In 2009, starting from articles and books published in earlier years, Maurizio Ferraris proposed his "documentality": a social ontology that, unlike the received view based on collective intentionality, identified the foundation of social objects in inscribed acts. Considering two social objects typical of Turin (the capital of Piedmont is the philosopher’s birthplace) such as Fiat and the University of Turin, this short paper discusses some of the theories that characterize such a social ontology. Particular attention is given to the theory that the identity of a social object and its permanence through time depend on the underlying inscription rather than, as in Searle’s position, on the underlying physical object. This thesis, it is argued, gains particular significance in the era of the World Wide Web. To quote the philosopher’s words, the web is an accelerator of documentality that has the characteristic of showing the very structure of social reality and, in so doing, of becoming a tool for change. Highlighting the conceptual line that combines Documentalità (2009) with one of Ferraris’ most recent works, Mobilitazione totale (2015), I argue that the web has a dual function: on the one hand, it reveals the emergence of society from nature, reproducing in observable times and in a monitored environment what cannot be directly perceived. On the other, it renders obvious its ultimate structure: that is, indeed, a documental structure.

Nel 2009, prendendo le mosse da articoli e libri pubblicati negli anni precedenti, Maurizio Ferraris proponeva la “documentalità”, una ontologia sociale che, a differenza della received view basata sull’intenzionalità collettiva, individuava il fondamento degli oggetti sociali negli atti iscritti. Prendendo come spunto due oggetti sociali tipicamente torinesi – il capoluogo piemontese è il luogo di nascita del filosofo – e cioè la casa automobilistica Fiat e l’Università di Torino, in questo breve saggio si discutono alcune tra le tesi che caratterizzano una ontologia sociale siffatta. Particolare attenzione viene data alla tesi secondo cui l’identità di un oggetto sociale e la sua permanenza attraverso il tempo dipenderebbero dall’iscrizione che ne è alla base anziché, come per esempio nella posizione searliana, dall’oggetto fisico sottostante. Questa tesi, si sostiene, acquisisce particolare pregnanza nell’epoca del web, quell’acceleratore della documentalità, per dirla con le parole del filosofo, che ha la caratteristica di mostrare nella sua evidenza la struttura stessa della realtà sociale e, in tal modo, di diventare uno strumento per il cambiamento. Mettendo in luce la linea concettuale che unisce Documentalità (2009) con uno dei lavori più recenti di Ferraris, Mobilitazione totale (2015), si articola e si sostiene l’idea secondo cui il web svolge una duplice funzione. Da un lato, rivelare l’emergere della società dalla natura, riproducendo in tempi osservabili e in un ambiente monitorabile, quello di cui non è possibile essere spettatori diretti. Dall’altro, renderne evidente la struttura ultima che, appunto, è una struttura documentale.

Dalla Fiat al Web : Che cosa una ontologia sociale basata sui documenti permette di spiegare / E. Casetta, G. Torrengo. - In: RIVISTA DI ESTETICA. - ISSN 0035-6212. - 60:3(2015), pp. 54-62. [10.4000/estetica.570]

Dalla Fiat al Web : Che cosa una ontologia sociale basata sui documenti permette di spiegare

G. Torrengo
2015

Abstract

Nel 2009, prendendo le mosse da articoli e libri pubblicati negli anni precedenti, Maurizio Ferraris proponeva la “documentalità”, una ontologia sociale che, a differenza della received view basata sull’intenzionalità collettiva, individuava il fondamento degli oggetti sociali negli atti iscritti. Prendendo come spunto due oggetti sociali tipicamente torinesi – il capoluogo piemontese è il luogo di nascita del filosofo – e cioè la casa automobilistica Fiat e l’Università di Torino, in questo breve saggio si discutono alcune tra le tesi che caratterizzano una ontologia sociale siffatta. Particolare attenzione viene data alla tesi secondo cui l’identità di un oggetto sociale e la sua permanenza attraverso il tempo dipenderebbero dall’iscrizione che ne è alla base anziché, come per esempio nella posizione searliana, dall’oggetto fisico sottostante. Questa tesi, si sostiene, acquisisce particolare pregnanza nell’epoca del web, quell’acceleratore della documentalità, per dirla con le parole del filosofo, che ha la caratteristica di mostrare nella sua evidenza la struttura stessa della realtà sociale e, in tal modo, di diventare uno strumento per il cambiamento. Mettendo in luce la linea concettuale che unisce Documentalità (2009) con uno dei lavori più recenti di Ferraris, Mobilitazione totale (2015), si articola e si sostiene l’idea secondo cui il web svolge una duplice funzione. Da un lato, rivelare l’emergere della società dalla natura, riproducendo in tempi osservabili e in un ambiente monitorabile, quello di cui non è possibile essere spettatori diretti. Dall’altro, renderne evidente la struttura ultima che, appunto, è una struttura documentale.
In 2009, starting from articles and books published in earlier years, Maurizio Ferraris proposed his "documentality": a social ontology that, unlike the received view based on collective intentionality, identified the foundation of social objects in inscribed acts. Considering two social objects typical of Turin (the capital of Piedmont is the philosopher’s birthplace) such as Fiat and the University of Turin, this short paper discusses some of the theories that characterize such a social ontology. Particular attention is given to the theory that the identity of a social object and its permanence through time depend on the underlying inscription rather than, as in Searle’s position, on the underlying physical object. This thesis, it is argued, gains particular significance in the era of the World Wide Web. To quote the philosopher’s words, the web is an accelerator of documentality that has the characteristic of showing the very structure of social reality and, in so doing, of becoming a tool for change. Highlighting the conceptual line that combines Documentalità (2009) with one of Ferraris’ most recent works, Mobilitazione totale (2015), I argue that the web has a dual function: on the one hand, it reveals the emergence of society from nature, reproducing in observable times and in a monitored environment what cannot be directly perceived. On the other, it renders obvious its ultimate structure: that is, indeed, a documental structure.
ontology; hermeneutics; social ontology; documentality
Settore M-FIL/05 - Filosofia e Teoria dei Linguaggi
https://journals.openedition.org/estetica/570#text
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