Il paziente con sincope pur essendo caratterizzato da un quadro clinico piuttosto chiaro presenta anche delle criticità sul piano psicologico. Infatti, laddove la caduta, conseguente alla transitoria perdita di coscienza, può essere prevenuta e/o evitata attraverso trattamenti fisici, farmaci e precauzioni comportamentali, risolvendo di fatto il sintomo principale, il paziente rimane pur sempre in una condizione di stress psicologico. La paura di futuri eventi traumatici, il ricordo di episodi passati, lo stigma della malattia persistente anche in assenza di un sintomo visibile agli altri, il timore per i rifessi della malattia sui propri cari, come anche considerazioni circa, ad esempio, una futura genitorialità sono temi ricorrenti nella costellazione psicologica del paziente affetto da sincope (Cohen et al. 2000; Lemma et al., 2013). Alcuni studi sottolineano, del resto, la diversa percezione fra medici e pazienti rispetto alla rilevanza dei sintomi. Da un punto di vista clinico, infatti, sembrerebbe prioritario diminuire o eliminare i sintomi fisici (in particolare, le sincopi), ma da un punto di vista del paziente sono i correlati dei sintomi, più che i sintomi stessi, a influire sul benessere percepito e la qualità di vita (Yardley et al, 2001; Gracie et al., 2006). Da un punto di vista cognitivo, il distress psicologico e l’alto livello di ansia spesso associato alla sincope può essere descritto con conseguenza di un attentional bias nei confronti di sintomi e situazioni potenzialmente in grado di scatenare la crisi. Inoltre, è spesso presente una forte associazione tra distress psicologico e rumination: i pazienti che tendono a pensare maggiormente agli aspetti negativi della malattia, mostrano anche livelli più alti di depressione e ansia. Tutti questi correlati psicologici, oltre ad essere importanti per gli psicologi che lavorano con tali pazienti, rivestono anche una rilevanza clinica, in quanto il distress psicologico correla negativamente con l’efficacia delle terapie.

La gestione dei pazienti con sincope e pseudo sincope: dalla comunicazione efficace al supporto psico-cognitivo / C. Lucchiari. ((Intervento presentato al 8. convegno SINCOPE tenutosi a Milano nel 2017.

La gestione dei pazienti con sincope e pseudo sincope: dalla comunicazione efficace al supporto psico-cognitivo

C. Lucchiari
2017

Abstract

Il paziente con sincope pur essendo caratterizzato da un quadro clinico piuttosto chiaro presenta anche delle criticità sul piano psicologico. Infatti, laddove la caduta, conseguente alla transitoria perdita di coscienza, può essere prevenuta e/o evitata attraverso trattamenti fisici, farmaci e precauzioni comportamentali, risolvendo di fatto il sintomo principale, il paziente rimane pur sempre in una condizione di stress psicologico. La paura di futuri eventi traumatici, il ricordo di episodi passati, lo stigma della malattia persistente anche in assenza di un sintomo visibile agli altri, il timore per i rifessi della malattia sui propri cari, come anche considerazioni circa, ad esempio, una futura genitorialità sono temi ricorrenti nella costellazione psicologica del paziente affetto da sincope (Cohen et al. 2000; Lemma et al., 2013). Alcuni studi sottolineano, del resto, la diversa percezione fra medici e pazienti rispetto alla rilevanza dei sintomi. Da un punto di vista clinico, infatti, sembrerebbe prioritario diminuire o eliminare i sintomi fisici (in particolare, le sincopi), ma da un punto di vista del paziente sono i correlati dei sintomi, più che i sintomi stessi, a influire sul benessere percepito e la qualità di vita (Yardley et al, 2001; Gracie et al., 2006). Da un punto di vista cognitivo, il distress psicologico e l’alto livello di ansia spesso associato alla sincope può essere descritto con conseguenza di un attentional bias nei confronti di sintomi e situazioni potenzialmente in grado di scatenare la crisi. Inoltre, è spesso presente una forte associazione tra distress psicologico e rumination: i pazienti che tendono a pensare maggiormente agli aspetti negativi della malattia, mostrano anche livelli più alti di depressione e ansia. Tutti questi correlati psicologici, oltre ad essere importanti per gli psicologi che lavorano con tali pazienti, rivestono anche una rilevanza clinica, in quanto il distress psicologico correla negativamente con l’efficacia delle terapie.
2-feb-2017
Settore M-PSI/01 - Psicologia Generale
La gestione dei pazienti con sincope e pseudo sincope: dalla comunicazione efficace al supporto psico-cognitivo / C. Lucchiari. ((Intervento presentato al 8. convegno SINCOPE tenutosi a Milano nel 2017.
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