The present research was born with the objective of evaluating the impact that the economic and social resources of the parties had on the criminal proceedings celebrated by the court of podestà in Vercelli, and the effects that belonging to a certain social segment could have on the physiognomy and the quality of the crimes committed, both in the city and in the surrounding countryside. These questions led the analysis to focus on the judicial documentation produced in the city between the seventies of the fourteenth century and the forties of the following century, using it as a lens for observing the society of the time, and the conflicts within it once brought to the benches of the city judges. Based on the direction given to the research, the spectrum of investigation was then widened to include notarial sources and the acts of the city council, with the intention of gathering as much information as possible on the subjects involved in the different phases of the judicial dispute. Thanks to the data collected, a database was created containing the personal profiles of about 3000 individuals, from the city and the villages of the countryside, who appeared in court as both suspects and victims. In order to fully understand the social aspects of public justice, the reflection has, at first, focused on the ambivalent role assumed by the process, on the one hand as a device of legitimation of power, and on the other as a tool available to the parties for the management of conflict. The ways in which social background, available capital and networks of personal acquaintances could impact on criminal practices, influencing the trial skills of the subjects involved and, consequently, the final judgment of the city magistrates, have than been analyzed. Private individuals, in fact, had at their disposal a wide range of solutions to try to obtain justice, but the clientelistic and financial resources in their possession could prove decisive in choosing which delatory channel to exploit. After the start of the investigation, the social extraction of the suspects or actors was able to considerably influence the procedural strategy adopted by them, allowing them to exploit the time extensions granted by the notice to obtain an advantage in the judicial dispute; for instance, turning to a prosecutor for the formulation of the defense and to avoid, if possible, ending up under torture. After framing the procedural schemes and their sensitivity to the socio-economic resources of the parties, a section was devoted to the subjects that moved around the court bench. The recruitment channels and the social extraction of both the seigniorial officials and those of local appointment have therefore been studied, and attention has been devoted to those figures who, after being introduced into the dispute by the parties, intervened in the process, as guarantors, to prevent it from clogging, or, as attorneys, to consciously try to block it. Finally, a reading of delinquency from a social point of view has been proposed to highlight the incidence of the most debated criminal categories in the different social contexts. The guidelines of both physical and verbal offenses, thefts and subversive actions, have therefore been analyzed, focusing on the protagonists of violent actions and on how the belonging to different social segments could impact the forms assumed by the assaults. The image returned by the judicial papers is that of a lively community, crossed by continuous tensions, where the networks of personal acquaintances and the degree of insertion in the community, as well as the economic resources available, weighed considerably on the management of the dispute before the city authorities and on the forms through which this conflict could be expressed.

La presente ricerca nasce con l’obiettivo di valutare l’impatto che ebbero, sui procedimenti penali celebrati dal tribunale podestarile di Vercelli, le risorse economico-sociali in possesso delle parti e quali effetti potesse avere l’appartenenza a un determinato segmento sociale sulla fisionomia e sulla qualità dei reati commessi, tanto in città quanto nelle località del contado. Questi interrogativi hanno portato l’analisi a concentrarsi sulla documentazione giudiziaria prodotta nella città eusebiana fra gli anni Settanta del Trecento e i Quaranta del secolo successivo, sfruttandola come lente d’osservazione della società del tempo, e dei conflitti interni ad essa una volta portati sui banchi dei giudici cittadini. In base all’indirizzo dato alla ricerca si è poi allargato lo spettro d’indagine alle fonti notarili e agli atti del consiglio cittadino, con l’intento di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sui soggetti coinvolti nelle diverse fasi della disputa giudiziale. Grazie ai dati raccolti è stato così realizzato un database contenente i profili personali di circa 3000 individui, provenienti dall’ambiente cittadino e dai borghi del contado e comparsi in tribunale in qualità sia di indagati sia di vittime. Per poter comprendere a fondo gli aspetti sociali della giustizia pubblica, la riflessione ha interessato, in un primo momento, il ruolo ambivalente assunto dal processo, da una parte, quale dispositivo di legittimazione del potere, dall’altro, quale strumento a disposizione delle parti per la gestione del conflitto. Si sono quindi analizzate le modalità attraverso cui l’estrazione sociale, i capitali a disposizione e le reti di conoscenze personali potevano impattare sulle pratiche penali, influenzando le capacità processuali dei soggetti coinvolti e, di conseguenza, il giudizio finale delle magistrature cittadine. I privati avevano infatti a disposizione un ampio ventaglio di soluzioni per tentare di ottenere giustizia, ma le risorse clientelari e finanziarie in loro possesso potevano rivelarsi decisive per scegliere quale canale delatorio sfruttare. Successivamente all’avvio dell’inchiesta, l’estrazione sociale degli indagati o degli attori era in grado di influenzare notevolmente la strategia processuale da loro adottata, consentendo a essi di sfruttare le dilatazioni temporali concesse dal bando per ottenere un vantaggio nella disputa giudiziaria, rivolgendosi ad esempio a un procuratore per la formulazione delle difese e per evitare, se possibile, di finire sotto tortura. Dopo aver inquadrato gli schemi procedurali e la loro sensibilità alle risorse socio- economiche delle parti, una sezione è stata dedicata ai soggetti che si muovevano attorno al banco di giustizia. Si sono quindi studiati i canali di reclutamento e l’estrazione sociale sia degli officiali signorili sia di quelli di nomina locale, per poi dedicare attenzione a quelle figure che, dopo essere state introdotte nella contesa dalle parti, intervenivano nel processo, in veste di fideiussori, per evitare che si ingolfasse, oppure, come procuratori, per cercare consapevolmente di bloccarlo. Infine, è stata proposta una lettura della criminalità in chiave sociale, nel tentativo di evidenziare l’incidenza delle categorie delittuose maggiormente dibattute nei diversi contesti sociali. Si sono quindi analizzate le direttrici delle offese, sia fisiche sia verbali, dei furti e delle azioni sovversive, focalizzando l’analisi sui protagonisti delle azioni violente e su come l’appartenenza a diversi segmenti sociali potesse impattare sulle forme assunte dagli assalti. L’immagine restituita dalle carte giudiziarie e quella di una comunità viva, attraversata da continue tensioni, dove le reti di conoscenze personali e il grado di inserimento nella comunità, nonché le risorse economiche a disposizione, pesavano notevolmente sulla gestione della disputa davanti alle autorità cittadine e sulle forme attraverso cui questa conflittualità poteva esprimersi.

