L’idrossipropilcellulosa (HPC) è un derivato idrofilo della cellulosa utilizzato come eccipiente nell’allestimento di sistemi a rilascio modificato quali matrici, pellets e sistemi reservoir. L’HPC trova anche impiego nella preparazione di dispersioni solide per il miglioramento della biodisponibilità di API poco solubili. Essendo stabile al riscaldamento e termoplastica, l’HPC è adatta alla lavorazione mediante processi di estrusione a caldo (HME) e di injection molding (IM), processi in cui il materiale viene fatto rammollire/fondere per riscaldamento per essere poi trascinato e forzato attraverso una filiera o iniettato in uno stampo per assumere la forma desiderata. I processi di HME e IM presentano quali principali vantaggi il fatto di non richiedere l’utilizzo di solventi, e di poter essere condotti in continuo, con evidenti possibilità di riduzione di tempi e costi produttivi. Un paramento la cui conoscenza è di essenziale importanza nella lavorazione dei materiali termoplastici è la viscosità a caldo della massa alle condizioni di processo; questa deve essere adatta ad assicurare un efficiente mixing dei componenti e il loro avanzamento all’interno dell’apparecchiatura, mantenendo al contempo lo sforzo sviluppato dal macchinario entro i limiti consentiti dalle caratteristiche costruttive dello stesso. Scopo di questo lavoro è stata la valutazione delle caratteristiche di viscosità a caldo di HPC, impiegando un miniestrusore bivite conico equipaggiato per l’acquisizione di dati reologici (MINILAB II Thermo Haake). L’apparecchiatura è dotata di un sistema di registrazione delle pressioni all’interno di un canale di ricircolo connesso alla camera di estrusione, che consente la determinazione della viscosità relativa del materiale, a temperatura costante, al variare della velocità di rotazione delle viti e, quindi dello shear rate a cui il materiale è sottoposto durante l’estrusione. È così possibile acquisire una curva reologica nelle reali condizioni di estrusione in tempi relativamente brevi e impiegando ridotte quantità di materiale (5 g). Nel lavoro sono state prese in esame diverse tipologie di HPC a diverso PM e, successivamente, focalizzando l’attenzione su un unico tipo di HPC, sono stati valutati gli effetti della temperatura e dell’aggiunta di quantità variabili di plasticizzante (PEG 1500). In tutte le prove condotte l’HPC ha mostrato un comportamento pseudoplastico: il fitting dei dati di viscosità è stato effettuato con l’equazione di Ostwald (legge della potenza) ottenendo coefficienti di correlazione elevati. A parità di temperatura di analisi i diversi gradi di HPC, presentano valori di viscosità crescenti all’aumentare del PM. Le differenze di viscosità tendono a diminuire ad alti valori di shear rate. Il miniestrusore si è anche dimostrato adatto ad evidenziare l’effetto della temperatura e della presenza del plasticizzante sulle caratteristiche reologiche del polimero. In particolare l’incremento di questi fattori determina una riduzione della viscosità e un comportamento che tende ad progressivamente ad avvicinarsi a quello di tipo newtoniano. Il miniestrusore bivite Minilab si configura quindi come strumento utile a fornire informazioni sulla reologia a caldo importanti ai fini della lavorazione dei polimeri nei processi di estrusione e injection molding.

Valutazione delle proprietà reologiche a caldo di HPC mediante miniestrusore bivite minilab II / P. Tosoncin, L. Zema, G. Loreti, E. Macchi, A. Gazzaniga, A. Foppoli - In: Atti del 52° Simposio AFIVarese : Tipolitografia Manfredi, 2012 May. (( Intervento presentato al 52. convegno Simposio AFI tenutosi a Rimini nel 2012.

