L'opera latina di Maimonide conobbe una certa fortuna in epoca medievale e, tra i vari autori, fu Eckhart a subire una particolare fascinazione nei confronti del filosofo ebreo. Non è solo il dato statistico a suggerirci questa conclusione – il numero delle occorrenze di Maimonide negli scritti di Eckhart è 117 – bensì la forte presenza, talvolta implicita, della 'Guida dei perplessi', che influenza profondamente il programma esegetico di Eckhart. In questo contesto, ci si può domandare cosa abbia spinto il domenicano – erede di una tradizione esegetica che vedeva anche nell’interpretazione allegorica una possibile via di lettura del testo sacro – a rivolgersi proprio all’opera maimonidea. Se, infatti, com’è stato spesso ribadito dalla letteratura secondaria, l’influenza di Maimonide è particolarmente significativa nel Liber parabolarum Genesis, tanto da indurre a considerare una “svolta” il passaggio tra il metodo esegetico dell’Opus tripartitum e quello del secondo commento alla Genesi, non è chiaro il motivo per cui, a sostegno di una lettura allegorica del testo biblico, non fosse sufficiente un’autorità tradizionale come Agostino. Il contributo presenta una suddivisione generale tematica, riassuntiva dell’indice in appendice, dell’insieme dei luoghi citati da Eckhart, soffermandosi in particolar modo sulla questione della teologia negativa. Inoltre, propone alcune considerazioni circa l’identificazione della tradizione manoscritta a cui apparteneva il testo del Dux neutrorum letto dal domenicano.

«verba sunt Rabbi Moysis»: Eckhart e Maimonide / D. Di Segni - In: Studi sulle fonti di Meister Eckhart II / [a cura di] L. Sturlese. - [s.l] : Academic Press Fribourg, 2012. - ISBN 978-3-402-12460-4. - pp. 103-140

«verba sunt Rabbi Moysis»: Eckhart e Maimonide

D. Di Segni
2012

Abstract

L'opera latina di Maimonide conobbe una certa fortuna in epoca medievale e, tra i vari autori, fu Eckhart a subire una particolare fascinazione nei confronti del filosofo ebreo. Non è solo il dato statistico a suggerirci questa conclusione – il numero delle occorrenze di Maimonide negli scritti di Eckhart è 117 – bensì la forte presenza, talvolta implicita, della 'Guida dei perplessi', che influenza profondamente il programma esegetico di Eckhart. In questo contesto, ci si può domandare cosa abbia spinto il domenicano – erede di una tradizione esegetica che vedeva anche nell’interpretazione allegorica una possibile via di lettura del testo sacro – a rivolgersi proprio all’opera maimonidea. Se, infatti, com’è stato spesso ribadito dalla letteratura secondaria, l’influenza di Maimonide è particolarmente significativa nel Liber parabolarum Genesis, tanto da indurre a considerare una “svolta” il passaggio tra il metodo esegetico dell’Opus tripartitum e quello del secondo commento alla Genesi, non è chiaro il motivo per cui, a sostegno di una lettura allegorica del testo biblico, non fosse sufficiente un’autorità tradizionale come Agostino. Il contributo presenta una suddivisione generale tematica, riassuntiva dell’indice in appendice, dell’insieme dei luoghi citati da Eckhart, soffermandosi in particolar modo sulla questione della teologia negativa. Inoltre, propone alcune considerazioni circa l’identificazione della tradizione manoscritta a cui apparteneva il testo del Dux neutrorum letto dal domenicano.
Settore M-FIL/08 - Storia della Filosofia Medievale
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