I frequenti processi di riorganizzazione e downsizing hanno portato a un drammatico aumento delle transizioni occupazionali associate a periodi di disoccupazione. In Italia, al fine di sostenere i lavoratori durante il processo di transizione, si stanno affermando azioni di Welfare-to-Work che integrano fra loro strumenti di politica passiva e attiva del lavoro vincolando l’erogazione degli ammortizzatori sociali al concorso attivo del/la disoccupato/a nella ricerca del lavoro. Al disoccupato/a si chiede di attivarsi attraverso la partecipazione a programmi di outplacement messi a disposizione dalle Agenzie per il lavoro al fine di aumentare le proprie possibilità di ricollocamento in tempi brevi. A fronte di un investimento di risorse finanziarie sempre più cospicuo in tali programmi,la ricerca empirica sui fattori che contribuiscono a determinarne l’uso e il successo è ancora ridotta. Se molte ricerche confermano il valore predittivo delle variabili socio- professionali sul trovare lavoro,i risultati relativi al peso delle variabili psicologiche risultano contradditori (Meyers & Houssemand, 2010; Gowan & Nassar-McMillian, 2001). Il nostro contributo intende analizzare il ruolo delle variabili psicologiche nell’utilizzo e nell’esito di servizi di outplacement basandoci sull’approccio psicosociale all’employability. Fugate e Kinicki (2008) considerano l’employability come un insieme di qualità e attitudini individuali che predispongono le persone a essere attivamente adattabili ai cambiamenti nel lavoro e influenzano la probabilità di ottenere e mantenere un lavoro. Nel loro modello concettuale i due autori hanno supposto che i disoccupati con elevata employability utilizzino con maggior assiduità i servizi di outplacement, aumentando in tal modo le loro opportunità di ricollocamento. Tuttavia l’analisi dell’employability nei lavoratori disoccupati è tuttora limitata (McArdle et al, 2007) e non ci risultano studi che indagano la relazione tra employability e intensità di utilizzo dei programmi di outplacement. Scopo del nostro contributo è di esplorare, attraverso modelli ad equazioni strutturali, l’employability (autoefficacia nella gestione cambiamenti al lavoro; proattività; capitale sociale e umano) in relazione a: l’intensità d’uso dei servizi di ricollocamento (n° incontri e partecipazione ad attività di formazione); il reinserimento lavorativo; il benessere psico-fisico. La ricerca ha coinvolto i lavoratori in mobilità del settore farmaceutico che hanno aderito a programmi di outplacement finanziati dalle aziende nell’ambito del progetto di Welfare-to-work, denominato Welfarma, realizzato tramite un accordo tra l’associazione industriale del settore e i sindacati, in collaborazione con il Ministero del lavoro. I risultati, raccolti attraverso un questionario online completato da 102 lavoratori (su 303 aderenti), mostrano che l’employability è significativamente legata allo stato di benessere psico-fisico, ma non al reimpiego che risulta influenzato da età e genere. Inoltre il livello di employability è associata all'intensità di utilizzo dei servizi attraverso la mediazione dell'occupabilità percepita e dell'utilità percepita dei servizi. Le implicazioni per la costruzione di interventi di sostegno ai lavoratori in mobilità che aderiscono a programmi di outplacement saranno discusse. Fugate, M., Kinicki, A. (2008). A dispositional approach to employability: Development of a measure and test of implications for employee reactions to organizational change. Journal of Occupational and Organizational psychology, 81, 503-527. Gowan, M.A. & Nassar-McMillian, S.C. (2001). Examination of individual differences in participation in outplacement program activities after job loss. Journal of Employment Counseling, 38, 185-196. McArdle A., Waters, L., Briscoe, J.P., Hall D.T. (2007). Employability during unemployment: Adaptability, career identity and human and social capital. Journal of Vocational Behavior, 71, 247-264 Meyers, R. & Houssemand, C. (2010). Socioprofessional and psychological variables that predict job finding. Revue européenne de psychologie appliqué, 60, 201-219.

Lavoratori in mobilità e partecipazione ai programmi di outplacement : il ruolo dell’employability / F. De Battisti, S. Gilardi, R. Riccò, E. Siletti, L. Solari. ((Intervento presentato al convegno Senso e prospettive dell'applicare : nuove declinazioni della psicologia del lavoro e dell'organizzazione tenutosi a Milano nel 2011.

