Migration processes along with globalization and European unification path, generated a “new linguistic issue” which is deeply modifying the speakers’ perceptions of the varieties of language. In 1980’s the configuration of prejudice distributed hierarchically the national standard, region varieties and dialects (Baroni 1983; Galli de’ Paratesi 1984; Volkart Rey 1990); today it has changed as revealed by Laura Di Ferrante’s survey that used matched guise technique (Lambert et alii 1960) to analyse a motivated sample of students and teachers of six schools in Roma, Milano and Napoli. The linguistic prestige is more and more clearly and strongly linked to English language, while new stigmas are being defined around interlanguages generated by the contact of Italian with as many as 150 languages spoken by more than 3.5 millions immigrants (Caritas 2007). The data on evaluation and attitudes (Allport, 1935) should be taken into account in profiling education curricula and political, programmatic actions, if they need to comply with the principles of the Universal Declaration of Linguistic Rights (1996). The risk is that today’s unbalances and conflicts “of language and culture” caused by differences in status might «distort perceptions of the value of languages and give rise to hierarchical linguistic attitudes which undermine the language loyalty of speakers». The question is that the recognition of exotic languages (Banfi-Iannaccaro 2006) cannot be faced without any reference to the definition of identity emerging from the national language and the other languages spoken in the country (Habermas e Taylor 1998; Givón 2005). The difference will be determined in the future among countries that will adopt biasbusters policies vs bias shocked policies

La nuovissima questione della lingua (Vedovelli 2001; Catricalà 2007) che si è riconfigurata all’interno del nostro paese per effetto dei processi migratori, della globalizzazione e dell’unificazione europea sta modificando profondamente la percezione (Preston 1999) delle varietà da parte dei parlanti. L’asse del pregiudizio, che negli anni ‘80 si configurava rispetto allo standard con una distribuzione scalare degli italiani regionali e dei dialetti (Baroni 1983; Galli de’ Paratesi 1984; Volkart Rey 1990) risulta ora diverso, come dimostra una specifica inchiesta di matched guise (Lambert et alii 1960) svolta da Laura Di Ferrante su un campione qualitativamente motivato di studenti delle scuole di Roma, Napoli e Milano. Da una parte, infatti, al prestigio viene sempre più spesso collegato l’inglese e, dall’altra, nuovi stigmi si stanno definendo intorno alle interlingue generate dal contatto con i differenti 150 idiomi utilizzati dagli oltre tre milioni e mezzo d’immigrati (Caritas 2007). I dati emersi sulla valutazione (così come definita da Weinreich – Labov – Herzog 1968, in poi) e gli atteggiamenti (Allport 1935), andrebbero considerati con particolare attenzione nel profilare curricula formativi e interventi politico-programmatici adeguati ai principi della Dichiarazione universale sui diritti linguistici (1996). Si rischia altrimenti che gli attuali squilibri e conflitti "di lingua e di cultura" dovuti alle differenze di status «implichino [...] una distorsione nella percezione del valore delle lingue e la comparsa d’attitudini linguistiche gerarchizzanti che intaccano la lealtà linguistica dei locutori» (Dichiarazione universale sui diritti linguistici 1996). Il problema è che il riconoscimento delle lingue esotiche (Banfi- Iannàccaro 2006) non può essere affrontato anche in questo caso separatamente da quello della definizione identitaria delle eteroglossie interne e della stessa lingua nazionale (Habermas e Taylor 1998; Givón, 2005). Nella comunicazione, in cui si illustreranno i più significativi risultati dell’indagine, si prenderanno in esame differenti ipotesi di intervento mirati a evitare o rimuovere i nuovi stereotipi emergenti. Non esistendo un’unica strategia risolutiva, è necessario confrontare differenti proposte e analizzare le conseguenze di ciascuna all’interno del modello che, da quello monolinguistico statuale a quello eterogeneo del melting pot, si intende privilegiare.

Pregiudizi in movimento: un'inchiesta di matched guise in Italia e i biasbusters / M. Catricalà, L. Di Ferrante - In: Les droits linguistiques: droit à la reconnaissance droit à la formation / [a cura di] G. Agresti, F. Bienkowski. - Roma : Aracne, 2010. - ISBN 9788854832398. - pp. 241-257 (( Intervento presentato al 2. convegno Deuxièmes journées des droits linguistiques tenutosi a Teramo nel 2008.

