Il PNRR destina ingenti finanziamenti per la costituzione delle “Case di Comunità” (CdC), strutture sanitarie promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi sociali e d’integrazione sociosanitaria (è previ-sta l’attivazione di 1.288 CdC entro la metà del 2026, sul territorio nazionale). Tali strutture sono state diversamente declinate nelle Regioni italiane, ma sembrano accomunate dalla presenza di infermieri di comunità, medici di medicina generale e pediatri di base. Benché non sia ancora chiaro come i medici saranno coinvolti, alcune CdC sono già state aperte sul territorio nazionale, reclutando i primi infermieri. Infatti, la figura chiave delle CdC sarà l’infermiere, responsabile dei processi assistenziali di famiglia e comunità. Nello specifico, questa figura si dovrà occupare del coordinamento dell’assistenza, con particolare attenzione ai malati cronici. L’assistenza a questi ultimi è impensabile senza l’attivazione di interventi “educativi” ad hoc, al paziente e al caregiver. Emergono quindi nuovi bisogni formativi dell’infermiere di famiglia/comunità, con particola-re attenzione alle attività di educazione del paziente che questa figura sarà chiamata a svolgere.

La costituzione delle "Case di Comunità" prevista dal PNRR e i nuovi bisogni formativi dei professionisti dell'assistenza / L. Zannini (SOCIETÀ ITALIANA DI PEDAGOGIA). - In: Sistemi educativi, orientamento, lavoro / [a cura di] M. Fabbri, P. Malavasi, A. Rosa, I. Vannini. - [s.l] : Pensa Multimedia, 2023. - ISBN 979-12-5568-059-8. - pp. 1165-1168 (( convegno Convegno Nazionale SIPED tenutosi a Bologna nel 2023.

La costituzione delle "Case di Comunità" prevista dal PNRR e i nuovi bisogni formativi dei professionisti dell'assistenza

L. Zannini
Primo
2023

Abstract

Il PNRR destina ingenti finanziamenti per la costituzione delle “Case di Comunità” (CdC), strutture sanitarie promotrici di un modello di intervento multidisciplinare, nonché luoghi privilegiati per la progettazione di interventi sociali e d’integrazione sociosanitaria (è previ-sta l’attivazione di 1.288 CdC entro la metà del 2026, sul territorio nazionale). Tali strutture sono state diversamente declinate nelle Regioni italiane, ma sembrano accomunate dalla presenza di infermieri di comunità, medici di medicina generale e pediatri di base. Benché non sia ancora chiaro come i medici saranno coinvolti, alcune CdC sono già state aperte sul territorio nazionale, reclutando i primi infermieri. Infatti, la figura chiave delle CdC sarà l’infermiere, responsabile dei processi assistenziali di famiglia e comunità. Nello specifico, questa figura si dovrà occupare del coordinamento dell’assistenza, con particolare attenzione ai malati cronici. L’assistenza a questi ultimi è impensabile senza l’attivazione di interventi “educativi” ad hoc, al paziente e al caregiver. Emergono quindi nuovi bisogni formativi dell’infermiere di famiglia/comunità, con particola-re attenzione alle attività di educazione del paziente che questa figura sarà chiamata a svolgere.
Case di comunità; Bisogni formativi dei professionisti della cura; educazione del paziente; malattia cronico-degenerativa; patient teaching
Settore M-PED/01 - Pedagogia Generale e Sociale
2023
https://www.siped.it/wp-content/uploads/2023/11/2023-11-21-Siped-Convegno-Nazionale-Bologna-Atti-Plenaria-e-Parallele-Definitivo.pdf
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