The new bricoleur. Notes for an anthropology of imagination. If our aim as anthropologists is to interrogate social and cultural realities, and unveil what is going on beneath the surface of our experience, or what is going on beyond its limits, we need strong innovation in our anthropological insights. There are several ways to innovate anthropological understandings of cultural practices. The one I prefer draws from the following question: is Ethnography directly proportional to Reality just as Literature to Imagination? Starting from this question and from the answers we choose for it, we could maybe find some paths to grasp the infusion of reality and imagination in people life. People do not just “see” the world, they imagine it, and have imaginative points of view about how the world works, about how to get their lives better or about their future. Especially in contemporary global world, imagination is the most important cultural resource to make up new identities. From this standpoint, art and literature could provide really powerful keys to read everyday life and creative cultural practices by which people link their here and now to wider cultural and social frames. Often anthropology has not been fully able to grasp these links. So, I believe that our understanding of anthropology should be not so distant from any other way to grasp subjective flows of life, of feelings, of make experience. Artists do make something like that. Writers do too.

Il nuovo bricoleur. Note per un’antropologia dell’immaginazione. Se il senso del lavoro antropologico è interrogare mondi culturali e sociali, e mettere in luce ciò che scorre sotto la superficie dell’esperienza, o ciò che va oltre l’esperienza razionale, ci occorrono prospettive decisamente innovative. Ci sono molti modi per rinnovare la comprensione antropologica delle pratiche culturali. Uno che ritengo molto promettente emerge dalla seguente domanda: l’etnografia è direttamente proporzionale alla realtà proprio come la letteratura all’immaginazione? A partire da questa domanda e dalle possibili risposte forse si possono trovare nuovi percorsi utili a cogliere l’infuzione di real- tà e immaginazione nelle vite delle persone. Le persone non si limitano a “vedere” il mondo, lo immaginano, e hanno punti di vista immaginativi su come va il mondo, su cme migliorare le loro vite o sul loro futuro. Specie nel mondo contemporaneo globale l’immaginazione è la risorsa culturale pià importante per costruire nuove identità. Da questo punto di vista, l’arte e la letteratura possono offrire chiavi interpretative potenti per leggere la vita quotidiana e le pratiche culturali creative mediante cui le persone legano il loro qui e ora a cornici sociali e culturali più ampie. Spesso l’antropologia non è stata pienamente in grado di cogliere queste connessioni. Credo che la nostra idea di antropologia dovrebbe non essere troppo distante qual- siasi altra modalità di cogliere i flussi soggettivi dell’esistenza, dell’emozione, dell’esperienza. Gli artisti fanno qualcosa del genere, e anche gli scrittori.

Il nuovo bricoleur. Note per un'antropologia dell'immaginazione / V. Matera. - In: ARCHIVIO ANTROPOLOGICO MEDITERRANEO. - ISSN 2038-3215. - 15:1(2013), pp. 97-103. [10.7432/AAM150110]

Il nuovo bricoleur. Note per un'antropologia dell'immaginazione

V. Matera
2013

Abstract

Il nuovo bricoleur. Note per un’antropologia dell’immaginazione. Se il senso del lavoro antropologico è interrogare mondi culturali e sociali, e mettere in luce ciò che scorre sotto la superficie dell’esperienza, o ciò che va oltre l’esperienza razionale, ci occorrono prospettive decisamente innovative. Ci sono molti modi per rinnovare la comprensione antropologica delle pratiche culturali. Uno che ritengo molto promettente emerge dalla seguente domanda: l’etnografia è direttamente proporzionale alla realtà proprio come la letteratura all’immaginazione? A partire da questa domanda e dalle possibili risposte forse si possono trovare nuovi percorsi utili a cogliere l’infuzione di real- tà e immaginazione nelle vite delle persone. Le persone non si limitano a “vedere” il mondo, lo immaginano, e hanno punti di vista immaginativi su come va il mondo, su cme migliorare le loro vite o sul loro futuro. Specie nel mondo contemporaneo globale l’immaginazione è la risorsa culturale pià importante per costruire nuove identità. Da questo punto di vista, l’arte e la letteratura possono offrire chiavi interpretative potenti per leggere la vita quotidiana e le pratiche culturali creative mediante cui le persone legano il loro qui e ora a cornici sociali e culturali più ampie. Spesso l’antropologia non è stata pienamente in grado di cogliere queste connessioni. Credo che la nostra idea di antropologia dovrebbe non essere troppo distante qual- siasi altra modalità di cogliere i flussi soggettivi dell’esistenza, dell’emozione, dell’esperienza. Gli artisti fanno qualcosa del genere, e anche gli scrittori.
The new bricoleur. Notes for an anthropology of imagination. If our aim as anthropologists is to interrogate social and cultural realities, and unveil what is going on beneath the surface of our experience, or what is going on beyond its limits, we need strong innovation in our anthropological insights. There are several ways to innovate anthropological understandings of cultural practices. The one I prefer draws from the following question: is Ethnography directly proportional to Reality just as Literature to Imagination? Starting from this question and from the answers we choose for it, we could maybe find some paths to grasp the infusion of reality and imagination in people life. People do not just “see” the world, they imagine it, and have imaginative points of view about how the world works, about how to get their lives better or about their future. Especially in contemporary global world, imagination is the most important cultural resource to make up new identities. From this standpoint, art and literature could provide really powerful keys to read everyday life and creative cultural practices by which people link their here and now to wider cultural and social frames. Often anthropology has not been fully able to grasp these links. So, I believe that our understanding of anthropology should be not so distant from any other way to grasp subjective flows of life, of feelings, of make experience. Artists do make something like that. Writers do too.
immaginazione; sapere antropologico; creatività culturale; individuo; identità; imagination; anthropological knowledge; cul- tural creativity; individual; identity
Settore M-DEA/01 - Discipline Demoetnoantropologiche
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2434/882912
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