Lavoratori in mobilità e partecipazione ai programmi di outplacement : il ruolo dell’employability

F. De Battisti
Primo
;
S. Gilardi
Secondo
;
R. Riccò;E. Siletti
Penultimo
;
L. Solari
Ultimo
2011

Abstract

I frequenti processi di riorganizzazione e downsizing hanno portato a un drammatico aumento delle transizioni occupazionali associate a periodi di disoccupazione. In Italia, al fine di sostenere i lavoratori durante il processo di transizione, si stanno affermando azioni di Welfare-to-Work che integrano fra loro strumenti di politica passiva e attiva del lavoro vincolando l’erogazione degli ammortizzatori sociali al concorso attivo del/la disoccupato/a nella ricerca del lavoro. Al disoccupato/a si chiede di attivarsi attraverso la partecipazione a programmi di outplacement messi a disposizione dalle Agenzie per il lavoro al fine di aumentare le proprie possibilità di ricollocamento in tempi brevi. A fronte di un investimento di risorse finanziarie sempre più cospicuo in tali programmi,la ricerca empirica sui fattori che contribuiscono a determinarne l’uso e il successo è ancora ridotta. Se molte ricerche confermano il valore predittivo delle variabili socio- professionali sul trovare lavoro,i risultati relativi al peso delle variabili psicologiche risultano contradditori (Meyers & Houssemand, 2010; Gowan & Nassar-McMillian, 2001). Il nostro contributo intende analizzare il ruolo delle variabili psicologiche nell’utilizzo e nell’esito di servizi di outplacement basandoci sull’approccio psicosociale all’employability. Fugate e Kinicki (2008) considerano l’employability come un insieme di qualità e attitudini individuali che predispongono le persone a essere attivamente adattabili ai cambiamenti nel lavoro e influenzano la probabilità di ottenere e mantenere un lavoro. Nel loro modello concettuale i due autori hanno supposto che i disoccupati con elevata employability utilizzino con maggior assiduità i servizi di outplacement, aumentando in tal modo le loro opportunità di ricollocamento. Tuttavia l’analisi dell’employability nei lavoratori disoccupati è tuttora limitata (McArdle et al, 2007) e non ci risultano studi che indagano la relazione tra employability e intensità di utilizzo dei programmi di outplacement. Scopo del nostro contributo è di esplorare, attraverso modelli ad equazioni strutturali, l’employability (autoefficacia nella gestione cambiamenti al lavoro; proattività; capitale sociale e umano) in relazione a: l’intensità d’uso dei servizi di ricollocamento (n° incontri e partecipazione ad attività di formazione); il reinserimento lavorativo; il benessere psico-fisico. La ricerca ha coinvolto i lavoratori in mobilità del settore farmaceutico che hanno aderito a programmi di outplacement finanziati dalle aziende nell’ambito del progetto di Welfare-to-work, denominato Welfarma, realizzato tramite un accordo tra l’associazione industriale del settore e i sindacati, in collaborazione con il Ministero del lavoro. I risultati, raccolti attraverso un questionario online completato da 102 lavoratori (su 303 aderenti), mostrano che l’employability è significativamente legata allo stato di benessere psico-fisico, ma non al reimpiego che risulta influenzato da età e genere. Inoltre il livello di employability è associata all'intensità di utilizzo dei servizi attraverso la mediazione dell'occupabilità percepita e dell'utilità percepita dei servizi. Le implicazioni per la costruzione di interventi di sostegno ai lavoratori in mobilità che aderiscono a programmi di outplacement saranno discusse. Fugate, M., Kinicki, A. (2008). A dispositional approach to employability: Development of a measure and test of implications for employee reactions to organizational change. Journal of Occupational and Organizational psychology, 81, 503-527. Gowan, M.A. & Nassar-McMillian, S.C. (2001). Examination of individual differences in participation in outplacement program activities after job loss. Journal of Employment Counseling, 38, 185-196. McArdle A., Waters, L., Briscoe, J.P., Hall D.T. (2007). Employability during unemployment: Adaptability, career identity and human and social capital. Journal of Vocational Behavior, 71, 247-264 Meyers, R. & Houssemand, C. (2010). Socioprofessional and psychological variables that predict job finding. Revue européenne de psychologie appliqué, 60, 201-219.
14-ott-2011
Settore M-PSI/06 - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni
Settore SECS-S/01 - Statistica
Settore SECS-P/10 - Organizzazione Aziendale
AIP
Lavoratori in mobilità e partecipazione ai programmi di outplacement : il ruolo dell’employability / F. De Battisti, S. Gilardi, R. Riccò, E. Siletti, L. Solari. ((Intervento presentato al convegno Senso e prospettive dell'applicare : nuove declinazioni della psicologia del lavoro e dell'organizzazione tenutosi a Milano nel 2011.
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