Giovanni Testori constructed a powerful and visceral mountain imagery, in which the mountain not only takes on a geographical dimension but also becomes a theatrical, sacred and symbolic reality. This article explores the role of the mountain, which, with its spatial dimensions, its environ- mental values and its landscape values, enters Testori’s wide-ranging and articulated literary and artistic production. The presence of the mountain with its silences, its colours and its vertical proportions underlines a strong contrast with the city and with that vast and magmatic world of the urban subordinate classes living in the undergrowth of Fordist-style industrial Milan immortalised in Il dio di Roserio (1954), in the stories of Ponte della Ghisolfa (1958), in l’Arialda (1960) and in Il fabbricone (1961). The mountain shows all the expressive force of nature and thus becomes a dimension that cyclically influences both Giovanni Testori’s painting and writing.
Giovanni Testori ha costruito un immaginario montano potente e visce rale, in cui la montagna assume non solo una dimensione geografica ma diventa anche una realtà teatrale, sacra e simbolica. Il presente articolo esplora il ruolo della montagna che, con le sue dimensioni spaziali, i suoi valori ambientali e le sue valenze paesaggistiche, entra nell’ampia e artico lata produzione letteraria e artistica di Testori. La presenza della montagna con i suoi silenzi, i suoi colori e le sue proporzioni verticali sottolinea un forte contrasto con la città e con quel vasto e magmatico mondo delle classi subalterne urbane che vive nel sottobosco della Milano industriale di stampo fordista immortalata ne Il dio di Roserio (1954), nei racconti del Ponte della Ghisolfa (1958), ne L’Arialda (1960) e ne Il fabbricone (1961). La montagna mostra tutta la forza espressiva della natura e diventa pertanto una dimensione che, ciclicamente, è capace di influenzare sia la pittura sia la scrittura di Giovanni Testori.
Giovanni Testori e la Montagna: geografie visuali e forme artistiche / D. Gavinelli (CONSONANZE). - In: Ricominciare sempre da capo : Giovanni Testori scrittore plurale / [a cura di] L. Daino, M. Piotti. - Prima edizione. - [s.l] : Milano University Press, 2026. - ISBN 979-12-5510-478-0. - pp. 107-119 [10.54103/consonanze.335.c829]
Giovanni Testori e la Montagna: geografie visuali e forme artistiche
D. Gavinelli
2026
Abstract
Giovanni Testori ha costruito un immaginario montano potente e visce rale, in cui la montagna assume non solo una dimensione geografica ma diventa anche una realtà teatrale, sacra e simbolica. Il presente articolo esplora il ruolo della montagna che, con le sue dimensioni spaziali, i suoi valori ambientali e le sue valenze paesaggistiche, entra nell’ampia e artico lata produzione letteraria e artistica di Testori. La presenza della montagna con i suoi silenzi, i suoi colori e le sue proporzioni verticali sottolinea un forte contrasto con la città e con quel vasto e magmatico mondo delle classi subalterne urbane che vive nel sottobosco della Milano industriale di stampo fordista immortalata ne Il dio di Roserio (1954), nei racconti del Ponte della Ghisolfa (1958), ne L’Arialda (1960) e ne Il fabbricone (1961). La montagna mostra tutta la forza espressiva della natura e diventa pertanto una dimensione che, ciclicamente, è capace di influenzare sia la pittura sia la scrittura di Giovanni Testori.| File | Dimensione | Formato | |
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