This dissertation aims to deal with some particular questions about ius militare, namely the specific ius singulare, which regulated the condition of Roman soldiers and veterans from the age of Augustus. In particular, the study focuses solely on the rules regulating the condition of milites and veterans in the period of the Roman Principate. The research is divided into four parts. In the first part there is a short description of the institutional history of the Roman army, from the reform of Caius Marius up to the interventions of Augustus in military affairs. With regard to the Augustan military reform, I have concentrated first on the creation of the professional military service and, secondly, on the foundation of the awards of discharge (the so-called praemia militiae) and of the aerarium militare (namely the treasury that would specifically finance the praemia). In the second part, I examine the rules pertaining to the procedure of recruitment and the conditions of access to the different units of the Roman army, namely the legions, the auxiliary units, the Praetorian Guard, the urban cohorts, the vigiles, the equites singulares Augusti, and the praetorian and provincial classes. In addition to the physical and legal requirements, necessary for access to these units, I examine in depth the status civitatis that was conferred to the milites of some units (in particular the classiarii of praetorian classes and the equites singulares Augusti), at the moment of their enrolment in the military. The third part examines a very controversial issue, namely the marriage ban for the soldiers. Following a detailed examination of the different opinions on this question, my dissertation investigates some complex issues which are still to be resolved, clarifying that the ban, certainly introduced befor Claudius, was withdrawn only by Septimius Severus in 197 AD. Furthermore, the research deals with two other related matters: namely, the legal status of the relationships maintained by the soldiers with the women that they met during the service, and, the condition of the children conceived in these relationships. As far as the latter is concerned, I particularly concentrate on the content of the well-known epistula of Hadrian to Ramnius Martialis, which conferred to the children of some milites (in particular those of the legionaries) the bonorum possessio unde cognati. In the fourth and last part, I examine the issue of the privileges conferred to the veterans and their families upon discharge. The research focuses on the analysis of the formularies of diplomata militaria, namely the documents delivered upon the honesta missio (the honorable discharge) to the auxiliares, to the classiarii of the praetorian and provincial fleet, to the praetorians, to the urbaniciani and to the equites singulares Augusti. The examination of their formularies has allowed us to clarify the specific legal condition of the veterans from these different military units. Furthermore, the study on diplomata proposes other thorny questions: firstly it must be understood why they, apart from some exceptional cases, were never delivered to the veterans of iustae legiones. The dissertation ends with a research on the legal nature of the so-called leges veteranorum, namely the constitutiones on the basis of the delivery of each diploma. In this regard, the study attempts to identify the reason why the leges veteranorum concerning the auxiliaries, the classiarii, and the equites singulares Augusti, are different from those of the praetorians and of the urbaniciani, also as regards their diplomatic structure.

Questa tesi si propone di affrontare alcune specifiche questioni riguardanti il ius militare, ovvero quello specifico ius singulare, che, a partire da Augusto, disciplinò le esistenze dei soldati e dei veterani dell’esercito romano. Nello specifico, l’indagine si concentra unicamente sulle norme regolanti la condizione di milites e veterani nell’età del Principato. La ricerca si divide in quattro parti. Nella prima si propone una breve descrizione della storia istituzionale dell’esercito, a partire dalla riforma di Caio Mario fino agli interventi di Augusto in ambito militare. Con riguardo alla riforma militare augustea ci si è soffermati, innanzitutto, sull’istituzione del servizio militare professionale e, in secondo luogo, sull’istituzione dei premi di congedo (i cosiddetti praemia militiae) e dell’aerarium militare (ovvero della cassa specificamente preposta al pagamento dei praemia). Nella seconda parte si prendono in esame le norme che disciplinavano il procedimento di reclutamento e le condizioni di accesso ai differenti corpi dell’esercito, vale a dire le legioni, le truppe ausiliarie, le coorti pretorie e urbane, le coorti dei vigiles, gli equites singulares Augusti e le flotte pretorie e provinciali. Oltre ai requisiti fisici e a quelli giuridici, previsti per accedere a tali corpi, si è approfondito lo studio dello status civitatis attribuito ai milites di alcuni reparti (segnatamente i classiarii delle flotte pretorie e gli equites singulares Augusti), al momento della loro iscrizione nei ranghi dell’unità. La terza parte approfondisce un tema molto controverso, quello del divieto di matrimonio dei militari. Dopo un’analisi approfondita delle differenti opinioni formulate su questo problema, la mia tesi si rivolge ad alcuni nodi mai sciolti dagli studiosi, chiarendo che esso, certamente introdotto prima di Claudio, fu revocato soltanto da Settimio Severo nel 197. L’indagine ha poi affrontato due questioni tra loro connesse: da un canto la natura giuridica delle unioni che i soldati intrattenevano con le donne conosciute durante la ferma, dall’altro la condizione dei figli concepiti in tali relazioni. Quanto a quest’ultimo aspetto mi sono soffermato in particolar modo sui contenuti della nota epistula di Adriano a Ramnius Martialis, la quale concesse ai figli dei soldati di alcuni reparti (in particolare a quelli dei legionari) la bonorum possessio unde cognati. Nella quarta e ultima parte si affronta il tema dei privilegi concessi con il congedo ai veterani e alle loro famiglie. L’indagine si incentra sull’esame dei formulari dei diplomata militaria, ovvero di quei documenti consegnati, al momento dell’honesta missio (congedo onorevole), agli auxiliares, ai classiarii delle flotte pretorie e provinciali, ai pretoriani, agli urbaniciani e agli equites singulares Augusti. L’esame del loro formulario ha permesso di definire la specifica condizione giuridica dei veterani di questi differenti reparti dell’esercito. Lo studio dei diplomata propone, inoltre, altre spinose questioni: occorre comprendere, in primo luogo, perché essi, salvo alcuni casi eccezionali, non furono mai consegnati ai veterani delle iustae legiones. La tesi si chiude con un’indagine sulla natura giuridica delle cosiddette leges veteranorum, vale a dire quelle constitutiones poste a fondamento del rilascio dei singoli diplomi. A tal riguardo l’indagine tenta di individuare le ragioni per le quali le leges veteranorum concernenti gli ausiliari, i classiarii e gli equites singulares Augusti, si differenziavano, anche sul piano diplomatico, da quelle dei pretoriani e degli urbaniciani.

