MATERIALS AND METHODS: Twenty patients with an extraparenchimal hepatic artery aneurysm made part of the study. In the first period, between February 1980 and December 1996, 12 patients were admitted and treated surgically. In the second period, January 1997 until December 2005, 8 patients were admitted. Four were treated surgically and 4 with an endovascular procedure. The aneurysms ranged from 2.3 cm to 6.2 cm Seventeen patients were asymptomatic, while three were symptomatic for pain and obstructive icterus. In 13 patients aneurysmectomy and graft interposition was performed, in three patients aneurysmectomy with dacron patch interposition was performed, and in 4 patients the aneurysm was excluded with a stent-graft. RESULTS: No perioperative mortality was noted and no major complication occurred. All endovascular procedures successfully excluded the aneurysm without signs of endoleak. Follow-up in 4 months, 6 months and 10 months postoperatively showed patency of the stent-graft with no signs of migration or endoleak. Only in one case, in the 8th post-operative month, thrombosis of the stent-graft occurred and the patient was completely asymptomatic. CONCLUSION: The natural history of hepatic artery aneurysms is rupture, and consequently there is an indication of treatment. Actually, we consider endovascular treatment as the first-choice-treatment whenever possible. Endovascularlly treated patients need a strict follow-up surveillance by imaging means. Particular attention so be given in the preoperative study of the collateral circulation in patient treated surgically.

OBIETTIVO: Attraverso uno studio retrospettivo riportiamo la nostra esperienza nell’ambito del trattamento chirurgico ed endovascolare delle dilatazioni aneurismatiche dell’arteria epatica. MATERIALI E METODI: Questo studio è stato condotto su 20 pazienti affetti da una lesione aneurismatica dell’arteria epatica extraparenchimale giunti alla nostra osservazione in due distinti periodi: dal Febbraio 1980 e Dicembre 1996 12 trattati per via chirurgica e nel successivo periodo dal gennaio 1997 al Dicembre 2005 4 chirurgici e 4 endovascolari. Le lesioni risultavano di diametro massimo compreso tra 2.3 e 6.2 cm. 17 pazienti erano asintomatici mentre 3 casi sono giunti alla nostra osservazione con un quadro clinico caratterizzato da sintomatologia algica ed ittero ostruttivo. Sono state eseguite 13 endoaneurismectomie con innesto, 3 con apposizione di patch in Dacron e 4 trattamenti endovascolari. RISULTATI: Il decorso post-operatorio si è svolto regolarmente in assenza di mortalità intra-e peri-operatoria. Non si sono registrate complicanze di altra natura. Le procedure endovascolari hanno avuto esito favorevole ed una angio-TC ha evidenziato pervietà della a. epatica a 4, 6 e 10 mesi dalla procedura in assenza di endoleak e/o dislocazione dello stent. Solamente in un caso il controllo angiografico eseguito all’8° mese ha evidenziato trombosi asintomatico dello stent-graft. CONCLUSIONI: Lo spiccato carattere evolutivo della lesione impone un trattamento preventivo della lesione aneurismatica della arteria epatica. Il nostro attuale atteggiamento è interventista, privilegiando, quando possibile, la tecnica endovascolare. Particolare attenzione sarà rivolta in tali trattamenti allo studio delle collateralità e ad una stretta sorveglianza postoperatoria al fine di evidenziare possibili segni di restenosi o fattori di occlusione dello stent.

Il trattamento chirurgico ed endovascolare degli aneurismi dell’arteria epatica : esperienza personale / G. Nano, I. Dalainas, P. Bianchi, E. Ciarmoli, G. Malacrida, F. Ramponi, D. G. Tealdi. - In: ANNALI ITALIANI DI CHIRURGIA. - ISSN 2239-253X. - 78:2(2007 Mar), pp. 149-152.

Il trattamento chirurgico ed endovascolare degli aneurismi dell’arteria epatica : esperienza personale

G. Nano
Primo
;
D. G. Tealdi
Ultimo
2007

Abstract

MATERIALS AND METHODS: Twenty patients with an extraparenchimal hepatic artery aneurysm made part of the study. In the first period, between February 1980 and December 1996, 12 patients were admitted and treated surgically. In the second period, January 1997 until December 2005, 8 patients were admitted. Four were treated surgically and 4 with an endovascular procedure. The aneurysms ranged from 2.3 cm to 6.2 cm Seventeen patients were asymptomatic, while three were symptomatic for pain and obstructive icterus. In 13 patients aneurysmectomy and graft interposition was performed, in three patients aneurysmectomy with dacron patch interposition was performed, and in 4 patients the aneurysm was excluded with a stent-graft. RESULTS: No perioperative mortality was noted and no major complication occurred. All endovascular procedures successfully excluded the aneurysm without signs of endoleak. Follow-up in 4 months, 6 months and 10 months postoperatively showed patency of the stent-graft with no signs of migration or endoleak. Only in one case, in the 8th post-operative month, thrombosis of the stent-graft occurred and the patient was completely asymptomatic. CONCLUSION: The natural history of hepatic artery aneurysms is rupture, and consequently there is an indication of treatment. Actually, we consider endovascular treatment as the first-choice-treatment whenever possible. Endovascularlly treated patients need a strict follow-up surveillance by imaging means. Particular attention so be given in the preoperative study of the collateral circulation in patient treated surgically.
OBIETTIVO: Attraverso uno studio retrospettivo riportiamo la nostra esperienza nell’ambito del trattamento chirurgico ed endovascolare delle dilatazioni aneurismatiche dell’arteria epatica. MATERIALI E METODI: Questo studio è stato condotto su 20 pazienti affetti da una lesione aneurismatica dell’arteria epatica extraparenchimale giunti alla nostra osservazione in due distinti periodi: dal Febbraio 1980 e Dicembre 1996 12 trattati per via chirurgica e nel successivo periodo dal gennaio 1997 al Dicembre 2005 4 chirurgici e 4 endovascolari. Le lesioni risultavano di diametro massimo compreso tra 2.3 e 6.2 cm. 17 pazienti erano asintomatici mentre 3 casi sono giunti alla nostra osservazione con un quadro clinico caratterizzato da sintomatologia algica ed ittero ostruttivo. Sono state eseguite 13 endoaneurismectomie con innesto, 3 con apposizione di patch in Dacron e 4 trattamenti endovascolari. RISULTATI: Il decorso post-operatorio si è svolto regolarmente in assenza di mortalità intra-e peri-operatoria. Non si sono registrate complicanze di altra natura. Le procedure endovascolari hanno avuto esito favorevole ed una angio-TC ha evidenziato pervietà della a. epatica a 4, 6 e 10 mesi dalla procedura in assenza di endoleak e/o dislocazione dello stent. Solamente in un caso il controllo angiografico eseguito all’8° mese ha evidenziato trombosi asintomatico dello stent-graft. CONCLUSIONI: Lo spiccato carattere evolutivo della lesione impone un trattamento preventivo della lesione aneurismatica della arteria epatica. Il nostro attuale atteggiamento è interventista, privilegiando, quando possibile, la tecnica endovascolare. Particolare attenzione sarà rivolta in tali trattamenti allo studio delle collateralità e ad una stretta sorveglianza postoperatoria al fine di evidenziare possibili segni di restenosi o fattori di occlusione dello stent.
arteria epatica; endovascolare
Settore MED/22 - Chirurgia Vascolare
mar-2007
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