Il lavoro analizza una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha dichiarato la non violazione dell'equità processuale di un procedimento nel cui ambito era stata utilizzata una prova ottenuta mediante trattamenti inumani e degradanti perpetrati dalla polizia nei confronti del ricorrente (C. EDU, sez. II, sent. 26 gennaio 2021, Zličić c. Serbia), soffermandosi sull'introduzione - nell'ordinamento interno - del comma 2-bis dell'art. 191 c.p.p.

Prova ottenuta attraverso trattamenti inumani e degradanti ed equità processuale / G. Caneschi. - In: RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO E PROCEDURA PENALE. - ISSN 0557-1391. - 2021:2(2021), pp. 731-737.

Prova ottenuta attraverso trattamenti inumani e degradanti ed equità processuale

G. Caneschi
2021

Abstract

Il lavoro analizza una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha dichiarato la non violazione dell'equità processuale di un procedimento nel cui ambito era stata utilizzata una prova ottenuta mediante trattamenti inumani e degradanti perpetrati dalla polizia nei confronti del ricorrente (C. EDU, sez. II, sent. 26 gennaio 2021, Zličić c. Serbia), soffermandosi sull'introduzione - nell'ordinamento interno - del comma 2-bis dell'art. 191 c.p.p.
prova; equità processuale; corte europea dei diritti dell'uomo
Settore IUS/16 - Diritto Processuale Penale
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