Martino Bovolino, nato a Mesocco in Val Mesolcina, fu una figura di spicco all’interno della propria comunità: dal 1527 al 1529 ottenne il vicariato in Valtellina; partecipò, per conto delle Repubblica delle Tre Leghe, a varie missioni diplomatiche in Italia, mentre fu saltuariamente alle dipendenze di Gian Giacomo Trivulzio, che nel 1480 aveva ottenuto la signoria sulla Mesolcina. La morte del Magno nel 1518 spinse Bovolino a scrivere la Misochea Magni Trivultii (Milano, de Ponte, 1519), opera oscillante tra l’encomio di Gian Giacomo e lo speculum principis per Gian Francesco, suo nipote e unico erede. La Misochea è composta da tredici capitula in distici elegiaci, preceduti da una lettera di dedica a Gian Francesco, e si conclude con una corona di otto sonetti in italiano. I sonetti della Misochea erano da tempo dispersi, poiché i due esemplari del testo conservati presso la Biblioteca Nazionale Marciana sono entrambi mutili nella parte finale. Un altro testimone – totalmente integro, ma di cui si erano perse le tracce dopo la II Guerra Mondiale – è stato ritrovato presso la Fondazione Brivio Sforza di Milano. L’intervento, pertanto, intende presentare i sonetti (cc. C 1r-4v), soffermandosi sulla loro specificità contenutistica e stilistica: Bovolino celebra Gian Giacomo paragonandolo a famosi personaggi biblici (es. I e II), sino ad accostarlo iperbolicamente alla Vergine (VIII); lo contrappone a celebri generali della storia antica (IV), ne ricorda le sventure patite come prova di coraggio e forza d’animo (VII) e, nello stesso tempo, lo scagiona da alcune imprudenze commesse durante il governo sulla Mesolcina (I). La corona, costruita da componimenti dall’eterogenea forma e matrice, mira in ultima istanza a dimostrare al giovane Gian Francesco di incarnare il «vero herede / de l’avica virtude» (VI, 7-8), spronandolo a seguire le orme del nonno.

La "Misochea" di Martino Bovolino: encomio di Gian Giacomo Trivulzio e speculum principis per Gian Francesco / M. Bosisio. ((Intervento presentato al 17. convegno Congresso dell’ADI : I cantieri dell’Italianistica : ricerca, didattica e organizzazione agli inizi del 21. secolo tenutosi a Roma nel 2013.

La "Misochea" di Martino Bovolino: encomio di Gian Giacomo Trivulzio e speculum principis per Gian Francesco

M. Bosisio
2013-09-19

Abstract

Martino Bovolino, nato a Mesocco in Val Mesolcina, fu una figura di spicco all’interno della propria comunità: dal 1527 al 1529 ottenne il vicariato in Valtellina; partecipò, per conto delle Repubblica delle Tre Leghe, a varie missioni diplomatiche in Italia, mentre fu saltuariamente alle dipendenze di Gian Giacomo Trivulzio, che nel 1480 aveva ottenuto la signoria sulla Mesolcina. La morte del Magno nel 1518 spinse Bovolino a scrivere la Misochea Magni Trivultii (Milano, de Ponte, 1519), opera oscillante tra l’encomio di Gian Giacomo e lo speculum principis per Gian Francesco, suo nipote e unico erede. La Misochea è composta da tredici capitula in distici elegiaci, preceduti da una lettera di dedica a Gian Francesco, e si conclude con una corona di otto sonetti in italiano. I sonetti della Misochea erano da tempo dispersi, poiché i due esemplari del testo conservati presso la Biblioteca Nazionale Marciana sono entrambi mutili nella parte finale. Un altro testimone – totalmente integro, ma di cui si erano perse le tracce dopo la II Guerra Mondiale – è stato ritrovato presso la Fondazione Brivio Sforza di Milano. L’intervento, pertanto, intende presentare i sonetti (cc. C 1r-4v), soffermandosi sulla loro specificità contenutistica e stilistica: Bovolino celebra Gian Giacomo paragonandolo a famosi personaggi biblici (es. I e II), sino ad accostarlo iperbolicamente alla Vergine (VIII); lo contrappone a celebri generali della storia antica (IV), ne ricorda le sventure patite come prova di coraggio e forza d’animo (VII) e, nello stesso tempo, lo scagiona da alcune imprudenze commesse durante il governo sulla Mesolcina (I). La corona, costruita da componimenti dall’eterogenea forma e matrice, mira in ultima istanza a dimostrare al giovane Gian Francesco di incarnare il «vero herede / de l’avica virtude» (VI, 7-8), spronandolo a seguire le orme del nonno.
Bovolin, Martino ; Trivulzio, Gian Giacomo ; Trivulzio, Gian Francesco ; poesia encomiastica ; speculum principis
Settore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
Università La Sapienza di Roma
Associazione degli Italianisti italiani
La "Misochea" di Martino Bovolino: encomio di Gian Giacomo Trivulzio e speculum principis per Gian Francesco / M. Bosisio. ((Intervento presentato al 17. convegno Congresso dell’ADI : I cantieri dell’Italianistica : ricerca, didattica e organizzazione agli inizi del 21. secolo tenutosi a Roma nel 2013.
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