It is commonly believed that the echoes of the Divine Comedy in the “great novel”are limited to Don Abbondio's first journey towards the castle of the Unnamed; the influence exercised by the barrators' songs on that novel passage is not unsaid by the narrator. Actually, Manzoni brilliantly caught the tremendous aptitude of Dante's similes to create a break in the narration and to boost the narration itself, at the same time; he also valued their power to often represent effective foreshortened views of life as lived and “seen” by ordinary men. So he chose some similes from the “Comedy”, generally short, and he remarkably enlarged them in The Betrothed”, attributing the authorship of these wide and a little overelaborate figures of speech to the anonymous. Besides reusing Dantean passages, Manzoni availed himself, for his similes, of other authors' passages (particularly Shakespeare's) and of passages from the Bible. Among Dante's similes, one seems to have very deeply impressed the supreme writer of the Nineteenth century, so much as to be variously echoed in different places of The Betrothed.

Si crede comunemente che gli echi della Commedia nel ‘gran romanzo’ siano circoscritti al primo viaggio di Don Abbondio verso il castello dell’Innominato; l’influenza esercitata su quel tratto romanzesco dai canti dei barattieri non è taciuta dalla voce narrante. In realtà Manzoni colse genialmente la formidabile attitudine delle similitudini dantesche a creare al contempo una pausa nella narrazione e a dare impulso alla narrazione stessa, e apprezzò anche la loro capacità di rappresentare spesso scorci efficaci della vita vissuta e “veduta” dal comune degli uomini. Così egli scelse alcune similitudini della Commedia, in genere brevi, e le amplificò notevolmente nei P.S. attribuendo all’anonimo la paternità di queste figure estese e un po’ lambiccate. Oltre al riuso di luoghi danteschi, Manzoni si è avvalso, per le sue similitudini, di altri luoghi d’autore (Shakespeare, in particolare) e di luoghi della Bibbia. Tra le similitudini di Dante una sembra avere colpito molto profondamente il sommo scrittore dell’Ottocento, tanto da essere variamente echeggiata in diverse zone dei Promessi sposi.

Echi e similitudini di Dante e di altri autori nei Promessi sposi / M.G. Riccobono. - In: ITALIANISTICA. - ISSN 0391-3368. - 42:3(2013), pp. 165-174.

Echi e similitudini di Dante e di altri autori nei Promessi sposi

M.G. Riccobono
2013

Abstract

Si crede comunemente che gli echi della Commedia nel ‘gran romanzo’ siano circoscritti al primo viaggio di Don Abbondio verso il castello dell’Innominato; l’influenza esercitata su quel tratto romanzesco dai canti dei barattieri non è taciuta dalla voce narrante. In realtà Manzoni colse genialmente la formidabile attitudine delle similitudini dantesche a creare al contempo una pausa nella narrazione e a dare impulso alla narrazione stessa, e apprezzò anche la loro capacità di rappresentare spesso scorci efficaci della vita vissuta e “veduta” dal comune degli uomini. Così egli scelse alcune similitudini della Commedia, in genere brevi, e le amplificò notevolmente nei P.S. attribuendo all’anonimo la paternità di queste figure estese e un po’ lambiccate. Oltre al riuso di luoghi danteschi, Manzoni si è avvalso, per le sue similitudini, di altri luoghi d’autore (Shakespeare, in particolare) e di luoghi della Bibbia. Tra le similitudini di Dante una sembra avere colpito molto profondamente il sommo scrittore dell’Ottocento, tanto da essere variamente echeggiata in diverse zone dei Promessi sposi.
It is commonly believed that the echoes of the Divine Comedy in the “great novel”are limited to Don Abbondio's first journey towards the castle of the Unnamed; the influence exercised by the barrators' songs on that novel passage is not unsaid by the narrator. Actually, Manzoni brilliantly caught the tremendous aptitude of Dante's similes to create a break in the narration and to boost the narration itself, at the same time; he also valued their power to often represent effective foreshortened views of life as lived and “seen” by ordinary men. So he chose some similes from the “Comedy”, generally short, and he remarkably enlarged them in The Betrothed”, attributing the authorship of these wide and a little overelaborate figures of speech to the anonymous. Besides reusing Dantean passages, Manzoni availed himself, for his similes, of other authors' passages (particularly Shakespeare's) and of passages from the Bible. Among Dante's similes, one seems to have very deeply impressed the supreme writer of the Nineteenth century, so much as to be variously echoed in different places of The Betrothed.
similitudini ; Divina Commedia ; Romeo and Juliet ; I promessi sposi ; il montanaro come figurante ; la bufera infernale ; il turbine della storia
Settore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
Settore L-FIL-LET/13 - Filologia della Letteratura Italiana
Settore L-FIL-LET/14 - Critica Letteraria e Letterature Comparate
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