

Il presente contributo riflette sull'esortazione che il poeta e scrittore Durs Grünbein rivolge a ciascuno di noi, eredi e posteri di quei disastri e massacri che chiamiamo shoah per non dimenticare e non equiparare quel che è accaduto a Auschwitz e altrove a altre tragedie dell’umano. Il caso qui discusso investe un dibattito di cogente contemporaneità, dal momento che i militanti di Alternative fur Deutschland hanno presentato un'interrogazione parlamentare su Marina Weisband, rappresentante politica di Alleanza 90 / I Verdi. Secondo AfD Weisband non ha diritto di parola a causa della sua storia di militanza nel movimento ANTIFA, acronimo per Antifaschistische Aktion.Weisband, nata nel 1987 a Kiev, non lontano dalla gola di Babji Jar, dove si è perpetrato uno dei massacri più feroci contro gli Ebrei orientali, è naturalizzata tedesca e vive e lavora a Berlino. Nel giorno dedicato alla Memoria della shoah, 27 gennaio 2021, questa giovane donna prende la parola al Parlamento tedesco mentre alcuni militanti di formazioni appartenenti a AfD pretenderebbero che tacesse. La riflessione del poeta, che torna alle proprie origini e a come la madre sia scampata ai bombardamenti di Dresda grazie a un'amica della nonna si sviluppa intorno alla presenza del Femminile e della sua forza nella storia del Novecento. Un Femminile che sa prendersi cura dell'altro e sostenere nel momento del bisogno. Il poeta stesso è nato grazie a questa catena virtuosa di mutuo aiuto tra donne sotto i bombardamenti della sua città natale. Il testo di Grünbein si chiude con un omaggio, un tributo, una riflessione partecipata sulla figura di Shlomo Venezia che vendeva cravatte in un negozio nei pressi di Fontana di Trevi e non mostrava risentimento o rancore verso i numerosi Tedeschi che affollavano il suo negozio, ignari della Storia e delle sue implicazioni. Il poeta lo incontrò per le vie di Roma senza sapere nulla di lui, della sua storia, senza conoscerlo o riconoscerlo e con questo tributo mostra ora di appartenere, egli che nacque a Dresda nel 1962, a quel filone di etica della letteratura che eleva la sua produzione letteraria, saggistica e poetica a una dimensione pienamente cosmopolita.

Durs Grünbein l’ostinato, l’inoblioso : Su Dresda, il nazionalsocialismo, la memoria della shoah / R. Maletta. - In: FRONTIERE DELLA PSICOANALISI. - ISSN 2723-9624. - 2020:2(2021), pp. 341-358. [10.48270/101204]

Durs Grünbein l’ostinato, l’inoblioso : Su Dresda, il nazionalsocialismo, la memoria della shoah

R. Maletta
2021

Abstract

Il presente contributo riflette sull'esortazione che il poeta e scrittore Durs Grünbein rivolge a ciascuno di noi, eredi e posteri di quei disastri e massacri che chiamiamo shoah per non dimenticare e non equiparare quel che è accaduto a Auschwitz e altrove a altre tragedie dell’umano. Il caso qui discusso investe un dibattito di cogente contemporaneità, dal momento che i militanti di Alternative fur Deutschland hanno presentato un'interrogazione parlamentare su Marina Weisband, rappresentante politica di Alleanza 90 / I Verdi. Secondo AfD Weisband non ha diritto di parola a causa della sua storia di militanza nel movimento ANTIFA, acronimo per Antifaschistische Aktion.Weisband, nata nel 1987 a Kiev, non lontano dalla gola di Babji Jar, dove si è perpetrato uno dei massacri più feroci contro gli Ebrei orientali, è naturalizzata tedesca e vive e lavora a Berlino. Nel giorno dedicato alla Memoria della shoah, 27 gennaio 2021, questa giovane donna prende la parola al Parlamento tedesco mentre alcuni militanti di formazioni appartenenti a AfD pretenderebbero che tacesse. La riflessione del poeta, che torna alle proprie origini e a come la madre sia scampata ai bombardamenti di Dresda grazie a un'amica della nonna si sviluppa intorno alla presenza del Femminile e della sua forza nella storia del Novecento. Un Femminile che sa prendersi cura dell'altro e sostenere nel momento del bisogno. Il poeta stesso è nato grazie a questa catena virtuosa di mutuo aiuto tra donne sotto i bombardamenti della sua città natale. Il testo di Grünbein si chiude con un omaggio, un tributo, una riflessione partecipata sulla figura di Shlomo Venezia che vendeva cravatte in un negozio nei pressi di Fontana di Trevi e non mostrava risentimento o rancore verso i numerosi Tedeschi che affollavano il suo negozio, ignari della Storia e delle sue implicazioni. Il poeta lo incontrò per le vie di Roma senza sapere nulla di lui, della sua storia, senza conoscerlo o riconoscerlo e con questo tributo mostra ora di appartenere, egli che nacque a Dresda nel 1962, a quel filone di etica della letteratura che eleva la sua produzione letteraria, saggistica e poetica a una dimensione pienamente cosmopolita.
The present contribution reflects upon the exhortation of the poet Durs Grünbein to all of us, heirs and posterity of the disasters and massacres that we call shoah and that it is impossible to forget, to equate with other concerted human tragedies. The case discussed here was triggered by a debate of compelling contemporaneity, since militants of Alternative fur Deutschland put forward a parliamentary question on Marina Weisband, a political representative of the Alliance 90 / The Greens who lives in Berlin. According to AfD Weisband has no right to speak because of her history of militancy in the ANTIFA movement, acronym for Antifaschistische Aktion. Weisband was born in 1987 in Kiev, not far from the ravine of Babji Jar, where one of the most ferocious massacres of eastern Jews took place. This very young, naturalised German Jewish woman wishes, on the day dedicated to the memory of the Shoah, to speak in the German parliament. The poet’s reflection, which goes back to his own origins and to how his mother escaped the bombing of Dresden thanks to a female friend of his grandmother's, develops around a circumstantial, motivated and participatory consideration upon the presence of women in human history and upon the strength and meaning of the “Feminine” that takes care of others and supports them in their time of need, so that the poet was born thanks to this virtuous chain of mutual aid. The essay ends with a homage, a tribute to Shlomo Venezia, his kindness, his willingness to recount the horror he went through at the hands of the nazis without any resentment towards the Germans he served in his tie shop near the Trevi Fountain. Durs Grünbein met him in the streets of Rome without knowing anything about him or his history. The poet came across that face, that presence, that physicality that had passed through the non-significance of horror perpetrated by human beings on other human beings, without recognising Shlomo Venezia. With this writing emerges the ethics of literature that Durs Grünbein cultivates from his first steps as a poet, a writer, an intellectual of cosmopolitan stature.
Durs Grünbein; Marina Weisband; Shlomo Venezia; Feminine as mutual aid and life care; transgenerational transmission; shoah; bombing of Dresden in World War II; AfD, ANTIFA Durs Grünbein; Marina Weisband; Shlomo Venezia; Femminile come cura della vita e mutuo soccorso; tramissione transgenerazionale; shoah; bombardamenti di Dresda nella Seconda guerra mondiale; AfD; movimenti ANTIFA
Settore L-LIN/13 - Letteratura Tedesca
Settore M-PSI/05 - Psicologia Sociale
Settore M-PSI/07 - Psicologia Dinamica
Settore M-STO/04 - Storia Contemporanea
lug-2021
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