Primary care in Italy has been in crisis for many years and is significantly lagging behind other European countries. Reform projects for primary care were proposed in the recent past (in 2007 and 2012) but were ultimately disregarded. This article reconstructs the evolution of primary care in Italy from its introduction in 1943 to the present day, through: 1. an analysis of the contractual agreements between medical unions, Inam, and the government; 2. the division of medical roles and the creation of new medical profiles; 3. the primary care statistics; 4. the difficult development of new organizational forms (such as group practices and health homes); 5. a comparison with self-employment and employment models in primary care in other European countries (France, Germany, the United Kingdom, Finland, Spain); 6. the functioning of multi-professional teams in some European countries and Italian regions. Important lessons may be drawn from this review. With investments planned through the Nrrp (2 billion euros under M6.C1) and the recent ministerial decree 77/2022, Italy stands on the verge of profound changes in primary care. However, for these changes to take effect, they must be incorporated into collective agreements – signed or to be signed – between the government and medical unions, and implemented by regions and local health enterprises. The conclusion offers some short- and long-term proposals. Key words. Primary health care in Italy, general practitioner, family doctor, health homes in Italy, community homes in Italy, self-employment, employment status of Gps.

La medicina di base in Italia è in crisi da molti anni e in grave ritardo rispetto ad altri paesi europei. Progetti di riforma dell’assistenza primaria sono stati proposti nel recente passato (nel 2007 e 2012), ma sono sempre stati disattesi. In questo articolo si ricostruisce l’evoluzione dell’assistenza primaria da quando fu introdotta nel 1943 ad oggi attraverso: 1. l’analisi degli accordi contrattuali tra i sindacati medici, l’Inam e lo Stato; 2. la divisione dei ruoli e la creazione di nuove figure mediche; 3. l’evoluzione numerica dei medici di assistenza territoriale; 4. l’emergere difficile di nuove forme organizzative (medicina di gruppo, case della salute); 5. il confronto con i modelli libero-professionale o di dipendenza di altri paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Finlandia, Spagna); 6. il funzionamento delle strutture multiprofessionali in alcuni paesi europei e regioni italiane. Da questa rassegna possono scaturire importanti insegnamenti per il nostro paese. L’Italia, con gli investimenti previsti dal Pnrr (2 miliardi nella M6.C1) e con il recente d.m. 77/2022 è alla vigilia di profondi cambiamenti nell’assistenza primaria. Ma perché si realizzino, devono confluire negli accordi collettivi, firmati o da firmare tra lo Stato e i sindacati medici, e trovare attuazione da parte delle regioni e delle Asl. Nelle conclusioni vengono avanzate alcune proposte di breve e di lungo periodo.

L’assistenza primaria in Italia (1943-2023): dal medico generico alle case della comunità / V. Mapelli. - In: POLITICHE SANITARIE. - ISSN 1590-069X. - 25:3-4(2024 Dec), pp. 57-85. [10.1706/4380.43776]

L’assistenza primaria in Italia (1943-2023): dal medico generico alle case della comunità

V. Mapelli
Primo
2024

Abstract

Primary care in Italy has been in crisis for many years and is significantly lagging behind other European countries. Reform projects for primary care were proposed in the recent past (in 2007 and 2012) but were ultimately disregarded. This article reconstructs the evolution of primary care in Italy from its introduction in 1943 to the present day, through: 1. an analysis of the contractual agreements between medical unions, Inam, and the government; 2. the division of medical roles and the creation of new medical profiles; 3. the primary care statistics; 4. the difficult development of new organizational forms (such as group practices and health homes); 5. a comparison with self-employment and employment models in primary care in other European countries (France, Germany, the United Kingdom, Finland, Spain); 6. the functioning of multi-professional teams in some European countries and Italian regions. Important lessons may be drawn from this review. With investments planned through the Nrrp (2 billion euros under M6.C1) and the recent ministerial decree 77/2022, Italy stands on the verge of profound changes in primary care. However, for these changes to take effect, they must be incorporated into collective agreements – signed or to be signed – between the government and medical unions, and implemented by regions and local health enterprises. The conclusion offers some short- and long-term proposals. Key words. Primary health care in Italy, general practitioner, family doctor, health homes in Italy, community homes in Italy, self-employment, employment status of Gps.
La medicina di base in Italia è in crisi da molti anni e in grave ritardo rispetto ad altri paesi europei. Progetti di riforma dell’assistenza primaria sono stati proposti nel recente passato (nel 2007 e 2012), ma sono sempre stati disattesi. In questo articolo si ricostruisce l’evoluzione dell’assistenza primaria da quando fu introdotta nel 1943 ad oggi attraverso: 1. l’analisi degli accordi contrattuali tra i sindacati medici, l’Inam e lo Stato; 2. la divisione dei ruoli e la creazione di nuove figure mediche; 3. l’evoluzione numerica dei medici di assistenza territoriale; 4. l’emergere difficile di nuove forme organizzative (medicina di gruppo, case della salute); 5. il confronto con i modelli libero-professionale o di dipendenza di altri paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito, Finlandia, Spagna); 6. il funzionamento delle strutture multiprofessionali in alcuni paesi europei e regioni italiane. Da questa rassegna possono scaturire importanti insegnamenti per il nostro paese. L’Italia, con gli investimenti previsti dal Pnrr (2 miliardi nella M6.C1) e con il recente d.m. 77/2022 è alla vigilia di profondi cambiamenti nell’assistenza primaria. Ma perché si realizzino, devono confluire negli accordi collettivi, firmati o da firmare tra lo Stato e i sindacati medici, e trovare attuazione da parte delle regioni e delle Asl. Nelle conclusioni vengono avanzate alcune proposte di breve e di lungo periodo.
assistenza primaria; medici di base; medici di medicina generale; case della salute; case della comunità; libera professione; dipendenza dei Mmg; primary health care in Italy; general practitioner; family doctor; health homes in Italy; community homes in Italy; self-employment; employment status of Gps;
Settore ECON-02/A - Politica economica
dic-2024
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