The introduction of non-vitamin K antagonist oral anticoagulants (NOACs) into clinical practice has revolutionized the prevention and the therapeutic approaches to thromboembolic events in patients with nonvalvular atrial fibrillation and represents with no doubts one of the most remarkable advances in the history of cardiovascular medicine over the last years. NOACs beyond a comparable efficacy with vitamin K antagonists allow to overcome the limitations of this last category of drugs owing to their less drug to drug interactions and a predictable anticoagulant effect that allows a fixed dose administration without the need for continuous monitoring. However, the penetration of NOACs into the Italian market is still lower than predicted with respect to their use in other European countries. The aim of this review is to critically analyze the reasons behind this attitude through the adoption of the nominal group technique, a methodology that permits to reach an official consensus.

L’introduzione degli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (NAO) nella pratica clinica ha rivoluzionato la terapia di prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare e rappresenta indubbiamente uno dei più importanti progressi in medicina cardiovascolare negli ultimi decenni. I NAO, a fronte di una comparabile efficacia rispetto agli antagonisti della vitamina K, permettono di superare molte limitazioni di questi ultimi, in quanto presentano un minor numero di interazioni farmacologiche e un effetto anticoagulante prevedibile che permette una somministrazione a dose fissa senza necessità di monitoraggio. Tuttavia, la penetrazione dei NAO nel mercato italiano appare più lenta di quanto sarebbe stato previsto sulla base del loro utilizzo in altri paesi europei. Obiettivo di questa rassegna è quello di analizzare criticamente le ragioni di tale limitazione, mediante l’utilizzo della “nominal group technique”, metodologia che permette il raggiungimento formale del consenso.

La lenta accettazione dei nuovi anticoagulanti orali in Italia : analisi critica di un problema [The slow acceptance of new oral anticoagulants in Italy : a critical analysis of a problem] / G..L. Botto, C. Cuccia, E. Gronda, F. Lombardi, M. Lunati, A. Maggi, F..M. Massari, G. Musumeci, F. Oliva, L..O. Visconti, C. Proto, E. Pusineri, W. Ageno. - In: GIORNALE ITALIANO DI CARDIOLOGIA. - ISSN 1827-6806. - 18:3(2017 Mar), pp. 208-218. [10.1714/2674.27398]

La lenta accettazione dei nuovi anticoagulanti orali in Italia : analisi critica di un problema [The slow acceptance of new oral anticoagulants in Italy : a critical analysis of a problem]

F. Lombardi;
2017

Abstract

The introduction of non-vitamin K antagonist oral anticoagulants (NOACs) into clinical practice has revolutionized the prevention and the therapeutic approaches to thromboembolic events in patients with nonvalvular atrial fibrillation and represents with no doubts one of the most remarkable advances in the history of cardiovascular medicine over the last years. NOACs beyond a comparable efficacy with vitamin K antagonists allow to overcome the limitations of this last category of drugs owing to their less drug to drug interactions and a predictable anticoagulant effect that allows a fixed dose administration without the need for continuous monitoring. However, the penetration of NOACs into the Italian market is still lower than predicted with respect to their use in other European countries. The aim of this review is to critically analyze the reasons behind this attitude through the adoption of the nominal group technique, a methodology that permits to reach an official consensus.
L’introduzione degli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (NAO) nella pratica clinica ha rivoluzionato la terapia di prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare e rappresenta indubbiamente uno dei più importanti progressi in medicina cardiovascolare negli ultimi decenni. I NAO, a fronte di una comparabile efficacia rispetto agli antagonisti della vitamina K, permettono di superare molte limitazioni di questi ultimi, in quanto presentano un minor numero di interazioni farmacologiche e un effetto anticoagulante prevedibile che permette una somministrazione a dose fissa senza necessità di monitoraggio. Tuttavia, la penetrazione dei NAO nel mercato italiano appare più lenta di quanto sarebbe stato previsto sulla base del loro utilizzo in altri paesi europei. Obiettivo di questa rassegna è quello di analizzare criticamente le ragioni di tale limitazione, mediante l’utilizzo della “nominal group technique”, metodologia che permette il raggiungimento formale del consenso.
fibrillazione atriale; ictus; nuovi anticoagulanti orali; atrial fibrillation; new oral anticoagulants; stroke
Settore MED/11 - Malattie dell'Apparato Cardiovascolare
mar-2017
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