OBJECTIVES In this study the effectiveness of implantoplasty was analyzed as a method of decontamination associated with regenerative therapy of peri-implantitis. Implantoplasty is a procedure that aim to make the implant portion exposed by the inflammatory process smooth by using decreasing abrasive burs mounted on rotating instruments. The goal of this procedure is to remove the superficial layer of titanium contaminated by bacteria and at the same time reduce the roughness of the implant body so as to make it less retentive of bacterial plaque, therefore less prone to recurrence. MATERIALS AND METHODS Five patients were selected aged between 50 and 77 years, for a total of 6 implants affected by peri-implantitis. The patients had been treated with implant rehabilitation in a period between 7 and 10 years before and all the im-plants had a rough surface. The peri-implant defects were of the intra-osseous type and were treated with regenerative therapy; the implant surface exposed by bone resorption was treated with implantoplasty. Before surgery, the patients underwent causal therapy with the use of teflon curettes, ultrasonic tip coated in plastic and simultaneous irrigation of chlorhexidine 0.2% mouthwash and the aid of an air-polish-ing tool and powder (erythritol, amorphous silica and 0,3% chlor-hexidine). Each patient was prescribed antibiotic therapy with amoxicillin and clavulanic acid or, in case of allergies, with clarithro-mycin. The surgical procedure consists in the preparation of a mucoperiosteal flap with vertical release incisions where necessary to reduce the flap tension, de-granulation of the peri-implant defect by means of teflon curettes and ultrasound tip and decontamination of the defect by use of 0.2% chlorhexidine washes. The implant portion that had lost sup-porting bone tissue was treated with implantoplasty as far as sur-gical access allowed, using dia-mond drills with decreasing gran-ulometry and polishing pads. Mi-croperforations of the bone marrow were performed in the intra-osseous defect, followed by the filling of the same with a het-erologous bone substitute based on deproteneized bovine bone (Bio-Oss®, Geistlich, Wolhusen, Switzerland) and subsequent placement of a resorbable collagen membrane. At 7 days the healing check and an intraoral radiograph was performed, and the sutures were removed at 14 days. All patients were included in a follow-up protocol that included 1, 3, 6 and 12 month control visits. RESULTS AND CONCLUSIONS The probing depths of the 6 implants recorded at the baseline (t0) in some cases exceeded 10 mm, and in 66.6% were >5 mm, with an average of 6.71±2.42 mm. At 6 months from the surgical treatment (t1) at none of the site a value of PD >5 mm was recorded, with an aver-age of 3.92±0.83 mm; BoP al-ways <25%. The intraoral radiographs showed a stable bone level compared to the post-surgical bone level; in addition, home oral hygiene was found to be improved in all patients. At 1 year from surgery (t2) the PD values recorded at each implant site were <5 mm with an average of 3.38±0.58 mm; no signs of inflammation were noticed and the intraoral radiographs showed no bone resorption. CLINICAL SIGNIFICANCE Despite the small number of the sample, and the impossibility to evaluate the peri-implant site histologically, implantoplasty associated with the regenerative treatment of peri-implantitis is a promising therapeutic approach.

