2991 fragmentary but well preserved animal bone remains of the Bronze and Iron Age settlement of the Kiabichl at Faggen (Tyrol/Austria) were analyzed. Palaeoeconomy and zoological aspects of the domestic fauna were discussed. The animal bones recovered from the archaeological layers have been used to reconstruct the life of the people in this interval between the middle Bronze Age and the Iron Age. The bones were interpreted as remains of meals and slaughter activities. During the Bronze Age cattle were the most important domestic species, (50% of the number of finds and 71.3% of the weight of finds) followed by the category of sheep and goat (predominant is sheep) with 34% of the number of finds and 13% of the weight of finds. Domestic pig is not so numerous, it contributes only 14.2% of the number of finds and 12.2% of the weight of finds. Bones of other domestic animals, like dog and horse, occur only in small numbers. Also game (reed deer, roe, brown bear and wild boar) do not contribute much to the bone assemblage. During the Iron Age (final phase of the Hallstatt period and the following Latène period), the proportion of cattle bones and the group of sheep and goat is quite balanced. During this period, the proportion of pig bones remains low. The first documentation of the domestic fowl is attested at Faggen at the Latène period, whilst remains of game are completely lacking now. Apart from using cattle as working and drought animal in agricultural activities it’s purpose in supplying dairy products seems likely. In sheep the main purpose seems wool production, whereas pigs were always exploited for meat and fat.

I resti faunistici dell’insediamento dell’età del Bronzo e del Ferro del Kiabichl presso Faggen (Tirolo, Austria). Vengono presentati in questo contributo i risultati dello studio dei resti faunistici provenienti dall’abitato su altura del Kiabichl presso Faggen (Tirolo, Austria). Si tratta di un dosso morenico posto a 900 m ca. slm, allo sbocco nel fiume Inn di un suo piccolo tributario. Insediato nel Bronzo medio e nell’età del Ferro, deve essergli riconosciuto un probabile ruolo di controllo della viabilità interna e dei territori circostanti, adatti tanto all’agricoltura quanto all’allevamento dei più importanti animali domestici. La maggior parte dei resti faunistici è databile alla media età del Bronzo (2.722 reperti per 42666 g di peso), epoca in cui fu attivo sul Kiabichl un abitato fortificato (torre) caratterizzato da capanne in legno. Un lotto minore di resti faunistici proviene inoltre da un edificio in pietra (piano interrato) e legno (alzati soprastanti) risalente all’età della romanizzazione, e da livelli della fine dell’età di Hallstatt. Il lotto faunistico conta 2991 resti, relativamente ben conservati, ma per lo più frammentari. Essi debbono essere intesi come resti di pasto e di trattamento delle carcasse. Durante la media età del Bronzo l’animale meglio documentato è il bue (50 % del Numero Resti, 71,3% del peso), cui seguono i caprini domestici (soprattutto pecora) con il 34% del Numero Resti e il 13% del peso. Il maiale è relativamente poco rappresentato (14,2% del Numero Resti, 12,2% del peso). Tra i domestici vanno segnalati ancora il cavallo e il cane, presenti, come di consueto, con ben pochi resti. Un ruolo del tutto insignificante sul piano economico deve essere attribuito a una serie di animali selvatici (capriolo, cinghiale, cervo, orso), i cui resti valgono semplicemente a indicarne la presenza nell’ambiente circostante il sito. In età lateniana compare a Faggen il gallo domestico, mentre i selvatici sembrano del tutto assenti; nei due lotti faunistici dell’età del Ferro sembra determinarsi un certo equilibrio numerico tra il bue e i caprini domestici. Il maiale resta, come nel Bronzo medio, di importanza economica limitata. Va sottolineato tuttavia che, al Kiabichl, la relativa scarsità di resti del I millennio a.C. non permette un compiuto confronto con gli atteggiamenti economici della precedente età del Bronzo. Lo sfruttamento del bue come fornitore di carne e latte (e suoi derivati) è probabile, ma si deve dare per scontato un suo impiego anche come animale da lavoro nelle attività agricole. Le pecore erano meno sfruttate come fonte di carne che come fornitrici di lana. Il fabbisogno di carne poteva infatti essere facilmente coperto dal maiale, allevato esclusivamente per tale scopo. Si affronta contestualmente il problema della maggiore o minore attestazione del maiale nei vari siti dell’età del Bronzo, prendendo in considerazione tradizione culturale e condizionamenti ambientali. Per quanto riguarda le dimensioni, si può osservare che durante il Bronzo medio il bue è, al Kiabichl di Faggen, in posizione intermedia tra le razze attestate contemporaneamente in Italia Settentrionale (altezza media al garrese cm 110) e quelle che caratterizzano le Alpi orientali a nord dello spartiacque (altezza media al garrese cm 120). Le pecore avevano un’altezza al garrese di circa 60–63 cm e si inseriscono con ciò nel quadro dimensionale noto per le regioni a nord dello spartiacque alpino. Il maiale evidenzia nell’età del Bronzo dimensioni forse un po’ grandi (altezza al garrese cm 80), eventualmente confrontabili, sul versante meridionale dello spartiacque alpino, con quella di Ganglegg presso Sluderno (BZ), ma la base statistica su cui effettuare queste speculazioni appare alquanto debole. La presenza del cavallo nell’orizzonte della media età del bronzo di Kiabichl, per quanto non isolato nel contesto storico e geografico di riferimento, costituisce un elemento di evidente interesse per le implicazioni culturali e sociali che ad essa si accompagnano. L’altezza al garrese di questo animale doveva essere a Faggen di circa 130 cm, e si lascia ben confrontare con reperti regionali coevi o leggermente più recenti.