Pregiudizi in movimento: un'inchiesta di matched guise in Italia e i biasbusters

L. Di Ferrante
2010

Abstract

La nuovissima questione della lingua (Vedovelli 2001; Catricalà 2007) che si è riconfigurata all’interno del nostro paese per effetto dei processi migratori, della globalizzazione e dell’unificazione europea sta modificando profondamente la percezione (Preston 1999) delle varietà da parte dei parlanti. L’asse del pregiudizio, che negli anni ‘80 si configurava rispetto allo standard con una distribuzione scalare degli italiani regionali e dei dialetti (Baroni 1983; Galli de’ Paratesi 1984; Volkart Rey 1990) risulta ora diverso, come dimostra una specifica inchiesta di matched guise (Lambert et alii 1960) svolta da Laura Di Ferrante su un campione qualitativamente motivato di studenti delle scuole di Roma, Napoli e Milano. Da una parte, infatti, al prestigio viene sempre più spesso collegato l’inglese e, dall’altra, nuovi stigmi si stanno definendo intorno alle interlingue generate dal contatto con i differenti 150 idiomi utilizzati dagli oltre tre milioni e mezzo d’immigrati (Caritas 2007). I dati emersi sulla valutazione (così come definita da Weinreich – Labov – Herzog 1968, in poi) e gli atteggiamenti (Allport 1935), andrebbero considerati con particolare attenzione nel profilare curricula formativi e interventi politico-programmatici adeguati ai principi della Dichiarazione universale sui diritti linguistici (1996). Si rischia altrimenti che gli attuali squilibri e conflitti "di lingua e di cultura" dovuti alle differenze di status «implichino [...] una distorsione nella percezione del valore delle lingue e la comparsa d’attitudini linguistiche gerarchizzanti che intaccano la lealtà linguistica dei locutori» (Dichiarazione universale sui diritti linguistici 1996). Il problema è che il riconoscimento delle lingue esotiche (Banfi- Iannàccaro 2006) non può essere affrontato anche in questo caso separatamente da quello della definizione identitaria delle eteroglossie interne e della stessa lingua nazionale (Habermas e Taylor 1998; Givón, 2005). Nella comunicazione, in cui si illustreranno i più significativi risultati dell’indagine, si prenderanno in esame differenti ipotesi di intervento mirati a evitare o rimuovere i nuovi stereotipi emergenti. Non esistendo un’unica strategia risolutiva, è necessario confrontare differenti proposte e analizzare le conseguenze di ciascuna all’interno del modello che, da quello monolinguistico statuale a quello eterogeneo del melting pot, si intende privilegiare.
Migration processes along with globalization and European unification path, generated a “new linguistic issue” which is deeply modifying the speakers’ perceptions of the varieties of language. In 1980’s the configuration of prejudice distributed hierarchically the national standard, region varieties and dialects (Baroni 1983; Galli de’ Paratesi 1984; Volkart Rey 1990); today it has changed as revealed by Laura Di Ferrante’s survey that used matched guise technique (Lambert et alii 1960) to analyse a motivated sample of students and teachers of six schools in Roma, Milano and Napoli. The linguistic prestige is more and more clearly and strongly linked to English language, while new stigmas are being defined around interlanguages generated by the contact of Italian with as many as 150 languages spoken by more than 3.5 millions immigrants (Caritas 2007). The data on evaluation and attitudes (Allport, 1935) should be taken into account in profiling education curricula and political, programmatic actions, if they need to comply with the principles of the Universal Declaration of Linguistic Rights (1996). The risk is that today’s unbalances and conflicts “of language and culture” caused by differences in status might «distort perceptions of the value of languages and give rise to hierarchical linguistic attitudes which undermine the language loyalty of speakers». The question is that the recognition of exotic languages (Banfi-Iannaccaro 2006) cannot be faced without any reference to the definition of identity emerging from the national language and the other languages spoken in the country (Habermas e Taylor 1998; Givón 2005). The difference will be determined in the future among countries that will adopt biasbusters policies vs bias shocked policies
diritti linguistici; pregiudizi; matched guise
Settore L-LIN/01 - Glottologia e Linguistica
Settore M-PSI/05 - Psicologia Sociale
Settore M-FIL/05 - Filosofia e Teoria dei Linguaggi
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