Il presente rapporto costituisce il risultato di un lavoro di ricerca nell’ambito del progetto “Coordinamento nazionale partecipato multilivello delle politiche sull’invecchiamento attivo”. Il progetto mira a promuovere e consolidare un coordinamento nazionale per favorire una maggiore consapevolezza in materia di invecchiamento attivo in Italia, tramite il coinvolgimento degli attori in gioco (decisori pubblici, società civile, comunità scientifica) e a migliorare la conoscenza del fenomeno dell’invecchiamento attivo e delle policy a suo sostegno. L’obiettivo del rapporto è quello di provvedere uno stato dell’arte puntuale (situazione al febbraio 2020, vale a dire al periodo pre-emergenza Covid-19), in merito alle politiche pubbliche in materia di invecchiamento attivo, in Italia. Il lavoro di ricerca ha poggiato sul framework internazionale che ha caratterizzato e indirizzato il tema negli ultimi anni, in particolare quello prodotto dalle Nazioni Unite, vale a dire il Piano di Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento con i suoi impegni (commitments), e l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals). La metodologia (qualitativa) adottata ha previsto scambi e interazioni con referenti di istituzioni a vari livelli di governo: Regioni, Provincie Autonome, Ministeri e Dipartimenti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per ognuna di queste organizzazioni è stato prodotto un breve rapporto (la lista dei rapporti prodotti è in Appendice 3; ogni singolo rapporto è consultabile sul sito web di progetto http://famiglia.governo.it/it/politiche-e-attivita/invecchia mento-attivo/progetto-di-coordina mento-nazionale). La struttura comune dei rapporti ha permesso di poterli analizzare per temi, onvogliando le informazioni nel presente rapporto nazionale. I risultati dello studio hanno evidenziato una situazione vibrante e vivace in materia di politiche a favore dell’invecchiamento attivo, sia al livello di governo nazionale che a quello regionale/di Provincia Autonoma. Tuttavia hanno anche evidenziato che ci sono ampi margini di miglioramento. Tali margini riguardano sia il fronte della produzione di normative e politiche su aspetti ancora particolarmente “scoperti”, come ad esempio l’aspetto di genere e quello dell’invecchiamento sul luogo di lavoro; sia nel mettere in pratica e quindi implementare normative e politiche che esistono, ma restano perlopiù sulla carta. La nostra analisi, che si è anche basata su un confronto tra politiche prodotte in termini di documenti, e politiche realmente implementate, ha messo in luce diversi casi del genere. A livello nazionale, la mappatura delle misure e degli interventi riconducibili all’invecchiamento attivo rispecchia il modello tradizionale del sistema di welfare italiano, che sconta una pesante eredità di frammentazione categoriale. I risultati testimoniano tuttavia un grande interesse e un notevole impegno in tema di invecchiamento attivo, anche se sembra continuare a mancare la tensione verso il cambio di paradigma che l’approccio olistico e organico orientato all’invecchiamento attivo richiederebbe, situazione favorita appunto dal permanere di un’articolazione per categorie del sistema di welfare, ancora evidentemente basata su un modello di corso di vita caratterizzato dalla rigida scansione anagrafica delle sue fasi. A livello regionale, l’analisi ha messo in luce sviluppi positivi e promettenti di nuove politiche per l’invecchiamento attivo, negli ultimi anni, in quasi tutte le regioni e provincie autonome italiane. Ad oggi, dieci Regioni italiane hanno dedicato una legge all’invecchiamento attivo (Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria), più altre due in cui una legge con tale caratteristiche non esiste, ma le norme sul tema sono similarmente incluse in maniera organica in altri tipi di provvedimenti (Emilia-Romagna e Umbria). Tutte le Regioni e Province Autonome hanno almeno una politica settoriale che promuove aspetti di invecchiamento attivo in ambiti specifici. In questo panorama positivo, si riscontrano alcuni elementi migliorabili. Ad esempio, diversi interventi normativi (in particolare quelli recenti) hanno finora prodotto risultati limitati. È comunque possibile affermare che, negli ultimi 10 -15 anni, gran parte delle Regioni e Province Autonome in Italia abbia avviato o continuato lo sviluppo di politiche per l’invecchiamento attivo che si allineano con gli obiettivi e le priorità identificate anche da programmi internazionali, quali il Piano di Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento e i Social Development Goals delle Nazioni Unite. Inoltre, alcuni casi di successo che brillano comunque per olismo degli interventi, risorse impiegate e velocità di implementazione di politiche sistematiche, possono costituire esempi innovativi ed efficaci da replicare o dai quali prendere spunto, per promuovere il benessere degli anziani tramite l’invecchiamento attivo.

Le politiche per l’invecchiamento attivo in Italia : Rapporto sullo stato dell’arte / F. Barbabella, P. Checcucci, M. Luisa Aversa, G. Scarpetti, R. Fefè, M. Socci, C. Di Matteo, E. Cela, A. Principi Giovanni Damiano, M. Villa, D. Amari, S. Rita Montagnino, L. D’Agostino, V. Iadevaia, A. Ferrante, G. Lamura. - https://famiglia.governo.it/media/2132/le-politiche-per-l-invecchiamento-attivo-in-italia.pdf : DIPOFAM, 2020.

