INTRODUZIONE: L’infezione da herpes zoster è causata della riattivazione di un’infezione latente da Varicella-Zoster Virus (VZV) a livello dei gangli sensoriali. Raramente, l’infezione da herpes zoster può essere osservata in età pediatrica, soprattutto nel primo anno di vita, in bambini esposti a VZV durante la vita intrauterina o in caso di acquisizione di un’infezione pauci-asintomatica nelle primissima infanzia CASO CLINICO: Descriviamo il caso di un bambino di 4 anni ricoverato presso la nostra Clinica Pediatrica per comparsa di lesioni eritematoso-vescicolari interessanti l’emivolto destro, con risparmio della branca mandibolare e a netta demarcazione a livello della linea mediana. L’esame obiettivo generale risultava nella norma. Gli esami ematochimici routinari, così come il dosaggio di immunoglobuline e la tipizzazione linfocitaria, risultavano nella norma. L’anamnesi patologica remota del bambino era muta, tuttavia veniva riferita infezione materna da varicella durante l’ottavo mese di gestazione. Sulla base della clinica è stata posta diagnosi di herpes zoster della prima e seconda branca trigeminale di destra. Il bambino è stato trattato con terapia antivirale endovenosa con acyclovir, associata a copertura antibiotica per eventuali sovrainfezioni batteriche. Una valutazione oftalmologica ha mostrato un interessamento corneale con presenza di ulcere. Un primo dosaggio anticorpale per VZV ha evidenziato la presenza di IgG a titolo elevato. Una PCR eseguita sul materiale prelevato da una vescicola è risultata positiva per VZV, confermando la diagnosi. Un secondo studio anticorpale è risultato positivo per VZV-IgM e ha evidenziato un ulteriore incremento del titolo IgG. Dopo sette giorni di terapia la lesione era completamente regredita. Un’ulteriore valutazione oculistica ha evidenziato un miglioramento dell’interessamento corneale CONCLUSIONI: L’infezione da herpes zoster, tipica dell’adulto di età superiore a 45 anni, è poco comune nei bambini, tra i quali si osserva un’incidenza variabile da 0.2 a 0.74 casi/1000 individui/anno. La prevalenza è maggiore nei bambini immunocompromessi, come quelli affetti da forme neoplastiche. Tra i bambini sani, una storia di esposizione intrauterina a VZV o di acquisizione dell’infezione nei primi mesi di vita rappresentano i fattori di rischio più importanti per il successivo sviluppo dell’infezione acuta da herpes zoster. Il sistema immunitario nel feto e nel lattante è infatti inefficiente e la risposta immunitaria umorale e cellulare non sono in grado di mantenere lo stato di latenza dell’infezione con conseguente maggior rischio di comparsa della malattia nel primo anno di vita. Nel nostro caso, l’infezione acuta da Herpes Zoster si è sviluppata tardivamente nell’infanzia. L’esposizione in utero a VZV, in presenza di un bambino sintomatico e con anamnesi negativa per varicella, deve essere sempre considerata, anche nei bambini di età superiore ai 12 mesi

Un caso di infezione da herpes zoster in un bambino di 4 anni dopo esposizione intrauterina a varicella-zoster virus / V. Fabiano, D. Dilillo, S. Mauri, T. Vivaldo, A. Gazzarri, G.V. Zuccotti. ((Intervento presentato al 10. convegno Nazionale della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica tenutosi a Padova nel 2009.

Un caso di infezione da herpes zoster in un bambino di 4 anni dopo esposizione intrauterina a varicella-zoster virus

V. Fabiano;S. Mauri;T. Vivaldo;A. Gazzarri
Penultimo
;
G.V. Zuccotti
2010-10

Abstract

INTRODUZIONE: L’infezione da herpes zoster è causata della riattivazione di un’infezione latente da Varicella-Zoster Virus (VZV) a livello dei gangli sensoriali. Raramente, l’infezione da herpes zoster può essere osservata in età pediatrica, soprattutto nel primo anno di vita, in bambini esposti a VZV durante la vita intrauterina o in caso di acquisizione di un’infezione pauci-asintomatica nelle primissima infanzia CASO CLINICO: Descriviamo il caso di un bambino di 4 anni ricoverato presso la nostra Clinica Pediatrica per comparsa di lesioni eritematoso-vescicolari interessanti l’emivolto destro, con risparmio della branca mandibolare e a netta demarcazione a livello della linea mediana. L’esame obiettivo generale risultava nella norma. Gli esami ematochimici routinari, così come il dosaggio di immunoglobuline e la tipizzazione linfocitaria, risultavano nella norma. L’anamnesi patologica remota del bambino era muta, tuttavia veniva riferita infezione materna da varicella durante l’ottavo mese di gestazione. Sulla base della clinica è stata posta diagnosi di herpes zoster della prima e seconda branca trigeminale di destra. Il bambino è stato trattato con terapia antivirale endovenosa con acyclovir, associata a copertura antibiotica per eventuali sovrainfezioni batteriche. Una valutazione oftalmologica ha mostrato un interessamento corneale con presenza di ulcere. Un primo dosaggio anticorpale per VZV ha evidenziato la presenza di IgG a titolo elevato. Una PCR eseguita sul materiale prelevato da una vescicola è risultata positiva per VZV, confermando la diagnosi. Un secondo studio anticorpale è risultato positivo per VZV-IgM e ha evidenziato un ulteriore incremento del titolo IgG. Dopo sette giorni di terapia la lesione era completamente regredita. Un’ulteriore valutazione oculistica ha evidenziato un miglioramento dell’interessamento corneale CONCLUSIONI: L’infezione da herpes zoster, tipica dell’adulto di età superiore a 45 anni, è poco comune nei bambini, tra i quali si osserva un’incidenza variabile da 0.2 a 0.74 casi/1000 individui/anno. La prevalenza è maggiore nei bambini immunocompromessi, come quelli affetti da forme neoplastiche. Tra i bambini sani, una storia di esposizione intrauterina a VZV o di acquisizione dell’infezione nei primi mesi di vita rappresentano i fattori di rischio più importanti per il successivo sviluppo dell’infezione acuta da herpes zoster. Il sistema immunitario nel feto e nel lattante è infatti inefficiente e la risposta immunitaria umorale e cellulare non sono in grado di mantenere lo stato di latenza dell’infezione con conseguente maggior rischio di comparsa della malattia nel primo anno di vita. Nel nostro caso, l’infezione acuta da Herpes Zoster si è sviluppata tardivamente nell’infanzia. L’esposizione in utero a VZV, in presenza di un bambino sintomatico e con anamnesi negativa per varicella, deve essere sempre considerata, anche nei bambini di età superiore ai 12 mesi
Settore MED/38 - Pediatria Generale e Specialistica
Un caso di infezione da herpes zoster in un bambino di 4 anni dopo esposizione intrauterina a varicella-zoster virus / V. Fabiano, D. Dilillo, S. Mauri, T. Vivaldo, A. Gazzarri, G.V. Zuccotti. ((Intervento presentato al 10. convegno Nazionale della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica tenutosi a Padova nel 2009.
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