Valutazione delle proprietà reologiche a caldo di HPC mediante miniestrusore bivite minilab II

L. Zema
Secondo
;
G. Loreti;E. Macchi;A. Gazzaniga;A. Foppoli
Ultimo
2012

Abstract

L’idrossipropilcellulosa (HPC) è un derivato idrofilo della cellulosa utilizzato come eccipiente nell’allestimento di sistemi a rilascio modificato quali matrici, pellets e sistemi reservoir. L’HPC trova anche impiego nella preparazione di dispersioni solide per il miglioramento della biodisponibilità di API poco solubili. Essendo stabile al riscaldamento e termoplastica, l’HPC è adatta alla lavorazione mediante processi di estrusione a caldo (HME) e di injection molding (IM), processi in cui il materiale viene fatto rammollire/fondere per riscaldamento per essere poi trascinato e forzato attraverso una filiera o iniettato in uno stampo per assumere la forma desiderata. I processi di HME e IM presentano quali principali vantaggi il fatto di non richiedere l’utilizzo di solventi, e di poter essere condotti in continuo, con evidenti possibilità di riduzione di tempi e costi produttivi. Un paramento la cui conoscenza è di essenziale importanza nella lavorazione dei materiali termoplastici è la viscosità a caldo della massa alle condizioni di processo; questa deve essere adatta ad assicurare un efficiente mixing dei componenti e il loro avanzamento all’interno dell’apparecchiatura, mantenendo al contempo lo sforzo sviluppato dal macchinario entro i limiti consentiti dalle caratteristiche costruttive dello stesso. Scopo di questo lavoro è stata la valutazione delle caratteristiche di viscosità a caldo di HPC, impiegando un miniestrusore bivite conico equipaggiato per l’acquisizione di dati reologici (MINILAB II Thermo Haake). L’apparecchiatura è dotata di un sistema di registrazione delle pressioni all’interno di un canale di ricircolo connesso alla camera di estrusione, che consente la determinazione della viscosità relativa del materiale, a temperatura costante, al variare della velocità di rotazione delle viti e, quindi dello shear rate a cui il materiale è sottoposto durante l’estrusione. È così possibile acquisire una curva reologica nelle reali condizioni di estrusione in tempi relativamente brevi e impiegando ridotte quantità di materiale (5 g). Nel lavoro sono state prese in esame diverse tipologie di HPC a diverso PM e, successivamente, focalizzando l’attenzione su un unico tipo di HPC, sono stati valutati gli effetti della temperatura e dell’aggiunta di quantità variabili di plasticizzante (PEG 1500). In tutte le prove condotte l’HPC ha mostrato un comportamento pseudoplastico: il fitting dei dati di viscosità è stato effettuato con l’equazione di Ostwald (legge della potenza) ottenendo coefficienti di correlazione elevati. A parità di temperatura di analisi i diversi gradi di HPC, presentano valori di viscosità crescenti all’aumentare del PM. Le differenze di viscosità tendono a diminuire ad alti valori di shear rate. Il miniestrusore si è anche dimostrato adatto ad evidenziare l’effetto della temperatura e della presenza del plasticizzante sulle caratteristiche reologiche del polimero. In particolare l’incremento di questi fattori determina una riduzione della viscosità e un comportamento che tende ad progressivamente ad avvicinarsi a quello di tipo newtoniano. Il miniestrusore bivite Minilab si configura quindi come strumento utile a fornire informazioni sulla reologia a caldo importanti ai fini della lavorazione dei polimeri nei processi di estrusione e injection molding.
No
Italian
Settore CHIM/09 - Farmaceutico Tecnologico Applicativo
Riassunto di intervento a convegno
Sì, ma tipo non specificato
Pubblicazione scientifica
Atti del 52° Simposio AFI
Varese
Tipolitografia Manfredi
mag-2012
Volume a diffusione nazionale
Simposio AFI
Rimini
2012
52
Convegno nazionale
Intervento inviato
NON aderisco
P. Tosoncin, L. Zema, G. Loreti, E. Macchi, A. Gazzaniga, A. Foppoli
Book Part (author)
none
274
Valutazione delle proprietà reologiche a caldo di HPC mediante miniestrusore bivite minilab II / P. Tosoncin, L. Zema, G. Loreti, E. Macchi, A. Gazzaniga, A. Foppoli - In: Atti del 52° Simposio AFIVarese : Tipolitografia Manfredi, 2012 May. (( Intervento presentato al 52. convegno Simposio AFI tenutosi a Rimini nel 2012.
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6
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