L’Ecerinis di Albertino Mussato (1313), prima tragedia della letteratura italiana, rievoca il drammatico regno padovano di Ezzelino III da Romano (1237-1259). L’intervento del soprannaturale e del meraviglioso apre la scena dell’opera e svolge un ruolo strutturale per tutto l’arco della storia: Adeleita, all’inizio (vv. 1-112), confessa a Ezzelino di essere figlio di un mostro mezzo uomo e mezzo toro dall’aspetto ripugnante (es. vv. 40-59: "hirsuta cervix…setis hispidis iubae…sanguinea lues…ignem nares vomunt…favilla salit ab ore…perennis lambit et barbam focus"). Anche la descrizione del giorno del concepimento è colma di elementi orrorifici e si dà quale epifania demoniaca (vv. 28-38): l’abitazione della donna, al momento dell’arrivo del futuro padre di Ezzelino, viene immersa in un vapore sulfureo e da un odore acre ed è sconquassata dai venti, dal tremore della terra, da rumori misteriosi, dai tuoni e dalle saette. Durante il III atto (vv. 281-397), invece, il tiranno viene investito di nuove caratteristiche sataniche, affrontando un dialogo con frate Luca secondo lo schema della sacra rappresentazione e del "contrasto" religioso, che contrappone una figura infernale a una celeste. Nell’ultimo atto (vv. 537-629), infine, il nunzio riassume al coro le ultime ore di Ezzelino, trascorse in una sanguinosa battaglia tra le forze del male e del bene. Il contributo analizza queste tre scene principali, individuando i complessi rapporti intertestuali classici (Seneca, Virgilio, Lucano) e medievali (letterari: agiografie mediolatine, Visione di Tungdal, Giacomino da Verona, Bonvesin della Riva e Dante; iconografici: Giudizi universali presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta a Torcello, la Cappella degli Scrovegni e il Battistero di San Giovanni) impiegati. Inoltre – considerando la percezione medievale ossessiva e pressante per il demonio – si sofferma sulle ragioni della particolare rappresentazione preternaturale di Ezzelino, da ravvisare nel messaggio parenetico allusivo, diretto a contrastare Cangrande della Scala, vera minaccia contingente per il comune di Padova.

"Nefandi criminis / stupenda qualitas!" : l’Ecerinis di Mussato tra meraviglioso e demonologia / M. Bosisio. ((Intervento presentato al convegno Convegno internazionale : aspetti del meraviglioso nelle letterature medievali tenutosi a L'Aquila nel 2012.

"Nefandi criminis / stupenda qualitas!" : l’Ecerinis di Mussato tra meraviglioso e demonologia

M. Bosisio
Primo
2012

Abstract

L’Ecerinis di Albertino Mussato (1313), prima tragedia della letteratura italiana, rievoca il drammatico regno padovano di Ezzelino III da Romano (1237-1259). L’intervento del soprannaturale e del meraviglioso apre la scena dell’opera e svolge un ruolo strutturale per tutto l’arco della storia: Adeleita, all’inizio (vv. 1-112), confessa a Ezzelino di essere figlio di un mostro mezzo uomo e mezzo toro dall’aspetto ripugnante (es. vv. 40-59: "hirsuta cervix…setis hispidis iubae…sanguinea lues…ignem nares vomunt…favilla salit ab ore…perennis lambit et barbam focus"). Anche la descrizione del giorno del concepimento è colma di elementi orrorifici e si dà quale epifania demoniaca (vv. 28-38): l’abitazione della donna, al momento dell’arrivo del futuro padre di Ezzelino, viene immersa in un vapore sulfureo e da un odore acre ed è sconquassata dai venti, dal tremore della terra, da rumori misteriosi, dai tuoni e dalle saette. Durante il III atto (vv. 281-397), invece, il tiranno viene investito di nuove caratteristiche sataniche, affrontando un dialogo con frate Luca secondo lo schema della sacra rappresentazione e del "contrasto" religioso, che contrappone una figura infernale a una celeste. Nell’ultimo atto (vv. 537-629), infine, il nunzio riassume al coro le ultime ore di Ezzelino, trascorse in una sanguinosa battaglia tra le forze del male e del bene. Il contributo analizza queste tre scene principali, individuando i complessi rapporti intertestuali classici (Seneca, Virgilio, Lucano) e medievali (letterari: agiografie mediolatine, Visione di Tungdal, Giacomino da Verona, Bonvesin della Riva e Dante; iconografici: Giudizi universali presso la Cattedrale di Santa Maria Assunta a Torcello, la Cappella degli Scrovegni e il Battistero di San Giovanni) impiegati. Inoltre – considerando la percezione medievale ossessiva e pressante per il demonio – si sofferma sulle ragioni della particolare rappresentazione preternaturale di Ezzelino, da ravvisare nel messaggio parenetico allusivo, diretto a contrastare Cangrande della Scala, vera minaccia contingente per il comune di Padova.
21-nov-2012
Mussato ; Can Grande della Scala ; Ezzelino III da Romano ; demonologia ; Anticristo
Settore L-FIL-LET/10 - Letteratura Italiana
Settore L-FIL-LET/08 - Letteratura Latina Medievale e Umanistica
Università degli Studi dell' Aquila. Dipartimento di Scienze Umane
"Nefandi criminis / stupenda qualitas!" : l’Ecerinis di Mussato tra meraviglioso e demonologia / M. Bosisio. ((Intervento presentato al convegno Convegno internazionale : aspetti del meraviglioso nelle letterature medievali tenutosi a L'Aquila nel 2012.
Conference Object
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
B.doc

accesso aperto

Tipologia: Pre-print (manoscritto inviato all'editore)
Dimensione 35 kB
Formato Microsoft Word
35 kB Microsoft Word Visualizza/Apri
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/213892
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact