Il capitolo si inserisce in un volume che rende ragione del processo attraverso il quale l'Associazione italiana di storia orale (AISO) ha lavorato a un documento di Buone Pratiche per la produzione e l'utilizzo delle fonti orali. La questione è diventata attuale e urgente per gli studiosi e le studiose che lavorano con le interviste come strumento di ricerca storica a maggior ragione alla luce dell'entrata in vigore del GDPR. L'autrice ha partecipato al tavolo di lavoro che ha studiato e varato il documento di Buone pratiche per la storia orale che ora allinea Aiso a molte altre associazioni internazionali, soprattutto nel mondo anglosassone, che si sono dotate nel tempo di strumenti analoghi. Il capitolo in questione contribuisce al dibattito sul tema degli archivi orali dopo la "svolta digitale", e sul come conservare e rendere fruibili li le fonti orali quando la ricerca di chi le ha prodotte si è conclusa. In particolare, il contributo di concentra su un caso giudiziario internazionale che è stato ben presente al gruppo di lavoro quando ha messo mano alle Buone Pratiche, ossia il caso di un progetto di ricerca su fonti orali lanciato dal Boston College sugli anni dei Troubles nord irlandesi, un caso che si impose ale cronache dopo l'arresto di Gerry Adams nell'aprile 2014, a seguito di testimonianze raccolte per quel progetto e poi passate al tavolo della magistratura.

il caso del Boston College e del Belfast Project (2001-2016) : Le fonti orali citate in una controversia internazionale / R. Garruccio (STORIA ORALE). - In: Buone pratiche per la storia orale : guida all'uso / [a cura di] A. Casellato. - Prima edizione. - [s.l] : ed.it Press, 2021. - ISBN 978-88-97826-93-4. - pp. 105-129

il caso del Boston College e del Belfast Project (2001-2016) : Le fonti orali citate in una controversia internazionale

R. Garruccio
2021

Abstract

Il capitolo si inserisce in un volume che rende ragione del processo attraverso il quale l'Associazione italiana di storia orale (AISO) ha lavorato a un documento di Buone Pratiche per la produzione e l'utilizzo delle fonti orali. La questione è diventata attuale e urgente per gli studiosi e le studiose che lavorano con le interviste come strumento di ricerca storica a maggior ragione alla luce dell'entrata in vigore del GDPR. L'autrice ha partecipato al tavolo di lavoro che ha studiato e varato il documento di Buone pratiche per la storia orale che ora allinea Aiso a molte altre associazioni internazionali, soprattutto nel mondo anglosassone, che si sono dotate nel tempo di strumenti analoghi. Il capitolo in questione contribuisce al dibattito sul tema degli archivi orali dopo la "svolta digitale", e sul come conservare e rendere fruibili li le fonti orali quando la ricerca di chi le ha prodotte si è conclusa. In particolare, il contributo di concentra su un caso giudiziario internazionale che è stato ben presente al gruppo di lavoro quando ha messo mano alle Buone Pratiche, ossia il caso di un progetto di ricerca su fonti orali lanciato dal Boston College sugli anni dei Troubles nord irlandesi, un caso che si impose ale cronache dopo l'arresto di Gerry Adams nell'aprile 2014, a seguito di testimonianze raccolte per quel progetto e poi passate al tavolo della magistratura.
Storia orale; fonti orali; Belfast Project
Settore M-STO/04 - Storia Contemporanea
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