The contribution deals with the experience of "Dote unica lavoro" of the Lombardy Region in the international context of quasi markets of employment services. In particular, the cases of Australia, the UK, the Netherlands and Germany are examined: the author concludes her article with a brief analysis of the new placement voucher labelled "assegno di ricollocazione", which extends the Lombardy experience to the national level.

Il contributo inquadra l’esperienza lombarda di Dote Unica Lavoro (DUL) nel contesto internazionale dei sistemi di quasi mercato dei servizi all’impiego, caratterizzati dalla scissione tra il soggetto erogatore del servizio e il soggetto acquirente, e realizzati tramite lo schema della gara d’appalto, atta a selezionare i soggetti erogatori o tramite il voucher, che chiama invece l’utente alla scelta del soggetto cui richiedere il servizio. Gli approcci dei diversi Paesi sono alquanto eterogenei, da quello più aggressivo (olandese e australiano), che esternalizza anche i servizi di base (core), a quello moderato tipico della Svezia, mentre nella maggior parte degli Stati è presente un robusto quasi mercato, ma sotto la salda regia del pubblico. Il saggio, dopo aver introdotto le categorie principali, esamina quattro esperienze paradigmatiche sul piano internazionale, due appartenenti al modello anglosassone, in cui è centrale l’appalto, le altre due in cui ha grande rilievo lo strumento del voucher. Il contributo inizia con l’analisi diacronica del sistema australiano, che nel corso delle tornate ha ridotto la funzione del pubblico, mentre l’intero range dei servizi è erogato da attori privati e del terzo settore. Prosegue con il Regno Unito, incentrato sul modello del prime provider, per cui il Ministero del Lavoro negozia con un numero limitato di providers affidabili cui è demandato il compito di costruire una rete di soggetti subappaltatori (supply chain) per garantire l’erogazione di un servizio completo a tutte le fasce di utenza. Il sistema olandese, dopo un utilizzo massiccio delle gare d’appalto, di fronte alla degenerazione qualitativa del servizio offerto dai soggetti così selezionati, ha puntato nei primi anni 2000 su un nuovo strumento, l’IRO, nella sostanza un voucher. La Germania, pur facendo tuttora ricorso al meccanismo del bando pubblico, ha dal 2000 progressivamente valorizzato lo strumento del voucher, esteso dal placement alla formazione e infine alle politiche attive in genere. Il quarto paragrafo, dopo aver tracciato i profili salienti della DUL, li rapporta alle esperienze esaminate e ne mette in luce analogie e differenze, giungendo alla conclusione che l’istituto compendia sinergicamente i principali elementi dei vari sistemi. Il lavoro si chiude con un accenno all’assegno di ricollocazione, introdotto dal Jobs Act, che, mutatis mutandis, estende il modello lombardo sul piano nazionale.

Pubblico e privato nei servizi per il lavoro : la Dote unica lavoro nel panorama internazionale / A. Sartori. - In: RIVISTA DEL DIRITTO DELLA SICUREZZA SOCIALE. - ISSN 1720-562X. - 18:4(2018), pp. 757-804. [10.3241/92027]

Pubblico e privato nei servizi per il lavoro : la Dote unica lavoro nel panorama internazionale

sartori alessandra
2018

Abstract

Il contributo inquadra l’esperienza lombarda di Dote Unica Lavoro (DUL) nel contesto internazionale dei sistemi di quasi mercato dei servizi all’impiego, caratterizzati dalla scissione tra il soggetto erogatore del servizio e il soggetto acquirente, e realizzati tramite lo schema della gara d’appalto, atta a selezionare i soggetti erogatori o tramite il voucher, che chiama invece l’utente alla scelta del soggetto cui richiedere il servizio. Gli approcci dei diversi Paesi sono alquanto eterogenei, da quello più aggressivo (olandese e australiano), che esternalizza anche i servizi di base (core), a quello moderato tipico della Svezia, mentre nella maggior parte degli Stati è presente un robusto quasi mercato, ma sotto la salda regia del pubblico. Il saggio, dopo aver introdotto le categorie principali, esamina quattro esperienze paradigmatiche sul piano internazionale, due appartenenti al modello anglosassone, in cui è centrale l’appalto, le altre due in cui ha grande rilievo lo strumento del voucher. Il contributo inizia con l’analisi diacronica del sistema australiano, che nel corso delle tornate ha ridotto la funzione del pubblico, mentre l’intero range dei servizi è erogato da attori privati e del terzo settore. Prosegue con il Regno Unito, incentrato sul modello del prime provider, per cui il Ministero del Lavoro negozia con un numero limitato di providers affidabili cui è demandato il compito di costruire una rete di soggetti subappaltatori (supply chain) per garantire l’erogazione di un servizio completo a tutte le fasce di utenza. Il sistema olandese, dopo un utilizzo massiccio delle gare d’appalto, di fronte alla degenerazione qualitativa del servizio offerto dai soggetti così selezionati, ha puntato nei primi anni 2000 su un nuovo strumento, l’IRO, nella sostanza un voucher. La Germania, pur facendo tuttora ricorso al meccanismo del bando pubblico, ha dal 2000 progressivamente valorizzato lo strumento del voucher, esteso dal placement alla formazione e infine alle politiche attive in genere. Il quarto paragrafo, dopo aver tracciato i profili salienti della DUL, li rapporta alle esperienze esaminate e ne mette in luce analogie e differenze, giungendo alla conclusione che l’istituto compendia sinergicamente i principali elementi dei vari sistemi. Il lavoro si chiude con un accenno all’assegno di ricollocazione, introdotto dal Jobs Act, che, mutatis mutandis, estende il modello lombardo sul piano nazionale.
Servizi per l'impiego; quasi mercati; Dote unica lavoro; Assegno di ricollocazione; Australia; Regno Unito; Paesi Bassi; Germania; Employment Services; quasi markets; Dote Unica Lavoro; Voucher for the placement of the unemployed; Australia; The UK; The Netherlands; Germany
Settore IUS/07 - Diritto del Lavoro
RIVISTA DEL DIRITTO DELLA SICUREZZA SOCIALE
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