L'IMPATTO SOCIALE. I PROTAGONISTI DELLE PRATICHE GIUDIZIARIE A VERCELLI FRA XIV E XV SECOLO / L. Campisi ; tutor: B.G.M. Del Bo, M.N. Covini ; coordinatore: M. Soresina. - : . Dipartimento di Studi Storici, 2022. ((34. ciclo, Anno Accademico 2021.

L'IMPATTO SOCIALE. I PROTAGONISTI DELLE PRATICHE GIUDIZIARIE A VERCELLI FRA XIV E XV SECOLO

L. Campisi;;;;;;;;;;
2022-09-08

Abstract

La presente ricerca nasce con l’obiettivo di valutare l’impatto che ebbero, sui procedimenti penali celebrati dal tribunale podestarile di Vercelli, le risorse economico-sociali in possesso delle parti e quali effetti potesse avere l’appartenenza a un determinato segmento sociale sulla fisionomia e sulla qualità dei reati commessi, tanto in città quanto nelle località del contado. Questi interrogativi hanno portato l’analisi a concentrarsi sulla documentazione giudiziaria prodotta nella città eusebiana fra gli anni Settanta del Trecento e i Quaranta del secolo successivo, sfruttandola come lente d’osservazione della società del tempo, e dei conflitti interni ad essa una volta portati sui banchi dei giudici cittadini. In base all’indirizzo dato alla ricerca si è poi allargato lo spettro d’indagine alle fonti notarili e agli atti del consiglio cittadino, con l’intento di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sui soggetti coinvolti nelle diverse fasi della disputa giudiziale. Grazie ai dati raccolti è stato così realizzato un database contenente i profili personali di circa 3000 individui, provenienti dall’ambiente cittadino e dai borghi del contado e comparsi in tribunale in qualità sia di indagati sia di vittime. Per poter comprendere a fondo gli aspetti sociali della giustizia pubblica, la riflessione ha interessato, in un primo momento, il ruolo ambivalente assunto dal processo, da una parte, quale dispositivo di legittimazione del potere, dall’altro, quale strumento a disposizione delle parti per la gestione del conflitto. Si sono quindi analizzate le modalità attraverso cui l’estrazione sociale, i capitali a disposizione e le reti di conoscenze personali potevano impattare sulle pratiche penali, influenzando le capacità processuali dei soggetti coinvolti e, di conseguenza, il giudizio finale delle magistrature cittadine. I privati avevano infatti a disposizione un ampio ventaglio di soluzioni per tentare di ottenere giustizia, ma le risorse clientelari e finanziarie in loro possesso potevano rivelarsi decisive per scegliere quale canale delatorio sfruttare. Successivamente all’avvio dell’inchiesta, l’estrazione sociale degli indagati o degli attori era in grado di influenzare notevolmente la strategia processuale da loro adottata, consentendo a essi di sfruttare le dilatazioni temporali concesse dal bando per ottenere un vantaggio nella disputa giudiziaria, rivolgendosi ad esempio a un procuratore per la formulazione delle difese e per evitare, se possibile, di finire sotto tortura. Dopo aver inquadrato gli schemi procedurali e la loro sensibilità alle risorse socio- economiche delle parti, una sezione è stata dedicata ai soggetti che si muovevano attorno al banco di giustizia. Si sono quindi studiati i canali di reclutamento e l’estrazione sociale sia degli officiali signorili sia di quelli di nomina locale, per poi dedicare attenzione a quelle figure che, dopo essere state introdotte nella contesa dalle parti, intervenivano nel processo, in veste di fideiussori, per evitare che si ingolfasse, oppure, come procuratori, per cercare consapevolmente di bloccarlo. Infine, è stata proposta una lettura della criminalità in chiave sociale, nel tentativo di evidenziare l’incidenza delle categorie delittuose maggiormente dibattute nei diversi contesti sociali. Si sono quindi analizzate le direttrici delle offese, sia fisiche sia verbali, dei furti e delle azioni sovversive, focalizzando l’analisi sui protagonisti delle azioni violente e su come l’appartenenza a diversi segmenti sociali potesse impattare sulle forme assunte dagli assalti. L’immagine restituita dalle carte giudiziarie e quella di una comunità viva, attraversata da continue tensioni, dove le reti di conoscenze personali e il grado di inserimento nella comunità, nonché le risorse economiche a disposizione, pesavano notevolmente sulla gestione della disputa davanti alle autorità cittadine e sulle forme attraverso cui questa conflittualità poteva esprimersi.
