Le ricerche hanno dimostrato come il fenomeno mobbing possa rappresentare, per le persone che ne sono vittima, un evento di vita particolarmente stressante, che può avere serie ripercussioni sul benessere psicofisico (Einarsen e Mikkelsen, 2003). Sebbene i disturbi del sonno siano tra le conseguenze più rilevanti dell’esposizione a condizioni di stress (Härma, 2006), in letteratura la relazione specifica tra mobbing e disturbi del sonno non ha ricevuto particolare attenzione. Presso il Servizio “Stress e disadattamento lavorativo” della Clinica del Lavoro “L. Devoto” di Milano (Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena), vengono esaminati soggetti, inviati per sospetto stress occupazionale, con l’obiettivo di valutare l’eventuale presenza di una “sindrome mobbing correlata”. Allo scopo è impiegato un protocollo che comprende la visita del medico del lavoro, il colloquio con lo psicologo e la somministrazione di una batteria di test psico-diagnostici, tra cui il test MMPI e il Questionario dei Sintomi Soggettivi. Quest’ultimo viene impiegato per valutare la frequenza di comparsa di sintomi tipicamente presenti nelle sindromi da stress, tra cui i disturbi del sonno. L’esposizione alle azioni di mobbing viene valutata tramite il questionario CDL, costituito da una serie di domande che identificano il tipo e la frequenza di azioni negative tipiche del fenomeno. Il presente studio è basato su un campione, composto da 226 cartelle cliniche di persone cui è stata posta diagnosi di patologia compatibile con mobbing. Il campione è composto per il 53,1% da donne; l’età in prevalenza si colloca tra i 35 e i 54 anni (76,5%); la scolarità è medio-elevata (54,9% scuola superiore; 15,9% laurea). Sono rappresentate molteplici professioni, in prevalenza di tipo impiegatizio (53,5%). I soggetti provengono da numerosi settori lavorativi che rientrano principalmente nel terziario (77,9%). La diagnosi più frequentemente posta è quella di Disturbo dell’Adattamento (88,1%). Il 66,8% dei soggetti esaminati riporta di avere difficoltà nell’addormentamento, mentre il 65% soffre di risveglio precoce; il 72,1% riporta di risvegliarsi frequentemente durante la notte: nel 55,8% il sonno è disturbato da sogni e pensieri sgradevoli, nel 28,7% da dolori; infine il 47,4% dei soggetti dichiara di avvertire sonnolenza durante il giorno. Non sono state rilevate differenze significative per le variabili socio-anagrafiche. I disturbi del sonno correlano positivamente con tutte le altre aree sintomatologiche (r di Pearson da 0.25 a 0.49, p<.001). I soggetti con disturbi del sonno inoltre riportano in modo significativo un maggior uso di psicofarmaci (69,3%), in particolare ipnoinducenti e antidepressivi. E’ emersa una correlazione positiva tra numero di azioni negative di mobbing e frequenza dei disturbi del sonno (rho di Spearman=0.18; p=.008). Inoltre, quando l’esposizione alle azioni negative è bassa, i soggetti con un profilo di personalità di particolare gravità presentano maggiori disturbi del sonno rispetto a quelli con un profilo meno problematico. Ad alte esposizioni, la personalità sembra invece giocare un ruolo di minor rilievo nel determinare l’elevata frequenza di disturbi del sonno. Bibliografia Einarsen S., Mikkelsen E.G. (2003) Individual effects of exposure to bullying at work. In: Einarsen S., Hoel H., Zapf D., Cooper C.L.: Bullying and emotional abuse in the workplace. International perspectives in research and practice. London/New York: Taylor and Francis, 2003. Härmä M. (2006) Work hours in relation to work stress, recovery and health. Scand. J. Work Environ. Health 32, 502–514.

Mobbing e disturbi del sonno : uno studio effettuato sulla casistica esaminata presso la Clinica del Lavoro “L. Devoto” di Milano / S. Punzi, M.G. Cassitto, G. Castellini, P.M. Conway, G. Costa. - In: GIORNALE ITALIANO DI MEDICINA DEL LAVORO ED ERGONOMIA. - ISSN 1592-7830. - 30:3 : Sup.2(2008), pp. 47-48. ((Intervento presentato al 71. convegno Congresso Nazionale SIMLII tenutosi a Palermo nel 2008.

