In some Oriental art collections in Italy, there are traces of acquisitions and imports made through private individuals or companies that dedicated part of their activity to the import of articles and various kinds of products from all over the world. During the last decades of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century, Japan and China, specifically, traded alongside tea, also silks and fabrics, umbrellas, boxes, and a wide range of handicrafts - from paper and lacquer to ceramics and polychrome woodblockprinted books, whose production grew significantly following the popularity of those souvenir images that had already conquered the West. Interestingly, the importers were often merchants who had also worked as silkworms dealers or were in contact with these professionals who, along with research and importation of silkworm eggs, imported any product or good that was culturally relevant and would have supplied the local Italian market. These merchants, driven by a formidable sense of entrepreneurship, became progressively skilled in recognizing the quality of the products and gradually specialized autonomously or by relying on experts directly resident in Japan. A history of objects often testified by small seals affixed to the artifacts, short advertisements in city guides, or receipts of sale and purchase only available outside the more traditional of the antique market.

In alcune collezioni d’arte orientale presenti sul territorio italiano si riscontrano tracce di acquisizioni e importazioni avvenute tramite figure private o aziende che dedicavano parte della propria attività all’importazione di manufatti e prodotti di varia natura dal mondo. Tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, dal Giappone e dalla Cina in particolare, accanto al tè, venivano commercializzate sete e tessuti, ombrelli, scatole e oggetti d’artigianato che andavano dalla carta alla lacca fino alla ceramica o ai libri stampati in policromia coda dell’alta produzione di quelle silografie-souvenir che già avevano conquistato l’Occidente. È interessante notare che spesso si trattava di mercanti che avevano svolto la professione di semai, o che erano in contatto con queste figure professionali che parallelamente alla ricerca e importazione di uova di bachi da seta affiancavano quello dell’import di qualsiasi prodotto e bene culturalmente interessante che andava a rifornire il mercato locale. Attraverso una modalità di acquisizione privata e con grande senso imprenditoriale ed eccentrico, questi negozianti andavano via via specializzandosi autonomamente o affidandosi a esperti direttamente residenti in Giappone. Una storia di circolazione di oggetti testimoniata spesso da piccoli sigilli apposti sui manufatti, brevi inserzioni pubblicitarie nelle guide delle città o ricevute di vendita e acquisto segnalate al di fuori delle più tradizionali categorie dell’antiquariato.

Dal tè ai manufatti d’arte: il mercato orientale nel collezionismo italiano locale = From Tea to Artifacts: the Oriental Market in Local Italian Collecting / E. Lanza. ((Intervento presentato al convegno Dislocazioni : La cultura fuori contesto tenutosi a Università degli Studi di Milano nel 2022.

Dal tè ai manufatti d’arte: il mercato orientale nel collezionismo italiano locale = From Tea to Artifacts: the Oriental Market in Local Italian Collecting

E. Lanza
2022

Abstract

In some Oriental art collections in Italy, there are traces of acquisitions and imports made through private individuals or companies that dedicated part of their activity to the import of articles and various kinds of products from all over the world. During the last decades of the nineteenth century and the beginning of the twentieth century, Japan and China, specifically, traded alongside tea, also silks and fabrics, umbrellas, boxes, and a wide range of handicrafts - from paper and lacquer to ceramics and polychrome woodblockprinted books, whose production grew significantly following the popularity of those souvenir images that had already conquered the West. Interestingly, the importers were often merchants who had also worked as silkworms dealers or were in contact with these professionals who, along with research and importation of silkworm eggs, imported any product or good that was culturally relevant and would have supplied the local Italian market. These merchants, driven by a formidable sense of entrepreneurship, became progressively skilled in recognizing the quality of the products and gradually specialized autonomously or by relying on experts directly resident in Japan. A history of objects often testified by small seals affixed to the artifacts, short advertisements in city guides, or receipts of sale and purchase only available outside the more traditional of the antique market.
mar-2022
In alcune collezioni d’arte orientale presenti sul territorio italiano si riscontrano tracce di acquisizioni e importazioni avvenute tramite figure private o aziende che dedicavano parte della propria attività all’importazione di manufatti e prodotti di varia natura dal mondo. Tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, dal Giappone e dalla Cina in particolare, accanto al tè, venivano commercializzate sete e tessuti, ombrelli, scatole e oggetti d’artigianato che andavano dalla carta alla lacca fino alla ceramica o ai libri stampati in policromia coda dell’alta produzione di quelle silografie-souvenir che già avevano conquistato l’Occidente. È interessante notare che spesso si trattava di mercanti che avevano svolto la professione di semai, o che erano in contatto con queste figure professionali che parallelamente alla ricerca e importazione di uova di bachi da seta affiancavano quello dell’import di qualsiasi prodotto e bene culturalmente interessante che andava a rifornire il mercato locale. Attraverso una modalità di acquisizione privata e con grande senso imprenditoriale ed eccentrico, questi negozianti andavano via via specializzandosi autonomamente o affidandosi a esperti direttamente residenti in Giappone. Una storia di circolazione di oggetti testimoniata spesso da piccoli sigilli apposti sui manufatti, brevi inserzioni pubblicitarie nelle guide delle città o ricevute di vendita e acquisto segnalate al di fuori delle più tradizionali categorie dell’antiquariato.
Settore L-OR/20 - Archeologia, Storia dell'Arte e Filosofie Dell'Asia Orientale
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Dal tè ai manufatti d’arte: il mercato orientale nel collezionismo italiano locale = From Tea to Artifacts: the Oriental Market in Local Italian Collecting / E. Lanza. ((Intervento presentato al convegno Dislocazioni : La cultura fuori contesto tenutosi a Università degli Studi di Milano nel 2022.
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