Die Tierknochen aus der bronze- und eisenzeitlichen Siedlung auf dem Kiabichl bei Faggen (Tirol, Österreich) / U. Tecchiati. - In: ANNALEN DES NATURHISTORISCHEN MUSEUMS IN WIEN. SERIE A FÜR MINERALOGIE UND PETROGRAPHIE, GEOLOGIE UND PALÄONTOLOGIE, ANTHROPOLOGIE UND PRÄHISTORIE. - ISSN 0255-0091. - 114:(2012), pp. 21-78.

Die Tierknochen aus der bronze- und eisenzeitlichen Siedlung auf dem Kiabichl bei Faggen (Tirol, Österreich)

U. Tecchiati
Primo
Writing – Original Draft Preparation
2012

Abstract

I resti faunistici dell’insediamento dell’età del Bronzo e del Ferro del Kiabichl presso Faggen (Tirolo, Austria). Vengono presentati in questo contributo i risultati dello studio dei resti faunistici provenienti dall’abitato su altura del Kiabichl presso Faggen (Tirolo, Austria). Si tratta di un dosso morenico posto a 900 m ca. slm, allo sbocco nel fiume Inn di un suo piccolo tributario. Insediato nel Bronzo medio e nell’età del Ferro, deve essergli riconosciuto un probabile ruolo di controllo della viabilità interna e dei territori circostanti, adatti tanto all’agricoltura quanto all’allevamento dei più importanti animali domestici. La maggior parte dei resti faunistici è databile alla media età del Bronzo (2.722 reperti per 42666 g di peso), epoca in cui fu attivo sul Kiabichl un abitato fortificato (torre) caratterizzato da capanne in legno. Un lotto minore di resti faunistici proviene inoltre da un edificio in pietra (piano interrato) e legno (alzati soprastanti) risalente all’età della romanizzazione, e da livelli della fine dell’età di Hallstatt. Il lotto faunistico conta 2991 resti, relativamente ben conservati, ma per lo più frammentari. Essi debbono essere intesi come resti di pasto e di trattamento delle carcasse. Durante la media età del Bronzo l’animale meglio documentato è il bue (50 % del Numero Resti, 71,3% del peso), cui seguono i caprini domestici (soprattutto pecora) con il 34% del Numero Resti e il 13% del peso. Il maiale è relativamente poco rappresentato (14,2% del Numero Resti, 12,2% del peso). Tra i domestici vanno segnalati ancora il cavallo e il cane, presenti, come di consueto, con ben pochi resti. Un ruolo del tutto insignificante sul piano economico deve essere attribuito a una serie di animali selvatici (capriolo, cinghiale, cervo, orso), i cui resti valgono semplicemente a indicarne la presenza nell’ambiente circostante il sito. In età lateniana compare a Faggen il gallo domestico, mentre i selvatici sembrano del tutto assenti; nei due lotti faunistici dell’età del Ferro sembra determinarsi un certo equilibrio numerico tra il bue e i caprini domestici. Il maiale resta, come nel Bronzo medio, di importanza economica limitata. Va sottolineato tuttavia che, al Kiabichl, la relativa scarsità di resti del I millennio a.C. non permette un compiuto confronto con gli atteggiamenti economici della precedente età del Bronzo. Lo sfruttamento del bue come fornitore di carne e latte (e suoi derivati) è probabile, ma si deve dare per scontato un suo impiego anche come animale da lavoro nelle attività agricole. Le pecore erano meno sfruttate come fonte di carne che come fornitrici di lana. Il fabbisogno di carne poteva infatti essere facilmente coperto dal maiale, allevato esclusivamente per tale scopo. Si affronta contestualmente il problema della maggiore o minore attestazione del maiale nei vari siti dell’età del Bronzo, prendendo in considerazione tradizione culturale e condizionamenti ambientali. Per quanto riguarda le dimensioni, si può osservare che durante il Bronzo medio il bue è, al Kiabichl di Faggen, in posizione intermedia tra le razze attestate contemporaneamente in Italia Settentrionale (altezza media al garrese cm 110) e quelle che caratterizzano le Alpi orientali a nord dello spartiacque (altezza media al garrese cm 120). Le pecore avevano un’altezza al garrese di circa 60–63 cm e si inseriscono con ciò nel quadro dimensionale noto per le regioni a nord dello spartiacque alpino. Il maiale evidenzia nell’età del Bronzo dimensioni forse un po’ grandi (altezza al garrese cm 80), eventualmente confrontabili, sul versante meridionale dello spartiacque alpino, con quella di Ganglegg presso Sluderno (BZ), ma la base statistica su cui effettuare queste speculazioni appare alquanto debole. La presenza del cavallo nell’orizzonte della media età del bronzo di Kiabichl, per quanto non isolato nel contesto storico e geografico di riferimento, costituisce un elemento di evidente interesse per le implicazioni culturali e sociali che ad essa si accompagnano. L’altezza al garrese di questo animale doveva essere a Faggen di circa 130 cm, e si lascia ben confrontare con reperti regionali coevi o leggermente più recenti.
