Le amiloidosi sono un gruppo di patologie caratterizzate dalla presenza di depositi extracellulari di sostanza amiloide non solubile sottoforma di fibrille a struttura di β-sheet, positive alla colorazione Rosso Congo. Le amiloidosi sono patologie trasmissibili per diverse vie, inclusa la via orale, come dimostrato nei roditori. Il processo di trasmissione ricalca quello delle proteine prioniche, ed è pertanto ipotizzabile una trasmissibilità fra specie. L’SAA è una proteina di fase acuta che aumenta la sua concentrazione nel siero e nel latte in corso di risposta sistemica all’infiammazione. In analogia con quanto è stato descritto per le patologie prioniche, la presenza di mastiti nella ghiandola mammaria aumenta la possibilità di trasmissione delle patologie conformazionali, creando un ambiente adatto alla destabilizzazione strutturale delle proteine con formazione di β-sheet. I processi di caseificazione possono inoltre favorire la precipitazione di fibrille. D’altra parte la presenza di proteasi del caglio e/o batteriche potrebbe essere sufficiente ad idrolizzare le fibrille e neutralizzarne l’attività patogena. Scopo di questo lavoro è valutare l’eventuale resistenza delle fibrille alla caseificazione. Il modello sperimentale prevede di simulare la formazione di sostanza amiloide nel latte aggiungendo fibrille bovine purificate da milza di animali con amiloidosi. Le fibrille sono state purificate mediante cicli di ultracentrifugazione e quantificate utilizzando un kit ELISA. L’effettiva presenza di SAA è stata verificata mediante western blotting. Fibrille di AA, in concentrazione equivalente a quella rilevata in corso di risposta sistemica all’infiammazione, sono state aggiunte al latte crudo utilizzato per la caseificazione. In questa fase preliminare è stato messo a punto un protocollo di estrazione delle fibrille di AA da tessuto bovino ed è stata valutata la concentrazione di tali fibrille mediante ELISA comunemente utilizzato nel siero e nel latte. La fase successiva prevede l’estrazione e l’analisi delle proteine dal formaggio dopo una settimana di stagionatura al fine di determinare la persistenza delle fibrille.

Indagine preliminare sulla possibile presenza di sostanza amiloide (AA) in prodotti lattiero-caseari bovini / L.F. Pisani, R. Mizan Md, S. Giorgetti, I. Zorzoli, A. Gallanti, V. Bellotti, L. Restelli, A. Casula, P. Sartorelli, F. Ceciliani. - In: ATTI ... CONVEGNO NAZIONALE AIPVET. - ISSN 1825-2265. - 7(2010 Jun), pp. 84-88. ((Intervento presentato al 7. convegno Congresso nazionale dell'Associazione italiana di patologia veterinaria tenutosi a Castelsardo nel 2010.

Indagine preliminare sulla possibile presenza di sostanza amiloide (AA) in prodotti lattiero-caseari bovini

L.F. Pisani
Primo
;
L. Restelli;A. Casula;P. Sartorelli
Penultimo
;
F. Ceciliani
Ultimo
2010-06

Abstract

Le amiloidosi sono un gruppo di patologie caratterizzate dalla presenza di depositi extracellulari di sostanza amiloide non solubile sottoforma di fibrille a struttura di β-sheet, positive alla colorazione Rosso Congo. Le amiloidosi sono patologie trasmissibili per diverse vie, inclusa la via orale, come dimostrato nei roditori. Il processo di trasmissione ricalca quello delle proteine prioniche, ed è pertanto ipotizzabile una trasmissibilità fra specie. L’SAA è una proteina di fase acuta che aumenta la sua concentrazione nel siero e nel latte in corso di risposta sistemica all’infiammazione. In analogia con quanto è stato descritto per le patologie prioniche, la presenza di mastiti nella ghiandola mammaria aumenta la possibilità di trasmissione delle patologie conformazionali, creando un ambiente adatto alla destabilizzazione strutturale delle proteine con formazione di β-sheet. I processi di caseificazione possono inoltre favorire la precipitazione di fibrille. D’altra parte la presenza di proteasi del caglio e/o batteriche potrebbe essere sufficiente ad idrolizzare le fibrille e neutralizzarne l’attività patogena. Scopo di questo lavoro è valutare l’eventuale resistenza delle fibrille alla caseificazione. Il modello sperimentale prevede di simulare la formazione di sostanza amiloide nel latte aggiungendo fibrille bovine purificate da milza di animali con amiloidosi. Le fibrille sono state purificate mediante cicli di ultracentrifugazione e quantificate utilizzando un kit ELISA. L’effettiva presenza di SAA è stata verificata mediante western blotting. Fibrille di AA, in concentrazione equivalente a quella rilevata in corso di risposta sistemica all’infiammazione, sono state aggiunte al latte crudo utilizzato per la caseificazione. In questa fase preliminare è stato messo a punto un protocollo di estrazione delle fibrille di AA da tessuto bovino ed è stata valutata la concentrazione di tali fibrille mediante ELISA comunemente utilizzato nel siero e nel latte. La fase successiva prevede l’estrazione e l’analisi delle proteine dal formaggio dopo una settimana di stagionatura al fine di determinare la persistenza delle fibrille.
SAA ; bovino ; amiloidosi ; formaggio
Settore VET/03 - Patologia Generale e Anatomia Patologica Veterinaria
Settore VET/05 - Malattie Infettive degli Animali Domestici
Associazione italiana di patologia veterinaria
AIPVet
http://www.aipvet.it/APIVMeetings/2010_Atti_AIPVet/AIPVet%20Castelsardo%202010%20-%20Atti.pdf
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