La sostenibilità di un prodotto o servizio è definita da tre pilastri, quello economico, quello ambientale e quello sociale. Se per il primo la valutazione è basata su metodologie consolidate e per l’ultimo ad approcci ancora in corso di definizione, per la valutazione dell’aspetto ambientale molti sforzi sono stati fatti negli ultimi 20-25 anni. In un contesto in cui la valutazione dell’impatto ambientale delle produzioni agricole e agroalimentari è sempre più una caratteristica capace, da un lato, di rendere più sostenibile ed accettabile l’attività agricola e, dall’altro, di aprire nuove opportunità commerciali è indispensabile identificare un metodo di valutazione che sia accettato, affidabile, applicabile alle filiere agro-alimentari e capace di valutarne le peculiarità. Sviluppato a partire dagli anni Sessanta, ed inizialmente utilizzato per la valutazione dei processi industriali che, rispetto a quelli agro-alimentari, sono meno soggetti a variazione e più facilmente monitorabili, il Life Cycle Assessment (LCA, o Analisi del Ciclo di Vita) è oramai comunemente applicato anche al settore agro-alimentare. Definito da due standard ISO (14040 e 14044), basato su una analisi degli inputs (fattori produttivi) e degli outputs (prodotti, rifiuti e scarti ma anche emissioni in ambiente) di processo, il LCA consente di valutare il potenziale impatto ambientale di un prodotto, processo o servizio. Rispetto all’applicazione nel settore industriale dove il monitoraggio di processo è più semplice, nel caso delle filiere agricole, la variabilità delle produzioni e l’interazione con l’ambiente pone criticità particolari. L’intervento intende mostrare le potenzialità e gli aspetti ancora critici relativamente all’applicazione del LCA al settore agro-alimentare mostrando però, al contempo, come la sua applicazione sia sempre maggiore e consenta sia di comunicare al consumatore gli sforzi attuati nel corso degli anni al fine di migliorare la sostenibilità delle produzioni sia, in prospettiva, di calcolare il proprio impatto in vista di una sua possibile mitigazione. A tal fine verranno brevemente illustrati due casi studio relativamente a due filiere agro-alimentari (filiera risicola e lattiero-casearia).

Stima dell’impatto ambientale nel sistema agro-alimentare / J. Bacenetti. ((Intervento presentato al convegno Investire nell’agricoltura sostenibile per la transizione ambientale. Giornate di studio e di proposta sul credito agrario tenutosi a Roma nel 2021.

Stima dell’impatto ambientale nel sistema agro-alimentare

J. Bacenetti
Primo
2021

Abstract

La sostenibilità di un prodotto o servizio è definita da tre pilastri, quello economico, quello ambientale e quello sociale. Se per il primo la valutazione è basata su metodologie consolidate e per l’ultimo ad approcci ancora in corso di definizione, per la valutazione dell’aspetto ambientale molti sforzi sono stati fatti negli ultimi 20-25 anni. In un contesto in cui la valutazione dell’impatto ambientale delle produzioni agricole e agroalimentari è sempre più una caratteristica capace, da un lato, di rendere più sostenibile ed accettabile l’attività agricola e, dall’altro, di aprire nuove opportunità commerciali è indispensabile identificare un metodo di valutazione che sia accettato, affidabile, applicabile alle filiere agro-alimentari e capace di valutarne le peculiarità. Sviluppato a partire dagli anni Sessanta, ed inizialmente utilizzato per la valutazione dei processi industriali che, rispetto a quelli agro-alimentari, sono meno soggetti a variazione e più facilmente monitorabili, il Life Cycle Assessment (LCA, o Analisi del Ciclo di Vita) è oramai comunemente applicato anche al settore agro-alimentare. Definito da due standard ISO (14040 e 14044), basato su una analisi degli inputs (fattori produttivi) e degli outputs (prodotti, rifiuti e scarti ma anche emissioni in ambiente) di processo, il LCA consente di valutare il potenziale impatto ambientale di un prodotto, processo o servizio. Rispetto all’applicazione nel settore industriale dove il monitoraggio di processo è più semplice, nel caso delle filiere agricole, la variabilità delle produzioni e l’interazione con l’ambiente pone criticità particolari. L’intervento intende mostrare le potenzialità e gli aspetti ancora critici relativamente all’applicazione del LCA al settore agro-alimentare mostrando però, al contempo, come la sua applicazione sia sempre maggiore e consenta sia di comunicare al consumatore gli sforzi attuati nel corso degli anni al fine di migliorare la sostenibilità delle produzioni sia, in prospettiva, di calcolare il proprio impatto in vista di una sua possibile mitigazione. A tal fine verranno brevemente illustrati due casi studio relativamente a due filiere agro-alimentari (filiera risicola e lattiero-casearia).
Settore AGR/09 - Meccanica Agraria
Stima dell’impatto ambientale nel sistema agro-alimentare / J. Bacenetti. ((Intervento presentato al convegno Investire nell’agricoltura sostenibile per la transizione ambientale. Giornate di studio e di proposta sul credito agrario tenutosi a Roma nel 2021.
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