The article investigates the way contemporary and subsequent Russian critics explained and used the obvious similarity between William Hogarth and Pavel Fedotov (1815-1852), one of the first genre painters in Russia, the first to attempt satire in painting, for this reason called “the Russian Hogarth”. It focuses in particular on the different editions (1934-1973) of the book written about him as a key figure of his generation by Viktor Shklovsky, one of the leaders of the Formalist critical movement, revealing a possible unsuspected reading key.

L’articolo indaga il modo in cui i critici russi contemporanei e delle epoche successive interpretarono e misero in evidenza le palesi somiglianze tra Willliam Hogarth e Pavel Fedotov (1815-1852), uno dei primi pittori di genere e il primo pittore satirico della Russia, cosa che gli valse la definizione di “Hogarth russo”. In particolare vengono esaminate le diverse redazioni (dal 1934 al 1973) del libro su Fedotov scritto dal critico Formalista Viktor Šklovskij, rivelandone una possibile inaspettata chiave di lettura.

From Pavel Fedotov to Viktor Shklovsky : The turbulent fortunes of William Hogarth in Russia and the USSR / L. Rossi - In: Enduring Presence : William Hogarth's British and European Afterlives / [a cura di] C. Patey, C. E. Roman, G. Letissier. - Prima edizione. - Oxford : Peter Lang, 2021. - ISBN 9781789974706. - pp. 83-97 (( convegno William Hogarth in Time: Metamorphoses and Afterlives in European Literatures and Cultures tenutosi a Milano nel 2018.

From Pavel Fedotov to Viktor Shklovsky : The turbulent fortunes of William Hogarth in Russia and the USSR

L. Rossi
2021

Abstract

L’articolo indaga il modo in cui i critici russi contemporanei e delle epoche successive interpretarono e misero in evidenza le palesi somiglianze tra Willliam Hogarth e Pavel Fedotov (1815-1852), uno dei primi pittori di genere e il primo pittore satirico della Russia, cosa che gli valse la definizione di “Hogarth russo”. In particolare vengono esaminate le diverse redazioni (dal 1934 al 1973) del libro su Fedotov scritto dal critico Formalista Viktor Šklovskij, rivelandone una possibile inaspettata chiave di lettura.
The article investigates the way contemporary and subsequent Russian critics explained and used the obvious similarity between William Hogarth and Pavel Fedotov (1815-1852), one of the first genre painters in Russia, the first to attempt satire in painting, for this reason called “the Russian Hogarth”. It focuses in particular on the different editions (1934-1973) of the book written about him as a key figure of his generation by Viktor Shklovsky, one of the leaders of the Formalist critical movement, revealing a possible unsuspected reading key.
pittura inglese; pittura russa; letteratura russa sovietica; Majakovskij
Settore L-LIN/21 - Slavistica
Università degli studi di Milano, Associazione italiana di Anglistica, British Council, Società Italiana Studi sul Secolo XVIII
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