I MILITES E I VETERANI: CONDIZIONE GIURIDICA E PRIVILEGI NELL'ETA' DEL PRINCIPATO / F. Castagnino ; relatore: I. Fargnoli. - : . DIPARTIMENTO DI DIRITTO PRIVATO E STORIA DEL DIRITTO, 2019 Feb 08. ((31. ciclo, Anno Accademico 2018. [10.13130/castagnino-francesco_phd2019-02-08].

I MILITES E I VETERANI: CONDIZIONE GIURIDICA E PRIVILEGI NELL'ETA' DEL PRINCIPATO

F. Castagnino
2019-02-08

Abstract

Questa tesi si propone di affrontare alcune specifiche questioni riguardanti il ius militare, ovvero quello specifico ius singulare, che, a partire da Augusto, disciplinò le esistenze dei soldati e dei veterani dell’esercito romano. Nello specifico, l’indagine si concentra unicamente sulle norme regolanti la condizione di milites e veterani nell’età del Principato. La ricerca si divide in quattro parti. Nella prima si propone una breve descrizione della storia istituzionale dell’esercito, a partire dalla riforma di Caio Mario fino agli interventi di Augusto in ambito militare. Con riguardo alla riforma militare augustea ci si è soffermati, innanzitutto, sull’istituzione del servizio militare professionale e, in secondo luogo, sull’istituzione dei premi di congedo (i cosiddetti praemia militiae) e dell’aerarium militare (ovvero della cassa specificamente preposta al pagamento dei praemia). Nella seconda parte si prendono in esame le norme che disciplinavano il procedimento di reclutamento e le condizioni di accesso ai differenti corpi dell’esercito, vale a dire le legioni, le truppe ausiliarie, le coorti pretorie e urbane, le coorti dei vigiles, gli equites singulares Augusti e le flotte pretorie e provinciali. Oltre ai requisiti fisici e a quelli giuridici, previsti per accedere a tali corpi, si è approfondito lo studio dello status civitatis attribuito ai milites di alcuni reparti (segnatamente i classiarii delle flotte pretorie e gli equites singulares Augusti), al momento della loro iscrizione nei ranghi dell’unità. La terza parte approfondisce un tema molto controverso, quello del divieto di matrimonio dei militari. Dopo un’analisi approfondita delle differenti opinioni formulate su questo problema, la mia tesi si rivolge ad alcuni nodi mai sciolti dagli studiosi, chiarendo che esso, certamente introdotto prima di Claudio, fu revocato soltanto da Settimio Severo nel 197. L’indagine ha poi affrontato due questioni tra loro connesse: da un canto la natura giuridica delle unioni che i soldati intrattenevano con le donne conosciute durante la ferma, dall’altro la condizione dei figli concepiti in tali relazioni. Quanto a quest’ultimo aspetto mi sono soffermato in particolar modo sui contenuti della nota epistula di Adriano a Ramnius Martialis, la quale concesse ai figli dei soldati di alcuni reparti (in particolare a quelli dei legionari) la bonorum possessio unde cognati. Nella quarta e ultima parte si affronta il tema dei privilegi concessi con il congedo ai veterani e alle loro famiglie. L’indagine si incentra sull’esame dei formulari dei diplomata militaria, ovvero di quei documenti consegnati, al momento dell’honesta missio (congedo onorevole), agli auxiliares, ai classiarii delle flotte pretorie e provinciali, ai pretoriani, agli urbaniciani e agli equites singulares Augusti. L’esame del loro formulario ha permesso di definire la specifica condizione giuridica dei veterani di questi differenti reparti dell’esercito. Lo studio dei diplomata propone, inoltre, altre spinose questioni: occorre comprendere, in primo luogo, perché essi, salvo alcuni casi eccezionali, non furono mai consegnati ai veterani delle iustae legiones. La tesi si chiude con un’indagine sulla natura giuridica delle cosiddette leges veteranorum, vale a dire quelle constitutiones poste a fondamento del rilascio dei singoli diplomi. A tal riguardo l’indagine tenta di individuare le ragioni per le quali le leges veteranorum concernenti gli ausiliari, i classiarii e gli equites singulares Augusti, si differenziavano, anche sul piano diplomatico, da quelle dei pretoriani e degli urbaniciani.
FARGNOLI, IOLE
