The study of epigraphic and archaeological documentation related to infant mortality in Roman times in Northern Italy (corresponding to the Augustan regiones VIII, IX, X and XI) led to various methodological, historical, social, anthropological and demographic considerations. In the first volume, after an introduction (part I) about infancy and infant mortality in Roman times, the epitaphs catalogued are analysed (part II), focusing on the monument, on the onomastics and on the status of the families mentioned in the texts. The last part of this volume (part III) examines the archaeological evidences, with studies about rituals, symbols and furnishings founded in graves and related to infancy. The second volume includes the epigraphic and archaeological catalogues, indices and a brief chapter about a georeferenced database created to archive the information studied. Childhood represents a liminal period, not precisely defined both from juridical and literary sources. In recent studies there are several interpretations for its division into periods that differ not only according to the lexicon, but also regarding to age limits. Similarly, the epigraphic documentation does not display uniformity, as prematurely dead infants are remembered with different monuments and formulae. Thanks to this diversity it was possible to deepen not only the lexical aspects, but also the onomastic subject, proposing considerations concerning the transmission of names within the family and the evolutions of the onomastic sequence over the centuries from the so called “romanisation” to the late antique period and the spread of Christianity. Various catalogued inscriptions, contextualised, have been analysed from a social point of view, as they preserved important information regarding the status of the deceased and their families. The archaeological documentation has been deepened, instead, not only from the ritual point of view (which presents differences between the pre Roman, Roman and Christian period), but also analysing the symbolic values of items found in graves. It has been possible to highlight how the infant body was the subject of different funerary rites and it was connected to objects and images related to infancy, nutrition and games. The extensive work derived from the study and the contextualization of the documentation examined allowed to emphasize how the evidences related to premature death in the Roman world were extremely articulated. It was indeed possible to highlight the perception of the infant not only as an individual, but also as a part of a family and a wider social group.

La tesi prende in esame la documentazione epigrafica ed archeologica relativa alla mortalità infantile in epoca romana nel territorio dell’odierna Italia Settentrionale (corrispondente alle regiones augustee VIII, Aemilia, IX Liguria, X, Venetia et Histria e XI, Transpadana). La presente dissertazione è stata suddivisa in due tomi: nel primo sono presenti i capitoli concernenti lo studio delle fonti relative all’infanzia e alla mortalità infantile nel mondo romano (parte I), le analisi derivate dallo studio della documentazione epigrafica (parte II) e di quella archeologica (parte III). Nel secondo, invece, sono raccolti il catalogo epigrafico, le schede dei siti archeologici selezionati, ed una breve appendice sulla realizzazione di una banca dati georeferenziata per l’archiviazione delle informazioni raccolte. L’infanzia rappresenta, nelle fonti antiche, un momento liminale ed estremamente fragile, a causa di malattie e pericoli. La sua trattazione da parte degli autori, sia di ambito letterario sia giuridico, risulta essere molto idealizzata, fornendo un’immagine dell’impubere come esterno al tessuto sociale. Per questo motivo è stato fondamentale da un punto di vista metodologico, mettere in luce la periodizzazione delle diverse fasi di vita, che venivano definite anche attraverso specifici rituali di passaggio. Sono inoltre stati approfonditi il tema dell’identità dell’infante mediante i monumenti volti a perpetuarne la memoria, e la possibile incidenza della mortalità infantile nel mondo romano facendo riferimento a studi di carattere demografico ed antropologico. L’analisi della documentazione epigrafica si è concentrata sull’approfondimento dell’iscrizione nella sua totalità, sottolineando l’importanza del supporto e dell’apparato iconografico. L’ampio numero delle iscrizioni catalogate ha favorito studi di carattere onomastico, sottolineando i cambiamenti nelle sequenze onomastiche occorse nel passaggio all’epoca tardoantica e la trasmissione dei nomi all’interno delle famiglie. Alcune iscrizioni hanno inoltre permesso di porre particolare attenzione al contesto sociale di appartenenza del giovane defunto e della sua famiglia. La documentazione archeologica, invece, è stata approfondita non solo dal punto di vista del rituale testimoniato, che presenta differenze tra l’epoca preromana, quella romana e la fase cristiana, ma anche da quello simbolico, analizzando il valore degli elementi di corredo rinvenuti e le loro occorrenze. È stato possibile mettere in luce come il corpo dell’infante fosse oggetto di rituali spesso diversi da quelli dedicati agli adulti, e gli oggetti di accompagnamento avessero in diversi casi un legame con la sfera del gioco. L’ampio lavoro di sintesi derivato dallo studio e dalla contestualizzazione della documentazione presa in esame ha permesso di sottolineare come il panorama delle testimonianze relative alla morte prematura nel mondo romano, per il territorio studiato, fosse estremamente articolato. È stato possibile infatti mettere in luce la percezione dell’infante non solo come singolo individuo, ma anche come parte di un tessuto familiare e sociale più ampio.

LA MORTALITÀ INFANTILE IN ITALIA SETTENTRIONALE IN EPOCA ROMANA. IL CONTRIBUTO DELLA DOCUMENTAZIONE EPIGRAFICA ED ARCHEOLOGICA / S. Gazzoli ; tutor: S. Segenni ; coordinatore: P. Piacentini. - : . Università degli Studi di Milano, 2019 Dec 12. ((32. ciclo, Anno Accademico 2019. [10.13130/gazzoli-silvia_phd2019-12-12].

