Il numero 10 di Connessioni Remote (2025) si configura come una miscellanea che nasce dalla volontà di mettere in relazione differenti ricerche interdisciplinari sulle trasformazioni dell’arte, della performance e dei media nel presente. In linea con lo sguardo che da sempre ac-compagna il progetto editoriale, i contributi raccolti interrogano le forme contemporanee del po-tere tecnologico e le possibilità di riappropriazione critica che emergono dall’arte e dall’artivismo. Uno dei nuclei centrali del fascicolo riguarda il rapporto tra piattaforme, algoritmi e agency culturale. Le piattaforme digitali vengono osservate non solo come strumenti di distri-buzione, ma come ambienti socio-tecnici che orientano visibilità, temporalità, forme di parte-cipazione e costruzione della memoria. Performance e pratiche artivistiche diventano dispositivi capaci di agire dall’interno delle infrastrutture, mettendone in crisi le logiche estrattive e aprendo spazi di resistenza simbolica, immaginazione politica e contro-narrazione.
Le forme dell’arte e dell’artivismo tra piattaforme digitali, residenze artistiche e territori / A. Monteverdi, L. Gemini. - In: CONNESSIONI REMOTE. - ISSN 2724-2722. - 2025:10(2026), pp. 1.3-1.8. [10.54103/connessioni/30665]
Le forme dell’arte e dell’artivismo tra piattaforme digitali, residenze artistiche e territori
A. MonteverdiPrimo
;
2026
Abstract
Il numero 10 di Connessioni Remote (2025) si configura come una miscellanea che nasce dalla volontà di mettere in relazione differenti ricerche interdisciplinari sulle trasformazioni dell’arte, della performance e dei media nel presente. In linea con lo sguardo che da sempre ac-compagna il progetto editoriale, i contributi raccolti interrogano le forme contemporanee del po-tere tecnologico e le possibilità di riappropriazione critica che emergono dall’arte e dall’artivismo. Uno dei nuclei centrali del fascicolo riguarda il rapporto tra piattaforme, algoritmi e agency culturale. Le piattaforme digitali vengono osservate non solo come strumenti di distri-buzione, ma come ambienti socio-tecnici che orientano visibilità, temporalità, forme di parte-cipazione e costruzione della memoria. Performance e pratiche artivistiche diventano dispositivi capaci di agire dall’interno delle infrastrutture, mettendone in crisi le logiche estrattive e aprendo spazi di resistenza simbolica, immaginazione politica e contro-narrazione.| File | Dimensione | Formato | |
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Descrizione: editoriale Connessioni remote gennaio 2026
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