Le politiche per l’invecchiamento attivo in Italia : Rapporto sullo stato dell’arte

E. Cela;
2020

Abstract

Il presente rapporto costituisce il risultato di un lavoro di ricerca nell’ambito del progetto “Coordinamento nazionale partecipato multilivello delle politiche sull’invecchiamento attivo”. Il progetto mira a promuovere e consolidare un coordinamento nazionale per favorire una maggiore consapevolezza in materia di invecchiamento attivo in Italia, tramite il coinvolgimento degli attori in gioco (decisori pubblici, società civile, comunità scientifica) e a migliorare la conoscenza del fenomeno dell’invecchiamento attivo e delle policy a suo sostegno. L’obiettivo del rapporto è quello di provvedere uno stato dell’arte puntuale (situazione al febbraio 2020, vale a dire al periodo pre-emergenza Covid-19), in merito alle politiche pubbliche in materia di invecchiamento attivo, in Italia. Il lavoro di ricerca ha poggiato sul framework internazionale che ha caratterizzato e indirizzato il tema negli ultimi anni, in particolare quello prodotto dalle Nazioni Unite, vale a dire il Piano di Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento con i suoi impegni (commitments), e l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals). La metodologia (qualitativa) adottata ha previsto scambi e interazioni con referenti di istituzioni a vari livelli di governo: Regioni, Provincie Autonome, Ministeri e Dipartimenti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per ognuna di queste organizzazioni è stato prodotto un breve rapporto (la lista dei rapporti prodotti è in Appendice 3; ogni singolo rapporto è consultabile sul sito web di progetto http://famiglia.governo.it/it/politiche-e-attivita/invecchia mento-attivo/progetto-di-coordina mento-nazionale). La struttura comune dei rapporti ha permesso di poterli analizzare per temi, onvogliando le informazioni nel presente rapporto nazionale. I risultati dello studio hanno evidenziato una situazione vibrante e vivace in materia di politiche a favore dell’invecchiamento attivo, sia al livello di governo nazionale che a quello regionale/di Provincia Autonoma. Tuttavia hanno anche evidenziato che ci sono ampi margini di miglioramento. Tali margini riguardano sia il fronte della produzione di normative e politiche su aspetti ancora particolarmente “scoperti”, come ad esempio l’aspetto di genere e quello dell’invecchiamento sul luogo di lavoro; sia nel mettere in pratica e quindi implementare normative e politiche che esistono, ma restano perlopiù sulla carta. La nostra analisi, che si è anche basata su un confronto tra politiche prodotte in termini di documenti, e politiche realmente implementate, ha messo in luce diversi casi del genere. A livello nazionale, la mappatura delle misure e degli interventi riconducibili all’invecchiamento attivo rispecchia il modello tradizionale del sistema di welfare italiano, che sconta una pesante eredità di frammentazione categoriale. I risultati testimoniano tuttavia un grande interesse e un notevole impegno in tema di invecchiamento attivo, anche se sembra continuare a mancare la tensione verso il cambio di paradigma che l’approccio olistico e organico orientato all’invecchiamento attivo richiederebbe, situazione favorita appunto dal permanere di un’articolazione per categorie del sistema di welfare, ancora evidentemente basata su un modello di corso di vita caratterizzato dalla rigida scansione anagrafica delle sue fasi. A livello regionale, l’analisi ha messo in luce sviluppi positivi e promettenti di nuove politiche per l’invecchiamento attivo, negli ultimi anni, in quasi tutte le regioni e provincie autonome italiane. Ad oggi, dieci Regioni italiane hanno dedicato una legge all’invecchiamento attivo (Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria), più altre due in cui una legge con tale caratteristiche non esiste, ma le norme sul tema sono similarmente incluse in maniera organica in altri tipi di provvedimenti (Emilia-Romagna e Umbria). Tutte le Regioni e Province Autonome hanno almeno una politica settoriale che promuove aspetti di invecchiamento attivo in ambiti specifici. In questo panorama positivo, si riscontrano alcuni elementi migliorabili. Ad esempio, diversi interventi normativi (in particolare quelli recenti) hanno finora prodotto risultati limitati. È comunque possibile affermare che, negli ultimi 10 -15 anni, gran parte delle Regioni e Province Autonome in Italia abbia avviato o continuato lo sviluppo di politiche per l’invecchiamento attivo che si allineano con gli obiettivi e le priorità identificate anche da programmi internazionali, quali il Piano di Azione Internazionale di Madrid sull’Invecchiamento e i Social Development Goals delle Nazioni Unite. Inoltre, alcuni casi di successo che brillano comunque per olismo degli interventi, risorse impiegate e velocità di implementazione di politiche sistematiche, possono costituire esempi innovativi ed efficaci da replicare o dai quali prendere spunto, per promuovere il benessere degli anziani tramite l’invecchiamento attivo.
Invecchiamento attivo, Italia
Settore SECS-S/04 - Demografia
Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri
Istituto Nazionale Riposo e Cura per Anziani - INRCA
Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche - INAPP
https://famiglia.governo.it/media/2132/le-politiche-per-l-invecchiamento-attivo-in-italia.pdf
Working Paper
Le politiche per l’invecchiamento attivo in Italia : Rapporto sullo stato dell’arte / F. Barbabella, P. Checcucci, M. Luisa Aversa, G. Scarpetti, R. Fefè, M. Socci, C. Di Matteo, E. Cela, A. Principi Giovanni Damiano, M. Villa, D. Amari, S. Rita Montagnino, L. D’Agostino, V. Iadevaia, A. Ferrante, G. Lamura. - https://famiglia.governo.it/media/2132/le-politiche-per-l-invecchiamento-attivo-in-italia.pdf : DIPOFAM, 2020.
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