This dissertation aims to deal with some particular questions about ius militare, namely the specific ius singulare, which regulated the condition of Roman soldiers and veterans from the age of Augustus. In particular, the study focuses solely on the rules regulating the condition of milites and veterans in the period of the Roman Principate. The research is divided into four parts. In the first part there is a short description of the institutional history of the Roman army, from the reform of Caius Marius up to the interventions of Augustus in military affairs. With regard to the Augustan military reform, I have concentrated first on the creation of the professional military service and, secondly, on the foundation of the awards of discharge (the so-called praemia militiae) and of the aerarium militare (namely the treasury that would specifically finance the praemia). In the second part, I examine the rules pertaining to the procedure of recruitment and the conditions of access to the different units of the Roman army, namely the legions, the auxiliary units, the Praetorian Guard, the urban cohorts, the vigiles, the equites singulares Augusti, and the praetorian and provincial classes. In addition to the physical and legal requirements, necessary for access to these units, I examine in depth the status civitatis that was conferred to the milites of some units (in particular the classiarii of praetorian classes and the equites singulares Augusti), at the moment of their enrolment in the military. The third part examines a very controversial issue, namely the marriage ban for the soldiers. Following a detailed examination of the different opinions on this question, my dissertation investigates some complex issues which are still to be resolved, clarifying that the ban, certainly introduced befor Claudius, was withdrawn only by Septimius Severus in 197 AD. Furthermore, the research deals with two other related matters: namely, the legal status of the relationships maintained by the soldiers with the women that they met during the service, and, the condition of the children conceived in these relationships. As far as the latter is concerned, I particularly concentrate on the content of the well-known epistula of Hadrian to Ramnius Martialis, which conferred to the children of some milites (in particular those of the legionaries) the bonorum possessio unde cognati. In the fourth and last part, I examine the issue of the privileges conferred to the veterans and their families upon discharge. The research focuses on the analysis of the formularies of diplomata militaria, namely the documents delivered upon the honesta missio (the honorable discharge) to the auxiliares, to the classiarii of the praetorian and provincial fleet, to the praetorians, to the urbaniciani and to the equites singulares Augusti. The examination of their formularies has allowed us to clarify the specific legal condition of the veterans from these different military units. Furthermore, the study on diplomata proposes other thorny questions: firstly it must be understood why they, apart from some exceptional cases, were never delivered to the veterans of iustae legiones. The dissertation ends with a research on the legal nature of the so-called leges veteranorum, namely the constitutiones on the basis of the delivery of each diploma. In this regard, the study attempts to identify the reason why the leges veteranorum concerning the auxiliaries, the classiarii, and the equites singulares Augusti, are different from those of the praetorians and of the urbaniciani, also as regards their diplomatic structure.
ius militare; disciplina matrimoniale dei soldati; legionari; auxiliares; equites singulares Augusti; classiarii; pretoriani; urbaniciani; disciplina del reclutamento; veterani; diplomata militaria
Settore IUS/18 - Diritto Romano e Diritti dell'Antichita'
I MILITES E I VETERANI: CONDIZIONE GIURIDICA E PRIVILEGI NELL'ETA' DEL PRINCIPATO / F. Castagnino ; relatore: I. Fargnoli. - : . DIPARTIMENTO DI DIRITTO PRIVATO E STORIA DEL DIRITTO, 2019 Feb 08. ((31. ciclo, Anno Accademico 2018. [10.13130/castagnino-francesco_phd2019-02-08].
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