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
DEL BO, BEATRICE GIOVANNA MARIA
SORESINA, MARCO
The present research was born with the objective of evaluating the impact that the economic and social resources of the parties had on the criminal proceedings celebrated by the court of podestà in Vercelli, and the effects that belonging to a certain social segment could have on the physiognomy and the quality of the crimes committed, both in the city and in the surrounding countryside. These questions led the analysis to focus on the judicial documentation produced in the city between the seventies of the fourteenth century and the forties of the following century, using it as a lens for observing the society of the time, and the conflicts within it once brought to the benches of the city judges. Based on the direction given to the research, the spectrum of investigation was then widened to include notarial sources and the acts of the city council, with the intention of gathering as much information as possible on the subjects involved in the different phases of the judicial dispute. Thanks to the data collected, a database was created containing the personal profiles of about 3000 individuals, from the city and the villages of the countryside, who appeared in court as both suspects and victims. In order to fully understand the social aspects of public justice, the reflection has, at first, focused on the ambivalent role assumed by the process, on the one hand as a device of legitimation of power, and on the other as a tool available to the parties for the management of conflict. The ways in which social background, available capital and networks of personal acquaintances could impact on criminal practices, influencing the trial skills of the subjects involved and, consequently, the final judgment of the city magistrates, have than been analyzed. Private individuals, in fact, had at their disposal a wide range of solutions to try to obtain justice, but the clientelistic and financial resources in their possession could prove decisive in choosing which delatory channel to exploit. After the start of the investigation, the social extraction of the suspects or actors was able to considerably influence the procedural strategy adopted by them, allowing them to exploit the time extensions granted by the notice to obtain an advantage in the judicial dispute; for instance, turning to a prosecutor for the formulation of the defense and to avoid, if possible, ending up under torture. After framing the procedural schemes and their sensitivity to the socio-economic resources of the parties, a section was devoted to the subjects that moved around the court bench. The recruitment channels and the social extraction of both the seigniorial officials and those of local appointment have therefore been studied, and attention has been devoted to those figures who, after being introduced into the dispute by the parties, intervened in the process, as guarantors, to prevent it from clogging, or, as attorneys, to consciously try to block it. Finally, a reading of delinquency from a social point of view has been proposed to highlight the incidence of the most debated criminal categories in the different social contexts. The guidelines of both physical and verbal offenses, thefts and subversive actions, have therefore been analyzed, focusing on the protagonists of violent actions and on how the belonging to different social segments could impact the forms assumed by the assaults. The image returned by the judicial papers is that of a lively community, crossed by continuous tensions, where the networks of personal acquaintances and the degree of insertion in the community, as well as the economic resources available, weighed considerably on the management of the dispute before the city authorities and on the forms through which this conflict could be expressed.
giustizia criminale; società medievale; prassi giudiziaria; gestione dei conflitti; Basso Medioevo; Vercelli; Visconti
Settore M-STO/01 - Storia Medievale
L'IMPATTO SOCIALE. I PROTAGONISTI DELLE PRATICHE GIUDIZIARIE A VERCELLI FRA XIV E XV SECOLO / L. Campisi ; tutor: B.G.M. Del Bo, M.N. Covini ; coordinatore: M. Soresina. - : . Dipartimento di Studi Storici, 2022. ((34. ciclo, Anno Accademico 2021.
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