LA MORTALITÀ INFANTILE IN ITALIA SETTENTRIONALE IN EPOCA ROMANA. IL CONTRIBUTO DELLA DOCUMENTAZIONE EPIGRAFICA ED ARCHEOLOGICA

S. Gazzoli
2019

Abstract

La tesi prende in esame la documentazione epigrafica ed archeologica relativa alla mortalità infantile in epoca romana nel territorio dell’odierna Italia Settentrionale (corrispondente alle regiones augustee VIII, Aemilia, IX Liguria, X, Venetia et Histria e XI, Transpadana). La presente dissertazione è stata suddivisa in due tomi: nel primo sono presenti i capitoli concernenti lo studio delle fonti relative all’infanzia e alla mortalità infantile nel mondo romano (parte I), le analisi derivate dallo studio della documentazione epigrafica (parte II) e di quella archeologica (parte III). Nel secondo, invece, sono raccolti il catalogo epigrafico, le schede dei siti archeologici selezionati, ed una breve appendice sulla realizzazione di una banca dati georeferenziata per l’archiviazione delle informazioni raccolte. L’infanzia rappresenta, nelle fonti antiche, un momento liminale ed estremamente fragile, a causa di malattie e pericoli. La sua trattazione da parte degli autori, sia di ambito letterario sia giuridico, risulta essere molto idealizzata, fornendo un’immagine dell’impubere come esterno al tessuto sociale. Per questo motivo è stato fondamentale da un punto di vista metodologico, mettere in luce la periodizzazione delle diverse fasi di vita, che venivano definite anche attraverso specifici rituali di passaggio. Sono inoltre stati approfonditi il tema dell’identità dell’infante mediante i monumenti volti a perpetuarne la memoria, e la possibile incidenza della mortalità infantile nel mondo romano facendo riferimento a studi di carattere demografico ed antropologico. L’analisi della documentazione epigrafica si è concentrata sull’approfondimento dell’iscrizione nella sua totalità, sottolineando l’importanza del supporto e dell’apparato iconografico. L’ampio numero delle iscrizioni catalogate ha favorito studi di carattere onomastico, sottolineando i cambiamenti nelle sequenze onomastiche occorse nel passaggio all’epoca tardoantica e la trasmissione dei nomi all’interno delle famiglie. Alcune iscrizioni hanno inoltre permesso di porre particolare attenzione al contesto sociale di appartenenza del giovane defunto e della sua famiglia. La documentazione archeologica, invece, è stata approfondita non solo dal punto di vista del rituale testimoniato, che presenta differenze tra l’epoca preromana, quella romana e la fase cristiana, ma anche da quello simbolico, analizzando il valore degli elementi di corredo rinvenuti e le loro occorrenze. È stato possibile mettere in luce come il corpo dell’infante fosse oggetto di rituali spesso diversi da quelli dedicati agli adulti, e gli oggetti di accompagnamento avessero in diversi casi un legame con la sfera del gioco. L’ampio lavoro di sintesi derivato dallo studio e dalla contestualizzazione della documentazione presa in esame ha permesso di sottolineare come il panorama delle testimonianze relative alla morte prematura nel mondo romano, per il territorio studiato, fosse estremamente articolato. È stato possibile infatti mettere in luce la percezione dell’infante non solo come singolo individuo, ma anche come parte di un tessuto familiare e sociale più ampio.
SEGENNI, SIMONETTA
PIACENTINI, PATRIZIA
The study of epigraphic and archaeological documentation related to infant mortality in Roman times in Northern Italy (corresponding to the Augustan regiones VIII, IX, X and XI) led to various methodological, historical, social, anthropological and demographic considerations. In the first volume, after an introduction (part I) about infancy and infant mortality in Roman times, the epitaphs catalogued are analysed (part II), focusing on the monument, on the onomastics and on the status of the families mentioned in the texts. The last part of this volume (part III) examines the archaeological evidences, with studies about rituals, symbols and furnishings founded in graves and related to infancy. The second volume includes the epigraphic and archaeological catalogues, indices and a brief chapter about a georeferenced database created to archive the information studied. Childhood represents a liminal period, not precisely defined both from juridical and literary sources. In recent studies there are several interpretations for its division into periods that differ not only according to the lexicon, but also regarding to age limits. Similarly, the epigraphic documentation does not display uniformity, as prematurely dead infants are remembered with different monuments and formulae. Thanks to this diversity it was possible to deepen not only the lexical aspects, but also the onomastic subject, proposing considerations concerning the transmission of names within the family and the evolutions of the onomastic sequence over the centuries from the so called “romanisation” to the late antique period and the spread of Christianity. Various catalogued inscriptions, contextualised, have been analysed from a social point of view, as they preserved important information regarding the status of the deceased and their families. The archaeological documentation has been deepened, instead, not only from the ritual point of view (which presents differences between the pre Roman, Roman and Christian period), but also analysing the symbolic values of items found in graves. It has been possible to highlight how the infant body was the subject of different funerary rites and it was connected to objects and images related to infancy, nutrition and games. The extensive work derived from the study and the contextualization of the documentation examined allowed to emphasize how the evidences related to premature death in the Roman world were extremely articulated. It was indeed possible to highlight the perception of the infant not only as an individual, but also as a part of a family and a wider social group.
childhood; epigraphy; roman history; Archaeology
Settore L-ANT/03 - Storia Romana
LA MORTALITÀ INFANTILE IN ITALIA SETTENTRIONALE IN EPOCA ROMANA. IL CONTRIBUTO DELLA DOCUMENTAZIONE EPIGRAFICA ED ARCHEOLOGICA / S. Gazzoli ; tutor: S. Segenni ; coordinatore: P. Piacentini. - : . Università degli Studi di Milano, 2019 Dec 12. ((32. ciclo, Anno Accademico 2019. [10.13130/gazzoli-silvia_phd2019-12-12].
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