La riduzione, in francese moderno, del sistema dei determinanti dimostrativi dai tre elementi originari (cist, cest per la prossimità; cil, cele per la distanza; ço, ce per il neutro) a un solo elemento, ce – al più rinforzato dalle particelle avverbiali ci et là – ha prodotto un’asimmetria con il corrispondente sistema italiano che non può essere senza conseguenze, tanto sul piano della didattica della lingua quanto su quello della traduzione in entrambe le direzioni (francese <-> italiano). Ad accentuare la divergenza tra le due lingue concorre, inoltre, il progressivo indebolimento dell’opposizione tra le particelle ci e là, in atto almeno nella lingua orale. Attraverso l’analisi di due corpora distinti e approcciati da due diversi punti di vista, si cercherà di mettere in luce dinamiche e conseguenze di questa asimmetria sul piano didattico e traduttivo. Per il primo aspetto, si farà ricorso a un gruppo di testi selezionati e sottoposti agli studenti, nell’ambito di due corsi di Lingua francese di diverso livello del Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazione dell’Università Statale di Milano (primo e terzo anno della triennale), dai quali appare la posizione potenzialmente ambigua del deittico ce, interpretabile in italiano come questo o quello solo sulla base del contesto, e non sempre in modo univoco. Per il secondo aspetto, si proporrà invece di osservare le conseguenze di questa stessa asimmetria sulle traduzioni di alcuni testi poetici fondamentali (in particolare, Le Cygne e L’albatros di Baudelaire, e L’infinito di Leopardi), attraverso l’analisi delle versioni che ne sono state proposte da diversi traduttori, o dallo stesso traduttore in diversi momenti. Notevole appare il fatto che in alcuni di questi casi la traduzione verso l’italiano impone di ripristinare l’evidenza di un’opposizione vicino/lontano che permane ambigua nella lingua originale, aprendo così a nuove e più raffinate interpretazioni del testo.
Spazio e tempo del deittico ce: problemi di lingua e di traduzione / G. Rossi. I corpora bilingui e le nuove tecnologie al servizio della linguistica contrastiva: russo, francese e tedesco a confronto con l’italiano Milano 2025.
Spazio e tempo del deittico ce: problemi di lingua e di traduzione
G. Rossi
2025
Abstract
La riduzione, in francese moderno, del sistema dei determinanti dimostrativi dai tre elementi originari (cist, cest per la prossimità; cil, cele per la distanza; ço, ce per il neutro) a un solo elemento, ce – al più rinforzato dalle particelle avverbiali ci et là – ha prodotto un’asimmetria con il corrispondente sistema italiano che non può essere senza conseguenze, tanto sul piano della didattica della lingua quanto su quello della traduzione in entrambe le direzioni (francese <-> italiano). Ad accentuare la divergenza tra le due lingue concorre, inoltre, il progressivo indebolimento dell’opposizione tra le particelle ci e là, in atto almeno nella lingua orale. Attraverso l’analisi di due corpora distinti e approcciati da due diversi punti di vista, si cercherà di mettere in luce dinamiche e conseguenze di questa asimmetria sul piano didattico e traduttivo. Per il primo aspetto, si farà ricorso a un gruppo di testi selezionati e sottoposti agli studenti, nell’ambito di due corsi di Lingua francese di diverso livello del Dipartimento di Lingue, Letterature, Culture e Mediazione dell’Università Statale di Milano (primo e terzo anno della triennale), dai quali appare la posizione potenzialmente ambigua del deittico ce, interpretabile in italiano come questo o quello solo sulla base del contesto, e non sempre in modo univoco. Per il secondo aspetto, si proporrà invece di osservare le conseguenze di questa stessa asimmetria sulle traduzioni di alcuni testi poetici fondamentali (in particolare, Le Cygne e L’albatros di Baudelaire, e L’infinito di Leopardi), attraverso l’analisi delle versioni che ne sono state proposte da diversi traduttori, o dallo stesso traduttore in diversi momenti. Notevole appare il fatto che in alcuni di questi casi la traduzione verso l’italiano impone di ripristinare l’evidenza di un’opposizione vicino/lontano che permane ambigua nella lingua originale, aprendo così a nuove e più raffinate interpretazioni del testo.Pubblicazioni consigliate
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