Il saggio indaga il rapporto complesso di Montaigne con la lettura, una sorta di solitario e appagante piacere, immediato e destinato al contempo a lunga sedimentazione. Si mette in risalto l’inedita parzialità di questa lettura che invalida la grande stagione culturale dell’Umanesimo, volta a una rigorosa indagine testuale, intenta a scoprire il significato vero delle parole e a ricostruire meticolosamente l’ordine, il criterio, l’essenza. Inadeguato a tale ambizione, Montaigne ne denuncia in verità la sostanziale vanagloria e conduce il suo leggere non al senso del testo ma a una più urgente e fattibile intelligenza di sé. In questa caccia, in cui annusare e stanare nelle pagine altrui qualcosa di proprio, diventa fondamentale l’apporto del lettore cui si rivolge costantemente Montaigne: lo sollecita a condividere il percorso inedito con cui lui stesso ha sovvertito la tradizionale modalità della conoscenza, subordinando la centralità del soggetto, originario e fondativo, alla formazione di un’opera che è la costruzione stessa del soggetto. In questa temeraria impresa, la lettura appare essenziale quanto la partecipazione dei lettori, un punto di incontro con l’alterità che rende ontologica la conversazione tra colui che si espone nel farsi leggere e colui che leggendo si ritrova, «La parole est moitié à celuy qui parle, moitié à celuy qui l’escoute».
Moitié à moitié : Montaigne e la lettura / A. Preda. - In: IL CONFRONTO LETTERARIO. - ISSN 0394-994X. - 67(2017), pp. 13-24.
Moitié à moitié : Montaigne e la lettura
A. Preda
2017
Abstract
Il saggio indaga il rapporto complesso di Montaigne con la lettura, una sorta di solitario e appagante piacere, immediato e destinato al contempo a lunga sedimentazione. Si mette in risalto l’inedita parzialità di questa lettura che invalida la grande stagione culturale dell’Umanesimo, volta a una rigorosa indagine testuale, intenta a scoprire il significato vero delle parole e a ricostruire meticolosamente l’ordine, il criterio, l’essenza. Inadeguato a tale ambizione, Montaigne ne denuncia in verità la sostanziale vanagloria e conduce il suo leggere non al senso del testo ma a una più urgente e fattibile intelligenza di sé. In questa caccia, in cui annusare e stanare nelle pagine altrui qualcosa di proprio, diventa fondamentale l’apporto del lettore cui si rivolge costantemente Montaigne: lo sollecita a condividere il percorso inedito con cui lui stesso ha sovvertito la tradizionale modalità della conoscenza, subordinando la centralità del soggetto, originario e fondativo, alla formazione di un’opera che è la costruzione stessa del soggetto. In questa temeraria impresa, la lettura appare essenziale quanto la partecipazione dei lettori, un punto di incontro con l’alterità che rende ontologica la conversazione tra colui che si espone nel farsi leggere e colui che leggendo si ritrova, «La parole est moitié à celuy qui parle, moitié à celuy qui l’escoute».| File | Dimensione | Formato | |
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