Nella progettazione di un imballaggio per alimenti sono importanti l’attenzione alla qualità e alle proprietà del prodotto ma anche i potenziali impatti ambientali legati alla sua produzione e uso. Sono diverse le azioni di prevenzione che possono essere attuate per migliorare la sostenibilità dell’imballaggio: la riduzione di materia prima impiegata, mantenendo le stesse prestazioni, risulta essere una soluzione tra le più adottate ed efficaci. Scopo di questo lavoro è stata la valutazione della diminuzione del potenziale carico ambientale di un film termoretraibile in LD-PE e MD-PE, in seguito alla riduzione di spessore da 50 a 40 μm. Il film è stato prodotto in un impianto industriale di coestrusione a tre strati con tecnologia di soffiaggio in bolla (Blow Up Ratio 1:3). Poiché la funzione principale di un imballaggio secondario è quella di raggruppare contenitori primari per permetterne la protezione e la movimentazione, sono state comparate inizialmente le proprietà meccaniche dei due campioni. In particolare sono state effettuate le seguenti analisi: carico alla rottura, modulo di elasticità, coefficiente di frizione statico e dinamico (secondo metodi ASTM), nonché la termoretrazione longitudinale e trasversale in olio (secondo metodo interno). L’analisi degli impatti ambientali è stata svolta tramite metodologia LCA (Life Cycle Assessment) semplificata utilizzando il software SimaPro®. L’unità funzionale è stata definita come la quantità di materiale necessario per produrre un singolo fardello (735 x 1230 mm), i confini del sistema definiti secondo l’approccio “from gate to delivery”, cioè dalla produzione in azienda fino al trasporto al cliente.Per la fase di inventario sono stati utilizzati dati primari, raccolti tramite questionari forniti all’azienda produttrice del film plastico. I dati mancanti sono stati selezioni dal database Ecoinvent. L’analisi ha permesso di definire i seguenti impatti ambientali: potenziale di riscaldamento globale, potenziale di riduzione dello strato di ozono, potenziale di ossidazione fotochimica, potenziale di acidificazione e di eutrofizzazione, uso di fonti fossili non rinnovabili. Le analisi meccaniche permettono di affermare la buona comparabilità prestazionale dei due film, rendendo possibile la produzione e l’utilizzo di un film a ridotto spessore. L’analisi LCA conferma inoltre gli effetti ambientali positivi ottenuti grazie al risparmio di materia prima.

Valutazione dell’impatto ambientale della riduzione di spessore di un packaging secondario / M. Zanoletti, A. Adobati, S. Lanati, S. Giungato, L. Piergiovanni. ((Intervento presentato al convegno AGORÀ : INCONTRO NAZIONALE DI FOOD PACKAGING tenutosi a Monza nel 2013.

Valutazione dell’impatto ambientale della riduzione di spessore di un packaging secondario

M. Zanoletti;A. Adobati;L. Piergiovanni
2013

Abstract

Nella progettazione di un imballaggio per alimenti sono importanti l’attenzione alla qualità e alle proprietà del prodotto ma anche i potenziali impatti ambientali legati alla sua produzione e uso. Sono diverse le azioni di prevenzione che possono essere attuate per migliorare la sostenibilità dell’imballaggio: la riduzione di materia prima impiegata, mantenendo le stesse prestazioni, risulta essere una soluzione tra le più adottate ed efficaci. Scopo di questo lavoro è stata la valutazione della diminuzione del potenziale carico ambientale di un film termoretraibile in LD-PE e MD-PE, in seguito alla riduzione di spessore da 50 a 40 μm. Il film è stato prodotto in un impianto industriale di coestrusione a tre strati con tecnologia di soffiaggio in bolla (Blow Up Ratio 1:3). Poiché la funzione principale di un imballaggio secondario è quella di raggruppare contenitori primari per permetterne la protezione e la movimentazione, sono state comparate inizialmente le proprietà meccaniche dei due campioni. In particolare sono state effettuate le seguenti analisi: carico alla rottura, modulo di elasticità, coefficiente di frizione statico e dinamico (secondo metodi ASTM), nonché la termoretrazione longitudinale e trasversale in olio (secondo metodo interno). L’analisi degli impatti ambientali è stata svolta tramite metodologia LCA (Life Cycle Assessment) semplificata utilizzando il software SimaPro®. L’unità funzionale è stata definita come la quantità di materiale necessario per produrre un singolo fardello (735 x 1230 mm), i confini del sistema definiti secondo l’approccio “from gate to delivery”, cioè dalla produzione in azienda fino al trasporto al cliente.Per la fase di inventario sono stati utilizzati dati primari, raccolti tramite questionari forniti all’azienda produttrice del film plastico. I dati mancanti sono stati selezioni dal database Ecoinvent. L’analisi ha permesso di definire i seguenti impatti ambientali: potenziale di riscaldamento globale, potenziale di riduzione dello strato di ozono, potenziale di ossidazione fotochimica, potenziale di acidificazione e di eutrofizzazione, uso di fonti fossili non rinnovabili. Le analisi meccaniche permettono di affermare la buona comparabilità prestazionale dei due film, rendendo possibile la produzione e l’utilizzo di un film a ridotto spessore. L’analisi LCA conferma inoltre gli effetti ambientali positivi ottenuti grazie al risparmio di materia prima.
LCA ; sostenibilità ; packaging secondario
Settore AGR/15 - Scienze e Tecnologie Alimentari
Gruppo Scientifico Italiano di Confezionamento Alimentare (GSICA)
Istituto Italiano dei Plastici (IIP)
Istituto Suepriore di Sanità (ISS)
Valutazione dell’impatto ambientale della riduzione di spessore di un packaging secondario / M. Zanoletti, A. Adobati, S. Lanati, S. Giungato, L. Piergiovanni. ((Intervento presentato al convegno AGORÀ : INCONTRO NAZIONALE DI FOOD PACKAGING tenutosi a Monza nel 2013.
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