La Costituzione della Federazione di Russia del 1993 introduce tutti quegli elementi che nell’ambito della scienza del diritto comparato sono riconducibili alla delineazione di uno Stato federale quali la previsione di un riparto delle competenze tra Stato federale e le sue entità federate denominate soggetti (sub’’ekty), l’applicazione del principio dell’autonomia organizzativa nei confronti dei soggetti della Federazione, la creazione di una seconda camera di rappresentanza degli interessi di tali soggetti, la possibilità di attuare la revisione costituzionale solo con la partecipazione degli stessi (tranne che per i cap. 1, 2 e 9) e, infine, la creazione di una Corte costituzionale competente a dirimere i conflitti di attribuzione tra centro e periferia. Le disposizioni costituzionali che disciplinano tali istituti danno tuttavia ampio spazio al legislatore che è più volte intervenuto formalizzando spesso precedenti posizioni di diritto espresse dalla Corte costituzionale della FR nelle sue sentenze e dando luogo a modifiche informali della Costituzione stessa. Frequentemente con leggi federali sono stati infatti modificati le modalità di riparto delle competenze congiunte, i principi relativi all’autonomia organizzativa dei soggetti e il sistema elettorale per la scelta dei componenti della seconda camera. Di notevole impatto sono stati altresì i recenti interventi attuati dal legislatore federale rispetto all’autogoverno locale che hanno ridisegnato i rapporti tra gli organi del potere statale dei soggetti della Federazione e gli organi espressione dell’autogoverno locale. Oltre a ciò per disciplinare le relazioni tra centro e periferia è stata dichiarata la perdita dell’efficacia giuridica della maggior parte dei trattati bilaterali di diritto interno a cui si era fatto ricorso all’inizio degli anni ’90 per evitare il distacco di parti di territorio della Russia, sono stati introdotti nuovi istituti non previsti in Costituzione come i rappresentanti plenipotenziari del Presidente e si è voluto intervenire sul numero delle entità (repubbliche, regioni, territori, città federali, regione autonoma degli Ebrei, circondari autonomi) che compongono la Federazione da un lato mediante la fusione dei circondari autonomi con le regioni e/o con i territori e, dall’altro, attraverso la “incorporazione” nella stessa Federazione di due nuovi soggetti: la Crimea alla quale è stato riconosciuto lo status di Repubblica e la città di Sebastopoli che è stata dichiarata città di livello federale accanto a Mosca e San Pietroburgo. In considerazione della continua tensione tra accentramento e decentramento propria dello Stato federale attraverso la disanima degli elementi più importanti delle riforme e “controriforme” attuate nel caso concreto della Russia si tratta dunque di verificare a) in che misura al processo di accentramento del potere in linea orizzontale (attuato soprattutto dall’inizio degli anni ’90) ha corrisposto e corrisponde un processo di accentramento in linea verticale, b) se i processi di accentramento in linea orizzontale e verticale sono stati funzionali l’uno rispetto all’altro, c) se l’accentramento in linea verticale ha esclusivamente interessato l’esercizio del potere esecutivo oppure anche l’esercizio del potere giurisdizionale e/o legislativo, d) se il principio etnico in Russia continua a svolgere un ruolo rilevante nella definizione delle relazioni centro-periferia, e) se e in che misura il sistema partitico influenza la scelta delle élite locali e, infine: f) se e quanto è stato complessivamente modificato il rapporto tra Federazione – soggetti – autogoverno locale rispetto a quello delineato con l’entrata in vigore della prima Costituzione della Russia “postsovietica”, g) se tale rapporto ripropone una visione del rapporto tra centro e territori propria del periodo imperiale e/o del periodo sovietico e h) in che misura l’esperienza della Russia si potrebbe ancora iscrivere in quella degli Stati federali secondo la scienza del diritto costituzionale comparato. Il contributo prende in considerazione la letteratura italiana e straniera, inclusa quella russa la cui analisi contemporaneamente permette di valutare la posizione della dottrina russa nei confronti dei modelli occidentali.

Russia: uno Stato federale? / C. Filippini. ((Intervento presentato al convegno Il federalismo in tempi di transizione tenutosi a Torino nel 2017.

Russia: uno Stato federale?