Obiettivi In questo studio è stata analizzata l’efficacia dell’implantoplastica come metodo di decontaminazione associata alla terapia rigenerativa della perimplantite. L’implantoplastica è una procedura che consiste nel rendere liscia la porzione di impianto esposta dal processo infiammatorio mediante l’utilizzo di frese ad abrasività decrescente montate su strumenti rotanti. L’obiettivo di tale procedura è rimuovere lo strato più superficiale di titanio contaminato da batteri e, al contempo, ridurre la ruvidità del corpo implantare così da renderlo meno ritentivo di placca batterica, dunque meno soggetto a recidive. Materiali e metodi Sono stati selezionati 5 pazienti tra i 50 e i 77 anni, per un totale di 6 impianti affetti da perimplantite. I pazienti erano stati trattati con riabilitazione implanto-protesica in un periodo compreso tra 7 e 10 anni prima e tutti gli impianti presentavano superficie ruvida. I difetti perimplantari erano di tipo infraosseo e sono stati trattati con terapia rigenerativa; la superficie implantare esposta dal riassorbimento osseo è stata trattata con tecnica di implantoplastica. Prima dell’intervento chirurgico i pazienti sono stati sottoposti a terapia causale che prevede l’utilizzo di curette in teflon, punta ultrasuoni rivestita in plastica e contestuale irrigazione di clorexidina 0,2% collutorio e l’ausilio di uno strumento di air-polishing e polvere a base di eritritolo, silice amorfa e clorexidina 0,3%. A ogni paziente è stata prescritta una terapia antibiotica con amoxicillina e acido clavulanico o, in caso di allergie, con claritromicina. La procedura chirurgica ha previsto l’allestimento di un lembo mucoperiosteo con incisioni di rilascio verticali laddove necessarie per ridurre la tensione del lembo, degranulazione del difetto perimplantare mediante curette in teflon e punta ultrasuoni e decontaminazione del difetto mediante lavaggi di clorexidina 0,2% collutorio. La porzione di impianto che aveva perso tessuto osseo di supporto è stata sottoposta a implantoplastica, fin dove l’accesso chirurgico lo consentiva, mediante l’uso di frese diamantate a granulometria decrescente e gommini da lucidatura. In sede del difetto infraosseo sono state eseguite microperforazioni della midollare, cui è seguito il riempimento dello stesso mediante sostituto osseo eterologo a base di osso bovino deproteinizzato (Bio-Oss®, Geistlich, Wolhusen, Svizzera) e successivo posizionamento di una membrana in collagene riassorbibile. A 7 giorni è stato effettuato il controllo della guarigione e una radiografia endorale, mentre le suture sono state rimosse a 14 giorni. Tutti i pazienti sono stati inseriti in un protocollo di follow-up che prevedeva visite di controllo a 1, 3, 6 e 12 mesi. Risultati e conclusioni Le profondità di sondaggio dei 6 impianti registrate al baseline (t0) in alcuni casi superavano i 10 mm, e nel 66,6% erano >5 mm, con una media pari a 6,71±2,42 mm. A 6 mesi dal trattamento chirurgico (t1) in nessun sito è stato registrato un valore di PD >5 mm, con una media pari a 3,92±0,83 mm; BoP sempre <25%. Le radiografie endorali di controllo mostravano un livello osseo stabile se paragonato a quello post-chirurgico; inoltre, l’igiene orale domiciliare è risultata migliorata in tutti i pazienti. A 1 anno dalla chirurgia (t2) i valori di PD registrati in ogni sito implantare erano <5 mm con una media pari a 3,38±0,58 mm; non si evidenziavano segni di infiammazione e le radiografie endorali non mostravano riassorbimento osseo. Significato clinico Nonostante il numero ridotto del campione, e l’impossibilità di valutare istologicamente il sito perimplantare, l’implantoplastica associata al trattamento rigenerativo della perimplantite costituisce un approccio terapeutico promettente.

Implantoplasty associated with the regenerative treatment of peri-implantitis = L’implantoplastica associata al trattamento rigenerativo della perimplantite / C. Austoni, F. Azzola, N. Cavalli, P. Morandi, L. Francetti. - In: DENTAL CADMOS. - ISSN 0011-8524. - 87:5(2019 May), pp. 262-269. [10.19256/d.cadmos.05.2019.05]

Implantoplasty associated with the regenerative treatment of peri-implantitis = L’implantoplastica associata al trattamento rigenerativo della perimplantite