2991 fragmentary but well preserved animal bone remains of the Bronze and Iron Age settlement of the Kiabichl at Faggen (Tyrol/Austria) were analyzed. Palaeoeconomy and zoological aspects of the domestic fauna were discussed. The animal bones recovered from the archaeological layers have been used to reconstruct the life of the people in this interval between the middle Bronze Age and the Iron Age. The bones were interpreted as remains of meals and slaughter activities. During the Bronze Age cattle were the most important domestic species, (50% of the number of finds and 71.3% of the weight of finds) followed by the category of sheep and goat (predominant is sheep) with 34% of the number of finds and 13% of the weight of finds. Domestic pig is not so numerous, it contributes only 14.2% of the number of finds and 12.2% of the weight of finds. Bones of other domestic animals, like dog and horse, occur only in small numbers. Also game (reed deer, roe, brown bear and wild boar) do not contribute much to the bone assemblage. During the Iron Age (final phase of the Hallstatt period and the following Latène period), the proportion of cattle bones and the group of sheep and goat is quite balanced. During this period, the proportion of pig bones remains low. The first documentation of the domestic fowl is attested at Faggen at the Latène period, whilst remains of game are completely lacking now. Apart from using cattle as working and drought animal in agricultural activities it’s purpose in supplying dairy products seems likely. In sheep the main purpose seems wool production, whereas pigs were always exploited for meat and fat.
2991 relativ gut erhaltene, obwohl vorwiegend fragmentarische Reste aus der bronze- und eisenzeitlichen Siedlung auf dem Kiabichl in Faggen (Tirol) wurden untersucht und in paläoökonomischer und haustierkundlicher Hinsicht ausgewertet. Die in diesem Beitrag analysierten Tierknochen stammen aus Siedlungsschichten, durch die das Leben an der Wende zwischen der mittleren Bronzezeit und der ausgehenden Eisenzeit dokumentiert werden kann. Die Tierknochen können als Speisereste bzw. Schlacht- und Zerlegungsabfälle interpretiert werden. Während der Bronzezeit ist das Hausrind das wichtigste Haustier (50% der Fundzahl, 71,3% des Fundgewichtes). Es folgt die Gruppe Schaf und Ziege (vorwiegend Schaf), mit 34% der Fundzahl und 13% des Fundgewichts. Das Hausschwein ist nur durch 14,2 % der Fundzahl und 12,2 % des Fundgewichts vertreten. Weitere Haustiere sind das Hauspferd und der Hund, die aber, wie üblich, prozentmäßig unbedeutend sind. Eine ganz unwesentliche Rolle spielten die Wildtiere (Rothirsch, Wildschwein, Reh und Braunbär). Während der Eisenzeit (ausgehende Hallstattzeit und ausgehende Latènezeit) stellt sich ein gewisses Gleichgewicht zwischen dem Hausrind und der Gruppe Schaf-Ziege ein, wobei das Hausschwein stets von geringerem Interesse zu sein scheint. Das Haushuhn ist in Faggen erstmals zur Latènezeit dokumentiert. Die Wildtiere verschwinden gänzlich. Die Nutzung des Rindes als Lieferant von Fleisch- und Milchprodukten ist recht wahrscheinlich, obwohl natürlich davon ausgegangen werden kann, dass es auch regelmäßig als Arbeitstier in der Landwirtschaft Verwendung fand. Die Schafe spielten weniger als Fleischlieferanten, als vor allem für die Wollgewinnung eine wichtige Rolle. Der übrige Fleischbedarf konnte unschwer durch das stets nur primär genutzte Hausschwein wettgemacht werden.
Animal bone assemblage; Tyrol (Austria); Palaeoeconomy; domesticated animals; wild animals; Bronze Age; Iron Age
Settore L-ANT/01 - Preistoria e Protostoria
Settore L-ANT/10 - Metodologie della Ricerca Archeologica
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