This article examines the profound transformation of the European Union’s approach to data regulation, arguing that the shift from a purely protective model toward a governance-based framework centred on regulated data circulation has acquired constitutional significance. While EU data law was initially built around personal data protection as a defensive fundamental right, contemporary digital societies—shaped by platformisation and artificial intelligence—require a model that also enables the responsible use and sharing of data as a condition for the effective exercise of rights. Through a constitutional analysis of EU data legislation, the article reconstructs the evolution from Directive 95/46/EC and the GDPR to the more recent regulatory package, including the Data Governance Act, the Data Act, the European Health Data Space, and the Artificial Intelligence Act. These instruments collectively mark a paradigm shift: data circulation, including the circulation of personal and sensitive data under strict safeguards, is no longer treated merely as an economic tool, but as a structural requirement for innovation, social welfare, and the realisation of fundamental rights. The article argues that in key domains such as healthcare, education, mobility, social security, and justice, access to and interoperability of data are indispensable for ensuring substantive equality, solidarity, and effective citizenship. Regulated data circulation thus emerges as a constitutional necessity, closely linked to dignity, autonomy, democratic participation, and judicial protection. Ultimately, the European Union is portrayed as a constitutional actor in the digital sphere, moving beyond the traditional opposition between data protection and data free flow. By framing data circulation as a precondition for the effective enjoyment of rights, EU law contributes to a new “constitutional grammar” of data and to a de facto process of European constitutional integration in the digital age.

Il contributo analizza la profonda trasformazione dell’approccio dell’Unione europea alla regolazione dei dati, sostenendo che il passaggio da un modello puramente protettivo a un modello di governance fondato sulla circolazione regolata dei dati abbia assunto una vera e propria rilevanza costituzionale. Se in origine il diritto europeo dei dati era costruito intorno alla protezione dei dati personali come diritto fondamentale di tipo difensivo, le società digitali contemporanee – caratterizzate dalla diffusione delle piattaforme e dall’intelligenza artificiale – richiedono oggi un assetto che consenta anche l’uso e la condivisione responsabile dei dati come condizione per l’effettivo esercizio dei diritti. Attraverso un’analisi costituzionale dell’evoluzione della normativa europea, il saggio ricostruisce il percorso che va dalla direttiva 95/46/CE e dal GDPR fino al più recente pacchetto regolatorio, comprendente il Data Governance Act, il Data Act, lo Spazio europeo dei dati sanitari e l’Artificial Intelligence Act. Tali strumenti segnano nel loro insieme un cambiamento di paradigma: la circolazione dei dati – inclusi i dati personali e sensibili, nel rispetto di garanzie rigorose – non è più concepita solo come fattore economico, ma come requisito strutturale per l’innovazione, il welfare e la realizzazione dei diritti fondamentali. Il contributo mostra come, in settori chiave quali sanità, istruzione, mobilità, sicurezza sociale e giustizia, l’accesso e l’interoperabilità dei dati costituiscano una condizione indispensabile per garantire uguaglianza sostanziale, solidarietà e cittadinanza effettiva. La circolazione regolata dei dati emerge così come una necessità costituzionale, strettamente connessa ai principi di dignità, autonomia, partecipazione democratica e tutela giurisdizionale. In conclusione, l’Unione europea viene interpretata come un vero e proprio attore costituzionale nello spazio digitale, capace di superare la tradizionale opposizione tra protezione dei dati e loro libera circolazione. Inquadrando la circolazione dei dati come presupposto per l’effettivo godimento dei diritti, il diritto dell’Unione contribuisce a una nuova “grammatica costituzionale” dei dati e a un processo di integrazione costituzionale europea de facto nell’era digitale.

The new balance between data circulation and data protection in the Digital Single Market / M. Orofino. - In: EUROJUS. - ISSN 2384-9169. - 2025:Numero speciale(2025 Dec), pp. 44-55.

