Dall’a. a. 1999-2000 la cattedra di Psicologia sociale dell’Università di Milano ha svolto alcune ricerche sulla sicurezza stradale, in convenzione con il Gruppo Zurigo e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nell’approccio psicosociale al tema della sicurezza stradale il comportamento di guida è da noi definito un comportamento interattivo e sociale della persona, intesa come unità bio-psicosociale. Tale comportamento è la risultante di tre elementi in relazione tra loro: la persona, il veicolo, l’ambiente. Sin dalle prime ricerche si è sottolineato come l’abilità di guida implichi una buona efficienza psicofisica e comporti molteplici abilità cognitivo-comportamentali: guidare è un atto motorio che sottende un processo decisionale complesso. La prima ricerca da noi svolta in convenzione tra l’Università degli Studi di Milano e Gruppo Zurigo (2000): “Percezione visiva e sicurezza stradale” ha privilegiato la componente “percezione visiva” nel comportamento di guida ed ha inteso favorire una consapevolezza delle proprie abilità psicofisiche. La capacità di monitorare continuamente il proprio “benessere psicofisico” e la coscienza delle proprie abilità di guida in continua interazione con l’ambiente esterno ed il veicolo, sono elementi fondamentali di prevenzione primaria degli infortuni. La ricerca, condotta secondo il metodo dell’Action-Research di K. Lewin, ha utilizzato tre strumenti: • piccoli gruppi di discussione; • questionario su vasta campionatura; • interviste. Il questionario è stato distribuito nell’Area di servizio San Martino dell’Autostrada del Sole A1, presso Parma, dal 27 luglio 2000 al 4 agosto 2000 e successivamente è stato divulgato via Internet sul sito del Gruppo Zurigo e sul sito della Gazzetta dello sport. Si tratta di un questionario di autovalutazione e si suddivide in quattro parti: • la percezione visiva e gli aspetti psicofisici; • il veicolo; • le condizioni ambientali; • gli stili di guida. I dati di ricerca concernenti 12000 soggetti evidenziano interessanti differenze nello stile di guida relativamente all’età ed al genere. “Test psicofisici e sicurezza stradale: verso nuove strategie di prevenzione e cambiamento” è il titolo della seconda ricerca in convenzione con il Gruppo Zurigo. Si tratta di test psicofisici per lo studio dei tempi di reazione. Lo stesso test veniva proposto due volte dal ricercatore: in situazione standard, in situazione di “disturbo”; i test sono stati implementati in Internet, in collaborazione con HP. I test sono stati dapprima sperimentati su una piccola campionatura a Milano, nel contesto universitario, poi in alcune città italiane per un raffronto tra varie aree geografiche, diverse fasce d’età, varie professioni e stili di guida. Il Gruppo Zurigo ha allestito un maxi-camper, attrezzato per l’esecuzione dei test al computer. Il camper era attrezzato anche per test di misurazione visiva, a cura di optometristi dell’Istituto di Scienza Ottica Optometrica di Vinci e si è fermato in cinque città italiane, secondo una organizzazione predisposta dal Gruppo Zurigo. “Sicurezza stradale. Strategie di prevenzione e cambiamento”, ricerca in convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (2001), ha analizzato i processi di percezione, attenzione e memoria messi in atto dai cittadini che hanno fruito della campagna di sensibilizzazione in sette città campione (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo), privilegiando il target dei giovani e neopatentati, individuati - com’è noto - come soggetti maggiormente a rischio. I risultati delle ricerche sono stati presentati e discussi in Seminari di studio presso l’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di autorevoli esponenti della Prefettura di Milano, della Provincia di Milano, dell’Anas, di Irsa, dell’Unasca, di Ania, di Aci, del Compartimento di Polizia stradale Lombardia e Polizia Municipale, dell’Associazione Familiari delle Vittime della Strada. Il contributo scientifico di colleghi dell’Università di Parigi e di Halle (D) ha consentito uno stimolante confronto europeo, nell’ottica della stretta connessione tra ricerca - formazione - intervento (A. Albanese, 1990).

Sicurezza stradale e strategie di prevenzione e cambiamento: dalla ricerca all'intervento / A. Albanese - In: Psicologia viaria. Gli interventi dello psicologo per ottimizzare il rapporto uomo-veicolo-strada / V. Benincasa. - Milano : Franco Angeli, 2005. - ISBN 88-464-6700-0.