C. Austoni;F. Azzola;N. Cavalli;P. Morandi;L. Francetti
2019

Abstract

Obiettivi In questo studio è stata analizzata l’efficacia dell’implantoplastica come metodo di decontaminazione associata alla terapia rigenerativa della perimplantite. L’implantoplastica è una procedura che consiste nel rendere liscia la porzione di impianto esposta dal processo infiammatorio mediante l’utilizzo di frese ad abrasività decrescente montate su strumenti rotanti. L’obiettivo di tale procedura è rimuovere lo strato più superficiale di titanio contaminato da batteri e, al contempo, ridurre la ruvidità del corpo implantare così da renderlo meno ritentivo di placca batterica, dunque meno soggetto a recidive. Materiali e metodi Sono stati selezionati 5 pazienti tra i 50 e i 77 anni, per un totale di 6 impianti affetti da perimplantite. I pazienti erano stati trattati con riabilitazione implanto-protesica in un periodo compreso tra 7 e 10 anni prima e tutti gli impianti presentavano superficie ruvida. I difetti perimplantari erano di tipo infraosseo e sono stati trattati con terapia rigenerativa; la superficie implantare esposta dal riassorbimento osseo è stata trattata con tecnica di implantoplastica. Prima dell’intervento chirurgico i pazienti sono stati sottoposti a terapia causale che prevede l’utilizzo di curette in teflon, punta ultrasuoni rivestita in plastica e contestuale irrigazione di clorexidina 0,2% collutorio e l’ausilio di uno strumento di air-polishing e polvere a base di eritritolo, silice amorfa e clorexidina 0,3%. A ogni paziente è stata prescritta una terapia antibiotica con amoxicillina e acido clavulanico o, in caso di allergie, con claritromicina. La procedura chirurgica ha previsto l’allestimento di un lembo mucoperiosteo con incisioni di rilascio verticali laddove necessarie per ridurre la tensione del lembo, degranulazione del difetto perimplantare mediante curette in teflon e punta ultrasuoni e decontaminazione del difetto mediante lavaggi di clorexidina 0,2% collutorio. La porzione di impianto che aveva perso tessuto osseo di supporto è stata sottoposta a implantoplastica, fin dove l’accesso chirurgico lo consentiva, mediante l’uso di frese diamantate a granulometria decrescente e gommini da lucidatura. In sede del difetto infraosseo sono state eseguite microperforazioni della midollare, cui è seguito il riempimento dello stesso mediante sostituto osseo eterologo a base di osso bovino deproteinizzato (Bio-Oss®, Geistlich, Wolhusen, Svizzera) e successivo posizionamento di una membrana in collagene riassorbibile. A 7 giorni è stato effettuato il controllo della guarigione e una radiografia endorale, mentre le suture sono state rimosse a 14 giorni. Tutti i pazienti sono stati inseriti in un protocollo di follow-up che prevedeva visite di controllo a 1, 3, 6 e 12 mesi. Risultati e conclusioni Le profondità di sondaggio dei 6 impianti registrate al baseline (t0) in alcuni casi superavano i 10 mm, e nel 66,6% erano >5 mm, con una media pari a 6,71±2,42 mm. A 6 mesi dal trattamento chirurgico (t1) in nessun sito è stato registrato un valore di PD >5 mm, con una media pari a 3,92±0,83 mm; BoP sempre <25%. Le radiografie endorali di controllo mostravano un livello osseo stabile se paragonato a quello post-chirurgico; inoltre, l’igiene orale domiciliare è risultata migliorata in tutti i pazienti. A 1 anno dalla chirurgia (t2) i valori di PD registrati in ogni sito implantare erano <5 mm con una media pari a 3,38±0,58 mm; non si evidenziavano segni di infiammazione e le radiografie endorali non mostravano riassorbimento osseo. Significato clinico Nonostante il numero ridotto del campione, e l’impossibilità di valutare istologicamente il sito perimplantare, l’implantoplastica associata al trattamento rigenerativo della perimplantite costituisce un approccio terapeutico promettente.
OBJECTIVES In this study the effectiveness of implantoplasty was analyzed as a method of decontamination associated with regenerative therapy of peri-implantitis. Implantoplasty is a procedure that aim to make the implant portion exposed by the inflammatory process smooth by using decreasing abrasive burs mounted on rotating instruments. The goal of this procedure is to remove the superficial layer of titanium contaminated by bacteria and at the same time reduce the roughness of the implant body so as to make it less retentive of bacterial plaque, therefore less prone to recurrence. MATERIALS AND METHODS Five patients were selected aged between 50 and 77 years, for a total of 6 implants affected by peri-implantitis. The patients had been treated with implant rehabilitation in a period between 7 and 10 years before and all the im-plants had a rough surface. The peri-implant defects were of the intra-osseous type and were treated with regenerative therapy; the implant surface exposed by bone resorption was treated with implantoplasty. Before surgery, the patients underwent causal therapy with the use of teflon curettes, ultrasonic tip coated in plastic and simultaneous irrigation of chlorhexidine 0.2% mouthwash and the aid of an air-polish-ing tool and powder (erythritol, amorphous silica and 0,3% chlor-hexidine). Each patient was prescribed antibiotic therapy with amoxicillin and clavulanic acid or, in case of allergies, with clarithro-mycin. The surgical procedure consists in the preparation of a mucoperiosteal flap with vertical release incisions where necessary to reduce the flap tension, de-granulation of the peri-implant defect by means of teflon curettes and ultrasound tip and decontamination of the defect by use of 0.2% chlorhexidine washes. The implant portion that had lost sup-porting bone tissue was treated with implantoplasty as far as sur-gical access allowed, using dia-mond drills with decreasing gran-ulometry and polishing pads. Mi-croperforations of the bone marrow were performed in the intra-osseous defect, followed by the filling of the same with a het-erologous bone substitute based on deproteneized bovine bone (Bio-Oss®, Geistlich, Wolhusen, Switzerland) and subsequent placement of a resorbable collagen membrane. At 7 days the healing check and an intraoral radiograph was performed, and the sutures were removed at 14 days. All patients were included in a follow-up protocol that included 1, 3, 6 and 12 month control visits. RESULTS AND CONCLUSIONS The probing depths of the 6 implants recorded at the baseline (t0) in some cases exceeded 10 mm, and in 66.6% were &gt;5 mm, with an average of 6.71±2.42 mm. At 6 months from the surgical treatment (t1) at none of the site a value of PD &gt;5 mm was recorded, with an aver-age of 3.92±0.83 mm; BoP al-ways &lt;25%. The intraoral radiographs showed a stable bone level compared to the post-surgical bone level; in addition, home oral hygiene was found to be improved in all patients. At 1 year from surgery (t2) the PD values recorded at each implant site were &lt;5 mm with an average of 3.38±0.58 mm; no signs of inflammation were noticed and the intraoral radiographs showed no bone resorption. CLINICAL SIGNIFICANCE Despite the small number of the sample, and the impossibility to evaluate the peri-implant site histologically, implantoplasty associated with the regenerative treatment of peri-implantitis is a promising therapeutic approach.
Biomaterials; Implantoplasty; Intra-bony defects; Peri-implantitis; Regenerative surgery
Settore MED/28 - Malattie Odontostomatologiche
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