The new balance between data circulation and data protection in the Digital Single Market

M. Orofino
2025

Abstract

This article examines the profound transformation of the European Union’s approach to data regulation, arguing that the shift from a purely protective model toward a governance-based framework centred on regulated data circulation has acquired constitutional significance. While EU data law was initially built around personal data protection as a defensive fundamental right, contemporary digital societies—shaped by platformisation and artificial intelligence—require a model that also enables the responsible use and sharing of data as a condition for the effective exercise of rights. Through a constitutional analysis of EU data legislation, the article reconstructs the evolution from Directive 95/46/EC and the GDPR to the more recent regulatory package, including the Data Governance Act, the Data Act, the European Health Data Space, and the Artificial Intelligence Act. These instruments collectively mark a paradigm shift: data circulation, including the circulation of personal and sensitive data under strict safeguards, is no longer treated merely as an economic tool, but as a structural requirement for innovation, social welfare, and the realisation of fundamental rights. The article argues that in key domains such as healthcare, education, mobility, social security, and justice, access to and interoperability of data are indispensable for ensuring substantive equality, solidarity, and effective citizenship. Regulated data circulation thus emerges as a constitutional necessity, closely linked to dignity, autonomy, democratic participation, and judicial protection. Ultimately, the European Union is portrayed as a constitutional actor in the digital sphere, moving beyond the traditional opposition between data protection and data free flow. By framing data circulation as a precondition for the effective enjoyment of rights, EU law contributes to a new “constitutional grammar” of data and to a de facto process of European constitutional integration in the digital age.
Il contributo analizza la profonda trasformazione dell’approccio dell’Unione europea alla regolazione dei dati, sostenendo che il passaggio da un modello puramente protettivo a un modello di governance fondato sulla circolazione regolata dei dati abbia assunto una vera e propria rilevanza costituzionale. Se in origine il diritto europeo dei dati era costruito intorno alla protezione dei dati personali come diritto fondamentale di tipo difensivo, le società digitali contemporanee – caratterizzate dalla diffusione delle piattaforme e dall’intelligenza artificiale – richiedono oggi un assetto che consenta anche l’uso e la condivisione responsabile dei dati come condizione per l’effettivo esercizio dei diritti. Attraverso un’analisi costituzionale dell’evoluzione della normativa europea, il saggio ricostruisce il percorso che va dalla direttiva 95/46/CE e dal GDPR fino al più recente pacchetto regolatorio, comprendente il Data Governance Act, il Data Act, lo Spazio europeo dei dati sanitari e l’Artificial Intelligence Act. Tali strumenti segnano nel loro insieme un cambiamento di paradigma: la circolazione dei dati – inclusi i dati personali e sensibili, nel rispetto di garanzie rigorose – non è più concepita solo come fattore economico, ma come requisito strutturale per l’innovazione, il welfare e la realizzazione dei diritti fondamentali. Il contributo mostra come, in settori chiave quali sanità, istruzione, mobilità, sicurezza sociale e giustizia, l’accesso e l’interoperabilità dei dati costituiscano una condizione indispensabile per garantire uguaglianza sostanziale, solidarietà e cittadinanza effettiva. La circolazione regolata dei dati emerge così come una necessità costituzionale, strettamente connessa ai principi di dignità, autonomia, partecipazione democratica e tutela giurisdizionale. In conclusione, l’Unione europea viene interpretata come un vero e proprio attore costituzionale nello spazio digitale, capace di superare la tradizionale opposizione tra protezione dei dati e loro libera circolazione. Inquadrando la circolazione dei dati come presupposto per l’effettivo godimento dei diritti, il diritto dell’Unione contribuisce a una nuova “grammatica costituzionale” dei dati e a un processo di integrazione costituzionale europea de facto nell’era digitale.
circolazione dei dati; protezione dei dati personali; governance dei dati; diritti fondamentali; Data Governance Act; Data Act; intelligenza artificiale; Spazio europeo dei dati sanitari.
Settore GIUR-02/B - Diritto della navigazione e dei trasporti
   REgulatory Frameworks, Equity/neutrality, experimental facilities, and user peRception of technology in Emerging Networks and Services (REFERENCES)
   REFERENCES
   POLITECNICO DI BARI
   codice PE00000001
dic-2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/1210057
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