The need to delimit the area of the altar and of the celebration from the exuberance of the faithful emerged already in the very first phase of Christianity. Written and archaeological sources provide low barriers that do not impede the visual and acoustic relationship between celebrants and worshippers, a fundamental relationship since the rite in the early Christian period was carried out in function of the worshippers. In the churches of the Carolingian period, the barriers still consisted, as a rule, of low walls, possibly with small columns and architraves. The first evidence of presbyteries protected by high solid walls is to be found in the middle of the 11th century, during the first phase of the Church Reform, especially in the context of the Pataria in Milan. The first clear evidence of a presbytery filtered by a high wall with a single central door is provided by Andrea di Strumi for the canonical church set up by the patron Arialdo in Milan, outside Porta Nuova, in the early 1160s. The novelty introduced by Arialdo may have influenced several other canonical churches in the Ambrosian area, such as those of San Vincenzo in Prato in Milan, San Donato in Sesto Calende, San Maria Gualtieri in Pavia and San Paolo in Mantua. High dividing walls between the presbytery and the nave can still be seen in the former priory of Malval (Canton of Geneva), in San Martino in Nohant-Vic (Indre, Centre-Val de Loire), in San Vittore al Monte in Bologna, in Sant'Urbano all'Esinante (Macerata).

L'esigenza di delimitare l'area dell'altare e della celebrazione rispetto all'esuberanza dei fedeli emerge già nella primissima fase del Cristianesimo legalizzato. Le fonti scritte e archeologiche restituiscono transenne basse, che non impediscono il rapporto visivo e sonoro fra celebranti e fedeli, un rapporto fondamentale poiché il rito in età paleocristiana si svolgeva in funzione dei fedeli. Nelle chiese di età carolingia i diaframmi consistevano ancora, di norma, in transenne o muri bassi, eventualmente con colonnine e architravi. Per le prime attestazioni di presbiteri protetti da alti muri pieni bisogna attendere la metà dell'XI secolo, in concomitanza con la prima fase della Riforma della Chiesa, in particolare nel contesto della Pataria a Milano e nel territorio ambrosiano. La prima testimonianza nitida di presbiterio filtrato da un alto muro con unica porta centrale è fornita da Andrea di Strumi per la chiesa canonicale allestita dal patarino Arialdo a Milano, fuori Porta Nuova, all'inizio degli anni Sessanta dell'XI secolo. La novità introdotta da Arialdo potrebbe aver influenzato diverse altre canoniche di area ambrosiana, come quelle di San Vincenzo in Prato a Milano, San Donato a Sesto Calende, San Maria Gualtieri a Pavia, San Paolo a Mantova. Alti muri di separazione fra presbiterio e navata sono ancora in situ nell'ex priorato di Malval (Cantone di Ginevra), in San Martino a Nohant-Vic (Indre, Centre-Val de Loire), in San Vittore al Monte a Bologna, in Sant'Urbano all'Esinante (Macerata).

Ut nec clerus populum, nec populus clericos videret: edifici di culto e pareti diaframma quale effetto 'collaterale' della Riforma / F. Scirea. ((Intervento presentato al convegno Petrified Conflicts (Southern Europe, 1000-1300) tenutosi a Madrid nel 2021.

Ut nec clerus populum, nec populus clericos videret: edifici di culto e pareti diaframma quale effetto 'collaterale' della Riforma

F. Scirea
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2021

Abstract

L'esigenza di delimitare l'area dell'altare e della celebrazione rispetto all'esuberanza dei fedeli emerge già nella primissima fase del Cristianesimo legalizzato. Le fonti scritte e archeologiche restituiscono transenne basse, che non impediscono il rapporto visivo e sonoro fra celebranti e fedeli, un rapporto fondamentale poiché il rito in età paleocristiana si svolgeva in funzione dei fedeli. Nelle chiese di età carolingia i diaframmi consistevano ancora, di norma, in transenne o muri bassi, eventualmente con colonnine e architravi. Per le prime attestazioni di presbiteri protetti da alti muri pieni bisogna attendere la metà dell'XI secolo, in concomitanza con la prima fase della Riforma della Chiesa, in particolare nel contesto della Pataria a Milano e nel territorio ambrosiano. La prima testimonianza nitida di presbiterio filtrato da un alto muro con unica porta centrale è fornita da Andrea di Strumi per la chiesa canonicale allestita dal patarino Arialdo a Milano, fuori Porta Nuova, all'inizio degli anni Sessanta dell'XI secolo. La novità introdotta da Arialdo potrebbe aver influenzato diverse altre canoniche di area ambrosiana, come quelle di San Vincenzo in Prato a Milano, San Donato a Sesto Calende, San Maria Gualtieri a Pavia, San Paolo a Mantova. Alti muri di separazione fra presbiterio e navata sono ancora in situ nell'ex priorato di Malval (Cantone di Ginevra), in San Martino a Nohant-Vic (Indre, Centre-Val de Loire), in San Vittore al Monte a Bologna, in Sant'Urbano all'Esinante (Macerata).
The need to delimit the area of the altar and of the celebration from the exuberance of the faithful emerged already in the very first phase of Christianity. Written and archaeological sources provide low barriers that do not impede the visual and acoustic relationship between celebrants and worshippers, a fundamental relationship since the rite in the early Christian period was carried out in function of the worshippers. In the churches of the Carolingian period, the barriers still consisted, as a rule, of low walls, possibly with small columns and architraves. The first evidence of presbyteries protected by high solid walls is to be found in the middle of the 11th century, during the first phase of the Church Reform, especially in the context of the Pataria in Milan. The first clear evidence of a presbytery filtered by a high wall with a single central door is provided by Andrea di Strumi for the canonical church set up by the patron Arialdo in Milan, outside Porta Nuova, in the early 1160s. The novelty introduced by Arialdo may have influenced several other canonical churches in the Ambrosian area, such as those of San Vincenzo in Prato in Milan, San Donato in Sesto Calende, San Maria Gualtieri in Pavia and San Paolo in Mantua. High dividing walls between the presbytery and the nave can still be seen in the former priory of Malval (Canton of Geneva), in San Martino in Nohant-Vic (Indre, Centre-Val de Loire), in San Vittore al Monte in Bologna, in Sant'Urbano all'Esinante (Macerata).
Middle Ages; Church; Liturgical Space; Gregorian Reform; Pataria; Arialdo; Walls; Separation; tramezzo; transenna; diaframma
Settore L-ART/01 - Storia dell'Arte Medievale
Università degli Studi di Roma Tor Vergata
Centre de Ciencias Humanas y Sociales (CCHS), Madrid
Ut nec clerus populum, nec populus clericos videret: edifici di culto e pareti diaframma quale effetto 'collaterale' della Riforma / F. Scirea. ((Intervento presentato al convegno Petrified Conflicts (Southern Europe, 1000-1300) tenutosi a Madrid nel 2021.
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