C. Filippini
2017

Abstract

La Costituzione della Federazione di Russia del 1993 introduce tutti quegli elementi che nell’ambito della scienza del diritto comparato sono riconducibili alla delineazione di uno Stato federale quali la previsione di un riparto delle competenze tra Stato federale e le sue entità federate denominate soggetti (sub’’ekty), l’applicazione del principio dell’autonomia organizzativa nei confronti dei soggetti della Federazione, la creazione di una seconda camera di rappresentanza degli interessi di tali soggetti, la possibilità di attuare la revisione costituzionale solo con la partecipazione degli stessi (tranne che per i cap. 1, 2 e 9) e, infine, la creazione di una Corte costituzionale competente a dirimere i conflitti di attribuzione tra centro e periferia. Le disposizioni costituzionali che disciplinano tali istituti danno tuttavia ampio spazio al legislatore che è più volte intervenuto formalizzando spesso precedenti posizioni di diritto espresse dalla Corte costituzionale della FR nelle sue sentenze e dando luogo a modifiche informali della Costituzione stessa. Frequentemente con leggi federali sono stati infatti modificati le modalità di riparto delle competenze congiunte, i principi relativi all’autonomia organizzativa dei soggetti e il sistema elettorale per la scelta dei componenti della seconda camera. Di notevole impatto sono stati altresì i recenti interventi attuati dal legislatore federale rispetto all’autogoverno locale che hanno ridisegnato i rapporti tra gli organi del potere statale dei soggetti della Federazione e gli organi espressione dell’autogoverno locale. Oltre a ciò per disciplinare le relazioni tra centro e periferia è stata dichiarata la perdita dell’efficacia giuridica della maggior parte dei trattati bilaterali di diritto interno a cui si era fatto ricorso all’inizio degli anni ’90 per evitare il distacco di parti di territorio della Russia, sono stati introdotti nuovi istituti non previsti in Costituzione come i rappresentanti plenipotenziari del Presidente e si è voluto intervenire sul numero delle entità (repubbliche, regioni, territori, città federali, regione autonoma degli Ebrei, circondari autonomi) che compongono la Federazione da un lato mediante la fusione dei circondari autonomi con le regioni e/o con i territori e, dall’altro, attraverso la “incorporazione” nella stessa Federazione di due nuovi soggetti: la Crimea alla quale è stato riconosciuto lo status di Repubblica e la città di Sebastopoli che è stata dichiarata città di livello federale accanto a Mosca e San Pietroburgo. In considerazione della continua tensione tra accentramento e decentramento propria dello Stato federale attraverso la disanima degli elementi più importanti delle riforme e “controriforme” attuate nel caso concreto della Russia si tratta dunque di verificare a) in che misura al processo di accentramento del potere in linea orizzontale (attuato soprattutto dall’inizio degli anni ’90) ha corrisposto e corrisponde un processo di accentramento in linea verticale, b) se i processi di accentramento in linea orizzontale e verticale sono stati funzionali l’uno rispetto all’altro, c) se l’accentramento in linea verticale ha esclusivamente interessato l’esercizio del potere esecutivo oppure anche l’esercizio del potere giurisdizionale e/o legislativo, d) se il principio etnico in Russia continua a svolgere un ruolo rilevante nella definizione delle relazioni centro-periferia, e) se e in che misura il sistema partitico influenza la scelta delle élite locali e, infine: f) se e quanto è stato complessivamente modificato il rapporto tra Federazione – soggetti – autogoverno locale rispetto a quello delineato con l’entrata in vigore della prima Costituzione della Russia “postsovietica”, g) se tale rapporto ripropone una visione del rapporto tra centro e territori propria del periodo imperiale e/o del periodo sovietico e h) in che misura l’esperienza della Russia si potrebbe ancora iscrivere in quella degli Stati federali secondo la scienza del diritto costituzionale comparato. Il contributo prende in considerazione la letteratura italiana e straniera, inclusa quella russa la cui analisi contemporaneamente permette di valutare la posizione della dottrina russa nei confronti dei modelli occidentali.
16-ott-2017
Russia, Federazione; patti bilaterali; riparto delle competenze tra Stato centrale e sue componenti; bicameralismo; corte costituzionale; revisione costituzionale; autonomia organizzativa delle parte componenti la Federazione, governatori; autogoverno locale; partiti politici; prassi di applicazione del diritto
Settore IUS/21 - Diritto Pubblico Comparato
Università di Torino - Dipartimento di Giurisprudenza, Centro studi sul federalismo, federalismi,it, Associazione di Diritto pubblico comparato ed europeo, Instituto Iberoamericano de derecho constitucional, Fundacion Manuel Gimenez Abad de Estudios Parlamentarios y del Estado Autonomico
Russia: uno Stato federale? / C. Filippini. ((Intervento presentato al convegno Il federalismo in tempi di transizione tenutosi a Torino nel 2017.
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