Sicurezza stradale e strategie di prevenzione e cambiamento: dalla ricerca all'intervento

A. Albanese
Primo
2005

Abstract

Dall’a. a. 1999-2000 la cattedra di Psicologia sociale dell’Università di Milano ha svolto alcune ricerche sulla sicurezza stradale, in convenzione con il Gruppo Zurigo e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nell’approccio psicosociale al tema della sicurezza stradale il comportamento di guida è da noi definito un comportamento interattivo e sociale della persona, intesa come unità bio-psicosociale. Tale comportamento è la risultante di tre elementi in relazione tra loro: la persona, il veicolo, l’ambiente. Sin dalle prime ricerche si è sottolineato come l’abilità di guida implichi una buona efficienza psicofisica e comporti molteplici abilità cognitivo-comportamentali: guidare è un atto motorio che sottende un processo decisionale complesso. La prima ricerca da noi svolta in convenzione tra l’Università degli Studi di Milano e Gruppo Zurigo (2000): “Percezione visiva e sicurezza stradale” ha privilegiato la componente “percezione visiva” nel comportamento di guida ed ha inteso favorire una consapevolezza delle proprie abilità psicofisiche. La capacità di monitorare continuamente il proprio “benessere psicofisico” e la coscienza delle proprie abilità di guida in continua interazione con l’ambiente esterno ed il veicolo, sono elementi fondamentali di prevenzione primaria degli infortuni. La ricerca, condotta secondo il metodo dell’Action-Research di K. Lewin, ha utilizzato tre strumenti: • piccoli gruppi di discussione; • questionario su vasta campionatura; • interviste. Il questionario è stato distribuito nell’Area di servizio San Martino dell’Autostrada del Sole A1, presso Parma, dal 27 luglio 2000 al 4 agosto 2000 e successivamente è stato divulgato via Internet sul sito del Gruppo Zurigo e sul sito della Gazzetta dello sport. Si tratta di un questionario di autovalutazione e si suddivide in quattro parti: • la percezione visiva e gli aspetti psicofisici; • il veicolo; • le condizioni ambientali; • gli stili di guida. I dati di ricerca concernenti 12000 soggetti evidenziano interessanti differenze nello stile di guida relativamente all’età ed al genere. “Test psicofisici e sicurezza stradale: verso nuove strategie di prevenzione e cambiamento” è il titolo della seconda ricerca in convenzione con il Gruppo Zurigo. Si tratta di test psicofisici per lo studio dei tempi di reazione. Lo stesso test veniva proposto due volte dal ricercatore: in situazione standard, in situazione di “disturbo”; i test sono stati implementati in Internet, in collaborazione con HP. I test sono stati dapprima sperimentati su una piccola campionatura a Milano, nel contesto universitario, poi in alcune città italiane per un raffronto tra varie aree geografiche, diverse fasce d’età, varie professioni e stili di guida. Il Gruppo Zurigo ha allestito un maxi-camper, attrezzato per l’esecuzione dei test al computer. Il camper era attrezzato anche per test di misurazione visiva, a cura di optometristi dell’Istituto di Scienza Ottica Optometrica di Vinci e si è fermato in cinque città italiane, secondo una organizzazione predisposta dal Gruppo Zurigo. “Sicurezza stradale. Strategie di prevenzione e cambiamento”, ricerca in convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (2001), ha analizzato i processi di percezione, attenzione e memoria messi in atto dai cittadini che hanno fruito della campagna di sensibilizzazione in sette città campione (Torino, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo), privilegiando il target dei giovani e neopatentati, individuati - com’è noto - come soggetti maggiormente a rischio. I risultati delle ricerche sono stati presentati e discussi in Seminari di studio presso l’Università degli Studi di Milano, con la partecipazione di autorevoli esponenti della Prefettura di Milano, della Provincia di Milano, dell’Anas, di Irsa, dell’Unasca, di Ania, di Aci, del Compartimento di Polizia stradale Lombardia e Polizia Municipale, dell’Associazione Familiari delle Vittime della Strada. Il contributo scientifico di colleghi dell’Università di Parigi e di Halle (D) ha consentito uno stimolante confronto europeo, nell’ottica della stretta connessione tra ricerca - formazione - intervento (A. Albanese, 1990).
Settore M-PSI/05 - Psicologia Sociale
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