Today, historians, philosophers, and scholars of cultural heritage discuss about the relationship between the periodizing labels of historiography and their symbolic employment within the current political rhetoric. To understand the relevance of this issue in Italy, it can be helpful to look at the academic and public debates around the category of “Renaissance”. On the one hand, this article aims to map some notable political uses of this historical figure as a symbol; on the other hand, it reconstructs a tradition of thought focused on the epistemic autonomy of the same category. With these intentions, I look at a group of Italian critics of Johan Huizinga’s aesthetic view of history – like Delio Cantimori, Eugenio Garin, and their heirs within the academic milieu of the “Scuola Normale” of Pisa. Finally, I evaluate whether there is any correspondence between “Renaissance” as a symbol within the political debate and its historiographical employment as a periodizing label.

Il rapporto tra le categorie periodizzanti della storiografia e i simboli dispiegati nella retorica politica è oggi discusso da autori afferenti ai campi della storia, dei beni culturali, della filosofia e delle scienze umane. In Italia, uno dei luoghi di emersione di questo tema può essere rintracciato nei dibattiti pubblici e accademici attorno alla categoria periodizzante di "Rinascimento". Con questo articolo ci si propone dunque di mappare, da un lato, alcuni notevoli usi politici di questa figura simbolica; dall'altro, sarà ricostruita una tradizione di pensiero che ha invece ragionato sull'autonomia epistemica di un vero e proprio concetto periodizzante di "Rinascimento". Con questi intenti, si guarderà a un gruppo di autori italiani, come Delio Cantimori, Eugenio Garin e i loro allievi di scuola normalista, critici della concezione estetica della storia avanzata a inizio Novecento da Johan Huizinga. Si ragionerà così se vi siano effettive corrispondenze tra il Rinascimento impiegato come simbolo nel dibattito politico e il ricorso alla sua figura da parte degli storici come categoria periodizzante.

Nello specchio del Rinascimento. Mappature di un mito storico-politico / R. Rossi. - In: MATERIALI DI ESTETICA. TERZA SERIE. - ISSN 2283-558X. - 2021:8.2(2022 Jan), pp. 228-252. [10.54103/mde.i8.2.16986]

Nello specchio del Rinascimento. Mappature di un mito storico-politico.

R. Rossi
2022

Abstract

Today, historians, philosophers, and scholars of cultural heritage discuss about the relationship between the periodizing labels of historiography and their symbolic employment within the current political rhetoric. To understand the relevance of this issue in Italy, it can be helpful to look at the academic and public debates around the category of “Renaissance”. On the one hand, this article aims to map some notable political uses of this historical figure as a symbol; on the other hand, it reconstructs a tradition of thought focused on the epistemic autonomy of the same category. With these intentions, I look at a group of Italian critics of Johan Huizinga’s aesthetic view of history – like Delio Cantimori, Eugenio Garin, and their heirs within the academic milieu of the “Scuola Normale” of Pisa. Finally, I evaluate whether there is any correspondence between “Renaissance” as a symbol within the political debate and its historiographical employment as a periodizing label.
Il rapporto tra le categorie periodizzanti della storiografia e i simboli dispiegati nella retorica politica è oggi discusso da autori afferenti ai campi della storia, dei beni culturali, della filosofia e delle scienze umane. In Italia, uno dei luoghi di emersione di questo tema può essere rintracciato nei dibattiti pubblici e accademici attorno alla categoria periodizzante di "Rinascimento". Con questo articolo ci si propone dunque di mappare, da un lato, alcuni notevoli usi politici di questa figura simbolica; dall'altro, sarà ricostruita una tradizione di pensiero che ha invece ragionato sull'autonomia epistemica di un vero e proprio concetto periodizzante di "Rinascimento". Con questi intenti, si guarderà a un gruppo di autori italiani, come Delio Cantimori, Eugenio Garin e i loro allievi di scuola normalista, critici della concezione estetica della storia avanzata a inizio Novecento da Johan Huizinga. Si ragionerà così se vi siano effettive corrispondenze tra il Rinascimento impiegato come simbolo nel dibattito politico e il ricorso alla sua figura da parte degli storici come categoria periodizzante.
Renaissance; Rhetoric; Historiography; Myth;
Settore M-FIL/04 - Estetica
Settore SPS/02 - Storia delle Dottrine Politiche
   Dipartimenti di Eccellenza 2018-2022 - Dipartimento di FILOSOFIA
   MINISTERO DELL'ISTRUZIONE E DEL MERITO
gen-2022
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