IL COVID-19 UN ANNO DOPO Nonostante una ripresa della pandemia in Italia da metà febbraio, non siamo al dramma del marzo 2020. Il servizio sanitario, pur con grande fatica, è ora in grado di gestire la patologia. Soprattutto a livello territoriale, ulteriori progressi sono possibili, per una patologia non solo seria ma anche insidiosa come il Covid-19. L’esperienza della fase autunnale della epidemia ha purtroppo indicato che, nonostante i miglioramenti nella gestione, una parte di pazienti anziani non riesce a superare non tanto la fase infettiva, quanto le sue conseguenze sistemiche. Miglioramenti sono stati fatti, ma terapie risolutive non sono state identificate. Resta la vaccinazione, e su questo il ritardo della Unione Europea è drammatico. Il ciclo epidemico si sta spegnendo in Israele e nel Regno Unito, che hanno cominciato la vaccinazione di massa a inizio anno, anche con una sola dose nel regno Unito, oggi somministrata a oltre 23 milioni di cittadini. Quando, in aprile, arriveranno dosi adeguate di vaccini per la campagna di massa sarà necessrio uno sforzo unico di tutti gli operatori e le strutture sanitarie per ottimizzarne l’efficienza e rideurne i tempi. Regno Unito, Stati Uniti e Irsraele ne usciranno per giugno, noi dobbiamo riuscire a uscirne almeno per fine estate. La scuola è stato un dramma unico nella pandemia, in particolare in Italia dove è stata interrotta più a lungo che in ogno altro Paese Europeo. Soprattutto per le classi sociali meno favorite, la scuola è non solo luogo di cultura, ma anche di integrazione sociale, e per questo Francia, Svezia e molti altri paesi hanno minimizzato le chiusure scolastiche, scegliendo chiusure di altre attività nei momenti di espansione della epidemia. Chiudere altre attività ha spesso un impatto a breve termine, settimane o mesi. La chiusura della scuola di fatto per un anno in Italia avrà, in un mondo globalizzato, conseguenze tragiche su una intera generazione nei decenni a venire. Noi ora contiamo i morti negli anziani, oltre il 76% dell’eccesso di mortalità è a 80 anni o più. Dimentichiamo spesso purtroppo i giovani, che pagheranno questa pandemia per i decenni futuri. Carlo La Vecchia, Università degli Studi di Milano

La lezione del COVID per la sanità pubblica / C. La Vecchia. ((Intervento presentato al convegno RESHAPING DERMATOLOGY. tenutosi a Milano : 27 maggio nel 2022.

La lezione del COVID per la sanità pubblica

C. La Vecchia
2022

Abstract

IL COVID-19 UN ANNO DOPO Nonostante una ripresa della pandemia in Italia da metà febbraio, non siamo al dramma del marzo 2020. Il servizio sanitario, pur con grande fatica, è ora in grado di gestire la patologia. Soprattutto a livello territoriale, ulteriori progressi sono possibili, per una patologia non solo seria ma anche insidiosa come il Covid-19. L’esperienza della fase autunnale della epidemia ha purtroppo indicato che, nonostante i miglioramenti nella gestione, una parte di pazienti anziani non riesce a superare non tanto la fase infettiva, quanto le sue conseguenze sistemiche. Miglioramenti sono stati fatti, ma terapie risolutive non sono state identificate. Resta la vaccinazione, e su questo il ritardo della Unione Europea è drammatico. Il ciclo epidemico si sta spegnendo in Israele e nel Regno Unito, che hanno cominciato la vaccinazione di massa a inizio anno, anche con una sola dose nel regno Unito, oggi somministrata a oltre 23 milioni di cittadini. Quando, in aprile, arriveranno dosi adeguate di vaccini per la campagna di massa sarà necessrio uno sforzo unico di tutti gli operatori e le strutture sanitarie per ottimizzarne l’efficienza e rideurne i tempi. Regno Unito, Stati Uniti e Irsraele ne usciranno per giugno, noi dobbiamo riuscire a uscirne almeno per fine estate. La scuola è stato un dramma unico nella pandemia, in particolare in Italia dove è stata interrotta più a lungo che in ogno altro Paese Europeo. Soprattutto per le classi sociali meno favorite, la scuola è non solo luogo di cultura, ma anche di integrazione sociale, e per questo Francia, Svezia e molti altri paesi hanno minimizzato le chiusure scolastiche, scegliendo chiusure di altre attività nei momenti di espansione della epidemia. Chiudere altre attività ha spesso un impatto a breve termine, settimane o mesi. La chiusura della scuola di fatto per un anno in Italia avrà, in un mondo globalizzato, conseguenze tragiche su una intera generazione nei decenni a venire. Noi ora contiamo i morti negli anziani, oltre il 76% dell’eccesso di mortalità è a 80 anni o più. Dimentichiamo spesso purtroppo i giovani, che pagheranno questa pandemia per i decenni futuri. Carlo La Vecchia, Università degli Studi di Milano
Settore MED/01 - Statistica Medica
Accademia Nazionale di Medicina
La lezione del COVID per la sanità pubblica / C. La Vecchia. ((Intervento presentato al convegno RESHAPING DERMATOLOGY. tenutosi a Milano : 27 maggio nel 2022.
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