By working with materials and devices from the era of reproducibility (and often even with the "residues" of the cultural industry) hauntological music positions itself as a practice which is both expressive and "theoretical". In this sense, it shares the projectuality of art music, combined with specific elements that characterize the hauntological aural imprint. Starting from the conceptualization of the theme of hauntology in the context of postmodernism, the end of the avant gardes and the proliferation of nostalgia and retromania, this paper presents an analysis of musical hauntology, identifying both design aspects and process aspects employed in the creation of "ghostlike" sound works, in which multiple temporal levels are unraveled. By examining several case studies and sifting through existing literature, we highlight some critical issues in the previously proposed theories and categorizations. Finally, we proceed to the identification of a hauntological musical praxis. Recurring timbral and stylistic elements are listed, reviewed and discussed in both their formal characteristics and in the role they play within the hauntological mechanism.

La musica hauntologica, lavorando con materiali e dispositivi propri dell’era della riproducibilità e talvolta anche con i “residui” dell’industria culturale, si connota come pratica artistica anche fortemente “teorica” e, in questo senso condivide la progettualità della musica “d’arte”, coniugata a pratiche che ne caratterizzano l’impronta aurale. Partendo dalla concettualizzazione del tema della hauntology nel contesto del postmoderno, della fine delle avanguardie, della nostalgia e della retromania, l’articolo presenta un’analisi della hauntologia musicale individuando aspetti progettuali e processuali nella creazione di opere sonore “fantasmatiche”, in cui sembrano dipanarsi livelli temporali multipli. Esaminando diversi casi di studio e vagliando la letteratura esistente, si evidenziano alcune criticità nelle teorie e categorizzazioni precedentemente proposte. Si procede quindi all’individuazione di una prassi musicale hauntologica e si presentano elementi timbrici e stilistici ricorrenti di cui si cerca di fornire una rassegna ragionata.

Il progetto della hauntology: forme e pratiche dell’artefatto musicale in un presente nostalgico / G. Bottin. - In: RIVISTA DI ANALISI E TEORIA MUSICALE. - ISSN 1724-238X. - 2022:1(2022), pp. 103-136.

Il progetto della hauntology: forme e pratiche dell’artefatto musicale in un presente nostalgico

G. Bottin
2022

Abstract

La musica hauntologica, lavorando con materiali e dispositivi propri dell’era della riproducibilità e talvolta anche con i “residui” dell’industria culturale, si connota come pratica artistica anche fortemente “teorica” e, in questo senso condivide la progettualità della musica “d’arte”, coniugata a pratiche che ne caratterizzano l’impronta aurale. Partendo dalla concettualizzazione del tema della hauntology nel contesto del postmoderno, della fine delle avanguardie, della nostalgia e della retromania, l’articolo presenta un’analisi della hauntologia musicale individuando aspetti progettuali e processuali nella creazione di opere sonore “fantasmatiche”, in cui sembrano dipanarsi livelli temporali multipli. Esaminando diversi casi di studio e vagliando la letteratura esistente, si evidenziano alcune criticità nelle teorie e categorizzazioni precedentemente proposte. Si procede quindi all’individuazione di una prassi musicale hauntologica e si presentano elementi timbrici e stilistici ricorrenti di cui si cerca di fornire una rassegna ragionata.
By working with materials and devices from the era of reproducibility (and often even with the "residues" of the cultural industry) hauntological music positions itself as a practice which is both expressive and "theoretical". In this sense, it shares the projectuality of art music, combined with specific elements that characterize the hauntological aural imprint. Starting from the conceptualization of the theme of hauntology in the context of postmodernism, the end of the avant gardes and the proliferation of nostalgia and retromania, this paper presents an analysis of musical hauntology, identifying both design aspects and process aspects employed in the creation of "ghostlike" sound works, in which multiple temporal levels are unraveled. By examining several case studies and sifting through existing literature, we highlight some critical issues in the previously proposed theories and categorizations. Finally, we proceed to the identification of a hauntological musical praxis. Recurring timbral and stylistic elements are listed, reviewed and discussed in both their formal characteristics and in the role they play within the hauntological mechanism.
hauntology; sonic spectres; composition as project and process; phonographic art; sound archeology; nostalgia
Settore L-ART/07 - Musicologia e Storia della Musica
Settore L-ART/03 - Storia dell'Arte Contemporanea
2022
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