Mobbing e disturbi del sonno : uno studio effettuato sulla casistica esaminata presso la Clinica del Lavoro “L. Devoto” di Milano

S. Punzi;P.M. Conway;G. Costa
2008

Abstract

Le ricerche hanno dimostrato come il fenomeno mobbing possa rappresentare, per le persone che ne sono vittima, un evento di vita particolarmente stressante, che può avere serie ripercussioni sul benessere psicofisico (Einarsen e Mikkelsen, 2003). Sebbene i disturbi del sonno siano tra le conseguenze più rilevanti dell’esposizione a condizioni di stress (Härma, 2006), in letteratura la relazione specifica tra mobbing e disturbi del sonno non ha ricevuto particolare attenzione. Presso il Servizio “Stress e disadattamento lavorativo” della Clinica del Lavoro “L. Devoto” di Milano (Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena), vengono esaminati soggetti, inviati per sospetto stress occupazionale, con l’obiettivo di valutare l’eventuale presenza di una “sindrome mobbing correlata”. Allo scopo è impiegato un protocollo che comprende la visita del medico del lavoro, il colloquio con lo psicologo e la somministrazione di una batteria di test psico-diagnostici, tra cui il test MMPI e il Questionario dei Sintomi Soggettivi. Quest’ultimo viene impiegato per valutare la frequenza di comparsa di sintomi tipicamente presenti nelle sindromi da stress, tra cui i disturbi del sonno. L’esposizione alle azioni di mobbing viene valutata tramite il questionario CDL, costituito da una serie di domande che identificano il tipo e la frequenza di azioni negative tipiche del fenomeno. Il presente studio è basato su un campione, composto da 226 cartelle cliniche di persone cui è stata posta diagnosi di patologia compatibile con mobbing. Il campione è composto per il 53,1% da donne; l’età in prevalenza si colloca tra i 35 e i 54 anni (76,5%); la scolarità è medio-elevata (54,9% scuola superiore; 15,9% laurea). Sono rappresentate molteplici professioni, in prevalenza di tipo impiegatizio (53,5%). I soggetti provengono da numerosi settori lavorativi che rientrano principalmente nel terziario (77,9%). La diagnosi più frequentemente posta è quella di Disturbo dell’Adattamento (88,1%). Il 66,8% dei soggetti esaminati riporta di avere difficoltà nell’addormentamento, mentre il 65% soffre di risveglio precoce; il 72,1% riporta di risvegliarsi frequentemente durante la notte: nel 55,8% il sonno è disturbato da sogni e pensieri sgradevoli, nel 28,7% da dolori; infine il 47,4% dei soggetti dichiara di avvertire sonnolenza durante il giorno. Non sono state rilevate differenze significative per le variabili socio-anagrafiche. I disturbi del sonno correlano positivamente con tutte le altre aree sintomatologiche (r di Pearson da 0.25 a 0.49, p<.001). I soggetti con disturbi del sonno inoltre riportano in modo significativo un maggior uso di psicofarmaci (69,3%), in particolare ipnoinducenti e antidepressivi. E’ emersa una correlazione positiva tra numero di azioni negative di mobbing e frequenza dei disturbi del sonno (rho di Spearman=0.18; p=.008). Inoltre, quando l’esposizione alle azioni negative è bassa, i soggetti con un profilo di personalità di particolare gravità presentano maggiori disturbi del sonno rispetto a quelli con un profilo meno problematico. Ad alte esposizioni, la personalità sembra invece giocare un ruolo di minor rilievo nel determinare l’elevata frequenza di disturbi del sonno. Bibliografia Einarsen S., Mikkelsen E.G. (2003) Individual effects of exposure to bullying at work. In: Einarsen S., Hoel H., Zapf D., Cooper C.L.: Bullying and emotional abuse in the workplace. International perspectives in research and practice. London/New York: Taylor and Francis, 2003. Härmä M. (2006) Work hours in relation to work stress, recovery and health. Scand. J. Work Environ. Health 32, 502–514.
workplace bullying ; sleep disorders; occupational stress
Settore MED/44 - Medicina del Lavoro
Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale (SIMLII)
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