Introduzione La tutela del diritto alla salute è garantita anche all’interno degli istituti penitenziari, per questo motivo, l’attenzione sul fenomeno dei sucidi deve sempre essere mantenuta alta. Con lo scopo di valutare l’efficacia deterrente degli strumenti utilizzati dall’Amministrazione Penitenziaria in un grande centro metropolitano, abbiamo individuato peculiari casi di suicidio occorsi in carcere, con modalità lesive alternative alla più diffusa asfissia meccanica da impiccamento. Materiali e metodi Dall’archivio autoptico dell’Istituto di Medicina Legale di Milano, dalla categoria dei 4354 suicidi generali occorsi in 26 anni (1993-2018), sono stati estrapolati quelli accaduti nei maggiori istituti di detenzione della città, attestanti l’utilizzo di modalità lesive alternative all’asfissia meccanica da impiccamento. Risultati Nel periodo considerato 14 vittime hanno rispettato i criteri selezionati per lo studio: 2 sono decedute attraverso confinamento del capo in un sacchetto in plastica, 3 per inalazione di butano e, 7 attraverso inalazione di butano associata a plastic bag suffocation. Inoltre, due vittime hanno utilizzato, per compiere il gesto anticonservativo, due peculiari modalità consistenti, in un caso, nell’ingestione volontaria di cibo a cui la vittima era consapevolmente allergica e, nel self-burning in cella nell’ultimo caso. Conclusioni L’analisi ha identificato le modalità di suicidio intra carcerario non consuete, individuando adeguati strumenti di prevenzione mirati a ridurre il numero dei decessi. Infatti, la maggior parte di questi accadimenti ha attestato l’utilizzo improprio di uno strumento consentito dall’Amministrazione Penitenziaria, che ha rappresentato uno dei prevalenti fattori di rischio presenti, essendo stato utilizzato dal 50% della popolazione analizzata. Bibliografia [1] Buffa P. (2015). Scostare il velo e affrontare la realtà: alcune riflessioni per migliorare la prevenzione del suicidio in carcere. Rassegna Penitenziaria e Criminologica, 3, 43-70. [2] Felthous AR. (2011). Suicide behing bars: trends, inconsistencies and pratical implications. Journal of Forensic Science, 56, 1541-1555. [3] Daniele, L. (2018). Diritto dell’Unione Europea. Sistema Istituzionale. Ordinamento. Tutela giurisdizionale. Competenze, Milano: Giuffré Editore. [4] Spittal MJ, Foryth S, Borschmann R, et al (2017). Modificable risk factors for the external cause mortality after release from prison: a rested case control study. Epidemiology and Psychiatric Sciences, 25, 1-10

Il suicidio in stato di detenzione con modalità lesive alternative all'asfissia meccanica da impiccamento / L. Mastroluca, R. Bianchi, D. Di Candia, G. Gentile, R. Zoia. ((Intervento presentato al 2. convegno Convegno Intergruppi SIMLA tenutosi a Domus Maria, Cagliari nel 2019.

Il suicidio in stato di detenzione con modalità lesive alternative all'asfissia meccanica da impiccamento

D. Di Candia;G. Gentile;R. Zoia
2019-05-23

Abstract

Introduzione La tutela del diritto alla salute è garantita anche all’interno degli istituti penitenziari, per questo motivo, l’attenzione sul fenomeno dei sucidi deve sempre essere mantenuta alta. Con lo scopo di valutare l’efficacia deterrente degli strumenti utilizzati dall’Amministrazione Penitenziaria in un grande centro metropolitano, abbiamo individuato peculiari casi di suicidio occorsi in carcere, con modalità lesive alternative alla più diffusa asfissia meccanica da impiccamento. Materiali e metodi Dall’archivio autoptico dell’Istituto di Medicina Legale di Milano, dalla categoria dei 4354 suicidi generali occorsi in 26 anni (1993-2018), sono stati estrapolati quelli accaduti nei maggiori istituti di detenzione della città, attestanti l’utilizzo di modalità lesive alternative all’asfissia meccanica da impiccamento. Risultati Nel periodo considerato 14 vittime hanno rispettato i criteri selezionati per lo studio: 2 sono decedute attraverso confinamento del capo in un sacchetto in plastica, 3 per inalazione di butano e, 7 attraverso inalazione di butano associata a plastic bag suffocation. Inoltre, due vittime hanno utilizzato, per compiere il gesto anticonservativo, due peculiari modalità consistenti, in un caso, nell’ingestione volontaria di cibo a cui la vittima era consapevolmente allergica e, nel self-burning in cella nell’ultimo caso. Conclusioni L’analisi ha identificato le modalità di suicidio intra carcerario non consuete, individuando adeguati strumenti di prevenzione mirati a ridurre il numero dei decessi. Infatti, la maggior parte di questi accadimenti ha attestato l’utilizzo improprio di uno strumento consentito dall’Amministrazione Penitenziaria, che ha rappresentato uno dei prevalenti fattori di rischio presenti, essendo stato utilizzato dal 50% della popolazione analizzata. Bibliografia [1] Buffa P. (2015). Scostare il velo e affrontare la realtà: alcune riflessioni per migliorare la prevenzione del suicidio in carcere. Rassegna Penitenziaria e Criminologica, 3, 43-70. [2] Felthous AR. (2011). Suicide behing bars: trends, inconsistencies and pratical implications. Journal of Forensic Science, 56, 1541-1555. [3] Daniele, L. (2018). Diritto dell’Unione Europea. Sistema Istituzionale. Ordinamento. Tutela giurisdizionale. Competenze, Milano: Giuffré Editore. [4] Spittal MJ, Foryth S, Borschmann R, et al (2017). Modificable risk factors for the external cause mortality after release from prison: a rested case control study. Epidemiology and Psychiatric Sciences, 25, 1-10
detenzione; suicidio; medicina legale
Settore MED/43 - Medicina Legale
Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (S.I.M.L.A)
Associazione scientifica gruppo tossicologi forensi italiani
Gruppo italiano antropologi e odontologi forensi (GIAOF)
Gruppo Genetisti Forensi Italiani (GeFI)
Gruppo italiano di entomologia forense (GIEF)
Il suicidio in stato di detenzione con modalità lesive alternative all'asfissia meccanica da impiccamento / L. Mastroluca, R. Bianchi, D. Di Candia, G. Gentile, R. Zoia. ((Intervento presentato al 2. convegno Convegno Intergruppi SIMLA tenutosi a Domus Maria, Cagliari nel 2019.
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